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Geologia, sismica e suoli

Zone speleologiche

La compilazione delle schede catastali seguite dalla Società Speleologica Italiana (SSI), inerenti alle cavità naturali, prevede la suddivisione del territorio regionale in Zone speleologiche cioè zone omogenee sia dal punto di vista litologico che orografico.
Questa suddivisione facilita l’attività di ricerca e di classificazione dei fenomeni di interesse speleologico e comprende anche aree in cui sono presenti grotte di origine prevalentemente tettonica.

 

Province di Piacenza e Parma

In queste due province, per ora, non sono state rinvenute aree in cui la concentrazione di cavità naturali sia tale da giustificare una loro definizione come zone speleologiche, di conseguenza tutte le grotte rinvenute sono state classificate come Cavità Isolate. Le grotte di queste due province si aprono in formazioni rocciose di vario tipo: calcari arenacei, ofioliti, arenarie molassiche, arenarie del Macigno, travertini,conglomerati e calcari grigi.

 

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Cavità Isolate Piacenza (CIPC)  3  164
 Cavità Isolate Parma (CIPR)  10  323
 TOTALE  13  487

 

Provincia di Reggio Emilia

 

Le grotte di maggior sviluppo e interesse di questa provincia sono ubicate nei Gessi triassici della media e alta Val Secchia e negli affioramenti gessosi messiniani del basso Appennino . Di più limitato sviluppo sono le cavità, prevalentemente tettoniche, presenti in affioramenti arenacei e nelle arenarie del Macigno.

1 Zona dell’alta Val Secchia. Comprende gli altri affioramenti triassici,di alta quota e a più elevata componente dolomitica, disseminati nei comuni di Ligonchio e Collagna.
2 Zona della media Val Secchia. Comprende tutti gli affioramenti triassici, a prevalente componente solfata, posti a NE del torrente Canalaccio, sull’asse del Secchia, gli affioramenti del torrente Rossendola, del torrente Guadarolo e della porzione terminale della valle del torrente Ozola. La zona è compresa nei comuni di Castelnovo ne’ Monti, Villa Minozzo, Busana, Ligonchio e Collagna.
3 Zona di Scandiano. Comprende tutti gli affioramenti evaporitici messiniani presenti nel comune di Scandiano, localizzati in sinistra e destra del torrente Tresinaro.
4 Zona fra il Lodola e il Vendina. Questa zona, che comprende i gessi messiniani del comune di Albinea, pur essendo attraversata da altri torrenti viene considerata omogenea per l’uniformità dell’evoluzione carsica.
5 Zona fra il Vendina e il Campola. Comprende gli affioramenti occidentali della formazione evaporitica messiniana, situati in sinistra e destra del torrente Crostolo, quasi tutti ubicati nel comune di Vezzano sul Crostolo (più piccole lenti affioranti ai confini dei comuni di Viano e di Albinea).
6 Zona della dorsale di Bismantova. Sotto questa denominazione sono stati convenzionalmente compresi tutti gli affioramenti arenacei in cui sono presenti fenomeni pseudocarsici, che vanno dal monte Valestra al monte Ca’ di Viola lungo la dorsale che collega Carpineti alla Pietra di Bismantova. La zona è compresa nei comuni di Carpineti, Castelnovo ne’Monti e Busana.
7 Arenarie oligoceniche della zona di Gova. Affioramento sulla sponda sinistra del torrente Dolo, presso gli abitati di Gova e di Cadignano, nei comuni di Villa Minozzo e Toano. Nella zona sono presenti interessanti cavità tettoniche.
8 Cavità isolate. Nel territorio esistono alcune cavità sparse nelle arenarie molassiche, nelle arenarie del Macigno, nelle ofioliti e nel travertino.

 

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Zona alta Val Secchia (ZAS)  9  593
 Zona media Val Secchia (ZMS)  118  8.567
 Zona di Scandiano (ZS)  4  50
 Zona Lodola - Vendina (ZLV)  44  3.031
 Zona Vendina - Campola (ZVC)  13  113
 Zona dorsale Bismantova (ZB)  32  1.376
 Zona di Gova (ZG)  8  210
 Cavità Isolate Reggio Emilia (CIRE)  8  67
 TOTALE  236  14.007

 

 

 

 

Provincia di Modena

In provincia di Modena non esiste un carsismo tipico, in quanto non sono presenti calcari puri o rocce evaporitiche. È però molto diffuso un fenomeno del tutto similare, comunemente indicato col nome di paracarsismo. Esso si presenta in rocce ricche di silicati a cemento calcareo e raggiunge considerevole sviluppo come fenomeno di superficie. Le rocce soggette a fenomeni paracarsici sono, in grande prevalenza, appartenenti alla formazione miocenica di Bismantova.

