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Geologia, sismica e suoli

Sorgenti e unità geologiche sede di acquiferi nell'Appennino emiliano-romagnolo

consultazione dati geologici per lo studio delle acque sotterranee nell’Appennino emiliano-romagnolo

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Sorgenti e unità geologiche sede di acquiferi

Il contributo della geologia allo studio delle acque sotterranee nell’Appennino emiliano-romagnolo

sorgenti e unità geologiche sede di acquiferi dell'Appennino   emiliano-romagnaolo

Nel sito sono consultabili i dati e le elaborazioni derivanti dagli studi sul tema delle acque sotterranee nell’ambito montano, condotti presso il Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli a partire dall’anno 2000. Su questo tema, gli ultimi dieci anni hanno visto una crescita costante delle conoscenze, il che ha permesso, tra le altre cose, di fornire un contributo di settore alle analisi territoriali per il Quadro Conoscitivo degli strumenti di pianificazione territoriale e di settore, la formazione dei quali rientra nelle competenze di altri Servizi regionali e degli Enti Locali.

Le elaborazioni si dividono in due gruppi: i risultati di censimenti delle sorgenti di varie tipologie, le elaborazioni cartografiche propedeutiche alla delimitazione delle zone di protezione delle sorgenti (come definite nel Piano di Tutela delle Acque, PTA). Le zone di protezione sono le più generali tra le aree di salvaguardia, poiché tutelano le risorse idriche sotterranee utilizzate e utilizzabili; per maggiori chiarimenti si rimanda comunque alla Relazione Generale del PTA (par. 1.3.4.3).

     

Censimento delle sorgenti documentate nella cartografia topografica storica

Nel 2008 L’Istituto dei Beni Artistici, Culturali e Naturali (IBACN), in collaborazione con il Servizio Geologico, ha promosso un progetto per la digitalizzazione degli “oggetti” cartografici relativi al tema delle acque sotterranee nell’area dell’Appennino emiliano-romagnolo, rappresentati in 207 tavolette a scala 1:25.000 tratte dalla Carta Topografica del Regno d’Italia, rilevata e pubblicata dall’Istituto Geografico Militare tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
La base dati informatizzata così ottenuta si presta a vari utilizzi: ad esempio, dal punto di vista geologico sono utili per un confronto con lo stato attuale, le sorgenti perenni (con o senza particolari mineralizzazioni, es. sulfuree), che sono state scorporate e rappresentate nel sito in modalità Web-Gis. Per maggiori dettagli, si rimanda alle relazioni illustrative e alla presentazione tenuta a Monaco il 17 giugno 2009, in occasione del Sesto Congresso Europeo sulla Cartografia Geoscientifica Regionale e i Sistemi Informativi. I referenti per i dati presso l’IBACN sono indicati nella sezione “Credits”

     

Censimenti delle sorgenti in varie Province

Presso il Servizio Geologico regionale sono state svolte attività di censimento delle sorgenti, con particolare riferimento a quelle che approvvigionano acquedotti, in diverse fasi e con diversi gradi di approssimazione. Nel sito vengono presentati i risultati delle attività svolte prevalentemente in collaborazione con le Province, come contributo tematico alle analisi territoriali in attuazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA).

Il PTA (la cui formazione è stata coordinata dal Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua della Regione) demanda infatti ai PTC provinciali e loro varianti il compito di delimitare, nelle cartografie del Quadro Conoscitivo, le zone di protezione delle sorgenti, il cui nucleo è costituito dalle unità geologiche sede dei principali acquiferi nelle aree montane (informalmente denominate “rocce-magazzino”). Preliminarmente e ai fini della loro individuazione, è prescritto anche il censimento delle sorgenti o “emergenze naturali della falda”, suddivise tra:

    1. utilizzate per il consumo umano (in primis, per l’approvvigionamento tramite rete acquedottistica)
    2. di pregio naturalistico-ambientale.

Vengono in questa sede pubblicati i dati di localizzazione delle sorgenti del primo tipo; sono il frutto delle raccolte-dati eseguite per l’elaborazione delle cartografie allestite per il Quadro Conoscitivo delle varianti ai PTC in adeguamento al PTA, relativamente alle Province con cui il Servizio Geologico ha stabilito rapporti di collaborazione (è indicato anche l’anno di rilevamento/aggiornamento delle basi dati):