1 Dorsale Guiglia-Zocca-Montese. In questi tre comuni a Montecorone, alla Tagliata di Guiglia e alle Serre di Samone si aprono numerose doline. Poco più a ovest, sulla sponda sinistra del fiume Panaro, si ha il fianco occidentale di una vasta anticlinale, con asse in cui è impostato il fiume. La formazione è sempre quella di Bismantova.
2 Zona di Pavullo. Le aree più carsificate di questo comune sono quelle di Benedello, dove esiste una grotta, di notevole interesse faunistico: la Tana della Volpe di Benedello; altre sono quella di Verica, dove esisteva un lago carsico, ora svuotato, e quella dei Cinghi di Malvarone.
3 Sassi di Rocca Malatina. Nei comuni di Guiglia e Rocca Malatina si hanno grotte di erosione meteorica.
4 Cavità isolate. Di minor interesse carsico la placca calcareo-arenacea posta sulla destra del fiume Secchia a sud di Montegibbio. Al di fuori di quest’area va segnalata la cavità tettonica della Tana della Volpe di San Pellegrinetto nelle calcareniti di Bismantova. Esistono grotte nei travertini presso Montese lungo il torrente Gea e a Maserno, quest’ultima ora distrutta da una cava. Esistono infine grotte tettoniche isolate, in arenarie del Macigno sul Monte Cimone e della formazione del Monte Cervarola sul Monte Cavrile presso Montecreto e una di notevole interesse geologico nelle Serpentine (Ofioliti) a Pampeano di Serramazzoni.

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Guiglia - Zocca - Montese (GZM)  47  432
 Zona di Pavullo (ZPAV)  21  569
 Sassi di Rocca Malatina (SRMAL)  3  47
 Cavità isolate Modena (CIMO)  9  232
 TOTALE  80  1.280

 

Provincia di Bologna

La maggior parte dei fenomeni carsici presenti in questa provincia si sviluppano nella formazione evaporitica messiniana, costituita da potenti bancate di gessi, a grana macrocristallina, alternate a strati di limi argillosi dolomitici. Alcune cavità, di origine prevalentemente tettonica, si aprono soprattutto nelle arenarie plioceniche, alcune in quelle mioceniche, due nei travertini recenti e nelle ofioliti, altre nei calcari arenacei (Miocene).

 

1 Zona fra il Lavino e il Reno. Comprende l’area dei gessi presenti nel territorio del comune di Zola Predosa (località Gessi e Monte Rocca).
2 Zona fra il Reno e il Savena. Include gli affioramenti gessosi di Casalecchio di Reno (parco Talon), quelli di Gaibola, Casaglia, Monte Paderno e Monte Donato.
3 Zona fra il Savena e lo Zena. È inserita in questo settore la parte ovest del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi, dalla Ponticella alla Croara, verso Madonna dei Boschi e, in direzione est, verso la dolina di Budriolo, fino alla località di Osteriola. Ad essa appartengono la dolina della Spipola e la valle cieca dell’Acquafredda. Il territorio è ubicato nei comuni di San Lazzaro di Savena e di Pianoro.
4 Zona fra lo Zena e l’Idice. Porzione est del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi. Questa zona, interamente compresa nel comune di San Lazzaro di Savena, si estende dal Farneto alle grandi doline dell’Inferno, di Goibola e alla Valle cieca di Ronzana; i gessi attraversati dal torrente Idice, riaffiorano a Castel dei Britti.
5 Zona fra l'Idice e l'Olmatello. Estrema propaggine orientale dei gessi nel comune di San Lazzaro di Savena, posta ad est del Parco Regionale, ospita il piccolo affioramento di Castel dei Britti, che raggiunge quota 200 m slm.
6 Zona fra il Sillaro e il Santerno. Fanno parte di questa zona i Gessi di Sassatello in una vallecola laterale del Sillaro. Il Monte Penzola raggiunge quota 410 m e il Monte La Pieve i 506 m. I comuni interessati sono quelli di Casalfiumanese, Fontanelice e Borgo Tossignano.
7 Gessi di Monte del Casino e Tossignano. Quest'area è interposta fra le province di Bologna e di Ravenna e la sua descrizione è riportata nelle zone speleologiche della provincia di Ravenna.
8 Cavità isolate. In provincia di Bologna sono presenti numerose cavità isolate, ubicate per lo più nelle arenarie molassiche plioceniche nei comuni di Sasso Marconi e Monzuno (Rupe di Sasso Marconi, Monte Adone), nei calcari arenacei, nei travertini e nelle ofioliti: a Calvenzano (Vergato), a Castelluccio e Modognana (Porretta Terme), al Cigno delle Mogne (Castiglione dei Pepoli), a Madonna dell'Acero e al Lago di Pratignano (Lizzano in Belvedere), a Monte Ovolo (Camugnano), a San Cristoforo di Labante (Castel d'Aiano) e a Vignola dei Conti (Savigno).

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Zona Lavino - Reno (ZLR)  20  2.186
 Zona Reno - Savena (ZRS)  19  1.644
 Zona Savena - Zena (ZSZ)  76  15.535
 Zona Zena - Idice (ZZI)  70  5.196
 Zona Idice - Olmatello (ZIO)  12  300
 Zona Sillaro - Santerno (ZSS)  17  1.796
 Gessi Monte del Casino - Tossignano (VDGCT)  15  1.011
 Cavità isolate Bologna (CIBO)  54  1.962
 TOTALE  283  29.630

 

Provincia di Ravenna

Anche in questa provincia la maggior parte dei fenomeni carsici è localizzata nelle evaporiti messiniane. La Vena del Gesso romagnola costituisce appunto una delle formazioni geologiche più importanti e caratteristiche dell'intero Appennino emiliano-romagnolo. Si estende per uno sviluppo lineare di circa 25km tra le province di Ravenna e Bologna.

 

 e Tossignano. Vasta area a substrato gessoso, seconda per ampiezza areale solo a quella di Monte Mauro e di Monte della Volpe, è delimitata ad est dal fiume Senio e ad ovest dal fiume Santerno. È divisa tra le provincie di Bologna e Ravenna, il cui confine territoriale coincide con quello tra i comuni di Borgo Tossignano (Bo) a ovest e di Riolo Terme (Ra) ad est.
2 Gessi di Monte Mauro e Monte della Volpe. Compresi tra il torrente Sintria e il torrente Senio e suddivisi tra i comuni di Brisighella, Casola Valsenio e Riolo Terme, costituiscono il maggior affioramento di evaporiti messiniane di tutta la regione sia per il loro sviluppo areale che per la loro ampiezza trasversale (km 1,5). I Gessi di Monte della Volpe sono sfruttati da una imponente cava che sta aggredendo Monte Tondo, arrivando con le sue ampie gallerie artificiali ad intersecare il complesso carsico che fa capo alla famosa Grotta del Re Tiberio.
3 Gessi di Rontana e Castelnuovo. Zona della Vena del Gesso, in comune di Brisighella, compresa tra la strada per Monte Rontana a sud-est e la linea del torrente Sintria a nord-ovest, affiora, completamente circondata dalla Formazione Marnoso-arenacea. A sud-ovest vi è un altro piccolo affioramento di gessi che forma Col Mora.
4 Gessi di Brisighella. Si tratta del settore di Evaporiti messiniane compreso tra l'abitato di Brisighella sul fiume Lamone a est, e Ca' Varnello e la strada per Monte Rontana a ovest, costituito da tre affioramenti gessosi di cui due, la Rocca e la Torre dell'Orologio spazialmente molto limitati.
5 Gessi della Bicocca. Si tratta di un affioramento evaporitico di limitato areale, posto sulla destra idrografica del fiume Lamone, in comune di Brisighella.
6 "Spungone" di Pietramora e Ceparano. Formazione rocciosa, affiorante nel Ravennate, nel Forlivese e oltre è costituita da calcari arenacei in parte organogeni (bivalvi, alghe, foraminiferi) che viene denominata "spungone" o Calcare ad Anfistegine. Appartiene al Pliocene inferiore-medio. Si tratta di un'area di limitata potenzialità carsica posta nel comune di Brisighella, tra i torrenti Marzeno e Samoggia.

 

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Gessi Monte del Casino - Tossignano (VDGCT)  36  4.584
 Gessi Monte Mauro - Monte della Volpe (VDGMV)  81  22.159
 Gessi Rontana - Castelnuovo (VDGRC)  48  5.911
 Gessi di Brisighella (VDGBR)  31  4.760
 Gessi della Bicocca (VDGBC)  3  243
 "Spungone" di Pietramora - Ceparano (SPPC)  11  200
 TOTALE  210  37.857

 

 

Province di Forlì-Cesena e Rimini

Le coperture quaternarie hanno in gran parte nascosto la formazione gessosa messiniana così che i fenomeni carsici risultano relativamente pochi. Sono tuttavia presenti diverse cavità interessanti negli affioramenti di gesso microcristallino attraversati dai torrenti Chiusa e Fanantello (Valle del Savio). Notevole anche la Grotta nei gessi macrocristallini nel comune di Montescudo e ovviamente la notissima Grotta di Onferno, nel comune di Gemmano (Rn). Degno di nota è anche l'affioramento a nord di San Leo, in destra idrografica del fiume Marecchia. Gran parte delle cavità in questione sono di recentissima esplorazione, inoltre gli affioramenti più estesi in cui esse si aprono sono entrati a far parte, nel 2009, del territorio dell'Emilia-Romagna essendo fino ad allora ubicati in territorio marchigiano. La ridefinizione delle zone speleologiche, nonché il passaggio delle cavità presenti dal catasto marchigiano a quello della nostra regione sono in corso di realizzazione.

 

 

Provincia di Forlì-Cesena

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Gessi dei Torrenti Chiusa e Fanantello (GTCF)  5  circa 700
 Cavità Isolate Forlì - Cesena (CIFC)  28  1.397
 TOTALE  33  circa 2.100

 

 

Provincia di Rimini

 Zona speleolologica  Numero grotte  Sviluppo (metri)
 Gessi dei Torrenti Chiusa e Fanantello (GTCF)  8  circa 400
 Cavità Isolate Rimini (CIRN)  8  2.302
 TOTALE  16  circa 2.700

 

 

1 Gessi di Monte del Casino

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Pubblicato il 25/09/2012 — ultima modifica 25/09/2012
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