    • Piacenza, da dati trasmessi dal Servizio Pianificazione Territoriale e Ambientale della Provincia che in parte li ha acquisiti dal Gestore Enìa S.p.A.. Si tratta di sorgenti captate per acquedotto, per parte delle quali va al limite verificata l’ubicazione con controlli di terreno, per acquisire una maggiore precisione del dato. Si riscontrano nella variante al PTC disponibile sul sito della Provincia e sono anche scaricabili in formato vettoriale.
    • Reggio Emilia, da dati trasmessi dal Servizio Ambiente della Provincia (da questo parzialmente acquisiti dal Gestore Enìa S.p.A. nel 2006), unitamente a dati pregressi della Provincia (monografia “Centofontane”, 2005, sulle fontane pubbliche di pregio) e del Servizio Geologico regionale (2001). Queste ultime sono da verificare, per analisi territoriali in ambito comunale. Nella variante al PTC disponibile sul sito della Provincia si riscontrano le sorgenti con ubicazione certa, accompagnate dall’individuazione cartografica delle relative zone di rispetto delle captazioni. Ne consegue che le segnalazioni “eccedenti”, comunque documentabili, hanno valore di segnalazione d’inquadramento e devono sempre essere oggetto di verifica sul terreno in fase attuativa o di approfondimento.
    • Modena, da dati trasmessi dalla Provincia, pregressi o acquisiti dall’ex-ATO4 Modena (risultato di un censimento eseguito con GPS, commissionato da questo Ente nel 2004-2005). Si riscontrano nella variante al PTC disponibile sul sito della Provincia e sono anche scaricabili in formato vettoriale.
    • Bologna, da dati pregressi e disponibili presso la Provincia (2006), pubblicati nel vigente PTCP, che si riferiscono sia a sorgenti captate da acquedotto (e la fonte è il Gestore Hera S.p.A.) che a sorgenti libere o fontane (tratte dalla monografia “Sorella Acqua” pubblicata dalla Provincia nel 1998). Si riscontrano anche nella variante al PTC disponibile sul sito della Provincia e sono anche scaricabili in formato vettoriale.
    • Ravenna, da dati estratti dal censimento appositamente eseguito da incaricati dalla Provincia per il Piano provinciale di Tutela delle Acque (2006-2007), che ha permesso di sostituire delle basi informative pregresse e ormai inadeguate. Per il quadro completo sulle sorgenti si rimanda alle cartografie del vigente PTC, disponibili sul sito della Provincia; i dati in formato vettoriale vengono forniti dalla Provincia, su richiesta da parte di Enti con competenze in materia ambientale e territoriale.

Per la Provincia di Parma i dati pubblicati si riferiscono ad un censimento eseguito nel 2001-2002 dai Servizi Geologico e Tecnico di Bacino Affluenti del Po, sede di Parma; questi dati sono stati successivamente perfezionati da rilevamenti in campagna eseguiti con impiego di GPS, come è il caso ad esempio del progetto (in corso) promosso dall’ex-ATO2 Parma e dal Gestore Montagna 2000 nei comuni di propria competenza, con la collaborazione dei Servizi regionali di cui sopra.

I dati relativi alle Province di Piacenza, Modena e Bologna sono disponibili in formato vettoriale nelle aree di download dei rispettivi siti Internet, collegate al Sistema Informativo dei vigenti PTCP o loro varianti in adeguamento al PTA.

Per la Provincia di Forlì-Cesena è stata stabilita una collaborazione, per effetto della quale le attività sono tutt’ora in corso.

     

Carte delle unità geologiche sede di acquiferi, nell’ambito collinare e montano di varie Province

Successivamente ai censimenti di cui sopra, in base al confronto con la banca dati geologica disponibile presso il Servizio Geologico sono state individuate le aree recanti significativi addensamenti di sorgenti, corrispondenti alle unità geologiche sede di acquiferi (informalmente denominate “rocce-magazzino”) che, estensivamente, costituiscono il nucleo delle zone di protezione prescritte dal Piano di Tutela delle Acque; per la metodologia si rimanda al paragrafo 1.3.4.3 della Relazione generale del Piano, a cui chi scrive ha contribuito per lo specifico argomento, avvalendosi dei risultati di cartografie pubblicate dal Servizio Geologico (“Schema Direttore della pericolosità geo- ambientale”, Viel et alii, 2002).
Sono consultabili nel sito le cartografie propedeutiche alla formazione dei tematismi allestiti (come contributo di settore) per il Quadro Conoscitivo delle varianti ai PTC o Piani di Tutela delle Acque delle Province di Piacenza, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Ravenna (Forlì-Cesena è in corso di formazione); il dettaglio è compatibile con una restituzione a scala 1:25.000-1:10.000, in ragione dell’utilizzo della banca dati della Carta Geologica dell’Appennino emiliano-romagnolo a scala 1:10.000. Nel settore montano della Provincia di Parma, la cartografia delle “rocce-magazzino” è stata elaborata per attività interne al Servizio e con un grado di dettaglio inferiore, essendo stata utilizzata la banca dati del Progetto per la Nuova Carta Geologica d’Italia a scala 1:50.000. Il recente ampliamento del settore montano della Provincia di Rimini, dovuto al passaggio di sette comuni della Val Marecchia dalla Regione Marche, determinerà un rinnovato interesse verso gli acquiferi montani e il conseguente completamento delle cartografie a corredo degli strumenti di pianificazione territoriale, per il quale il Servizio Geologico e senz’altro interessato a stabilire collaborazioni.

Le informalmente denominate “rocce-magazzino” sono differenziate in ammassi rocciosi e nelle sovrastanti coperture detritiche di versante, queste ultime selezionate tra quelle rappresentate nella banca dati ed in possibile connessione con il substrato permeabile per fratturazione. L’esistenza di connessioni relativamente alla circolazione idrica di sottosuolo e l’individuazione della

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Pubblicato il 26/06/2015 — ultima modifica 26/06/2015
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