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Geologia, sismica e suoli

1° Congresso Europeo sulla cartografia geologica regionale ed i sistemi informativi

13/16 giugno 1994, Bologna, Italia

Relazione di apertura: Il Regionalismo oggi in Europa.

Ruoli ed interventi delle Regioni nel campo della pianificazione del territorio e la protezione ambientale
di Pier Luigi BERSANI - Presidente della Giunta della Regione Emilia-Romagna

Nell'aprire i lavori di questo Congresso porgo innanzitutto il mio saluto al Ministro dell'Ambiente della Catalunya Albert Vilalta, al Direttore Generale dei Ministero dell'An3biente della Baviera Werner Buchner, che qui rappresentano le altre due Regioni che con noi hanno attivamente cooperato nell'organizzazione di questo incontro a scala europea.
Un saluto alle autorità presenti delle altre Regioni e dei nostro Paese, ai dirigenti, al tecnici e ricercatori in campo geologico e di sistema informativo che sono convenuti da tanti Paesi, da quelli della Cee, ai Paesi dell'Est, del Nord Africa, del Sud America e dall'Iran.
Di per sé è già di grande significato la realizzazione di un momento di incontro con oltre 1500 partecipanti di 25 diversi Paesi; è il segno tangibile dell'interesse a confrontare idee ed esperienze, a trovare nuovi punti comuni in percorsi che per molti aspetti restano ancora diversi.
Oggi per noi questo incontro vuol dire anche qualcosa di più: ieri si è votato per Il rinnovo del Parlamento europeo, nel nostro Paese abbiamo da poco chiuso una fase che comunque è stata di forte reazione alla degenerazione di gran parte dei sistema politico negli anni '80.
Anche se in un quadro non privo di incertezze e preoccupazioni a livello nazionale come nel contesto europeo, credo che abbiamo ormai di fronte due grandi priorità comuni:

  • il rafforzamento di una linea di politiche concertate sulle grandi questioni ambientali come su quelle dell'occupazione;
  • il rafforzamento dei ruolo delle Regioni come condizione primaria per uno sviluppo realistico dell'integrazione europea in ambito CE ed in rapporto con gli altri Paesi interessati.

Nettuno, Bologna, Piazza MaggioreIn Italia gli anni '70 furono quelli della speranza nel consolidamento delle Regioni come elemento di trasformazione dello Stato, gli anni '80 videro invece il progressivo svuotamento dei ruolo delle istituzioni regionali, sempre più appesantite da compiti gestionali e prive di autonomia nell'acquisizione e gestione delle risorse.
Noi siamo impegnati affinché gli anni '90 vedano finalmente l'affermazione dell'Europa delle Regioni non solo in nome delle buone ragioni che già in gran parte furono enunciate oltre 20 anni fa, ma come necessità concreta rispetto alla natura dei problemi cui. dobbiamo oggi fare fronte.
Se non si sceglie la via dell'autarchia, ormai impercorribile senza gravi danni per tutti, occorre che all'integrazione economica si accompagni la definizione di nuove, più adeguate regole dei gioco; quelle che ormai possono essere definite solo ad ampia scala sovranazionale, di Unione Europea nei confronti dei resto dei mondo; allo stesso tempo queste regole del gioco hanno bisogno di fare riferimento agli ambiti regionali per permettere di attuare misure articolate di intervento che tengano conto delle specificità. Allora in questa fase il ruolo più positivo dei Governi centrali, al di là delle funzioni essenziali loro proprie che devono rimanere, non può che essere quello di agevolare l'assunzione a scala regionale di tutte le responsabilità che possono essere gestite a quel livello. Questa è la condizione per una piena autonomia degli Enti locali, è la condizione per avere nelle Regioni anche sui temi delle misure di incentivazione allo sviluppo e l'occupazione dei partners credibili per Il livello comunitario come per le altre Regioni Europee e per i soggetti economici e sociali.
Sulle questioni ambientali e dello sviluppo economico compatibile tornano ad imporsi, come necessità operativa, gli stessi riferimenti essenziali: quello a livello europeo per l'armonizzazione di criteri, normative, procedure di analisi e di intervento, e quello regionale per l'interlocuzione con la capacità di intervento sul territorio associata alla responsabilità dei raggiungimento degli obiettivi comuni concordati.
Quindi il passaggio, semplice ma decisivo, riguarda l'affermazione in concreto dei "principio di responsabilità.- solo Regioni autorevoli possono dare ad un tempo garanzie, adeguate ai loro cittadini ed al tessuto locale ed al tempo stesso costituire un referente credibile su scala europea per definire e dare attuazione ad indirizzi comuni.
Non è una logica di autarchia, lo ripeto, né tantomeno di rifiuto della solidarietà verso le aree meno sviluppate; al contrario per le stesse Regioni più sviluppate la possibilità di confrontarsi con interlocutori autorevoli delle Regioni economicamente meno avanzate è la base per sviluppare la cooperazione tra Regioni all'interno dei Paese ed anche tra Regioni di Paesi diversi.
Le stesse misure nazionali di solidarietà hanno ben diverso spessore e significato se collocate in un contesto di concertazione tra le Regioni e di precisa definizione di obiettivi.
Allo stesso modo non invocare più misure europee né nazionali quando le soluzioni possono essere trovate tra le Regioni interessate non è solo una corretta applicazione dei principio di sussidiarietà, noi sappiamo che è anche un banco di prova impegnativo poiché sottrae agii stessi responsabili regionali molte possibilità di riportare i problemi su tavoli diversi dai loro.
Oggi in campo specifico vediamo le possibilità concrete di questo approccio che cercavo di descrivere, io ritengo di grande significato il fatto in sé che tre Regioni Europee abbiano organizzato questo Convegno sulla geologia e i Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali.
Assieme alla sensibilità specifica al confronto sui temi geologici e le implicazioni applicative, questa iniziativa testimonia un comune impegno allo sviluppo della conoscenza, al confronto con gli altri; pur tra le tante diversità esistenti tra Baviera, Catalunya ed Emilia-Romagna, mi pare utile rilevare anche alcuni tratti comuni alle tre Regioni:  

  • si tratta di tre Regioni "forti" indubbiamente dal punto di vista economico e territoriale in sé e in riferimento ai rispettivi contesti nazionali;
  • tutte tre le Regioni, pur con storia e connotati diversi, hanno una forte tradizione di tipo autonomistico;
  • tutte e tre le Regioni hanno già realizzato investimenti consistenti non solo sulle conoscenze geologiche, ma anche più in generale in materia di Cartografia e Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali.

Voglio dire che nei caso dell'Emilia Romagna l'impegno su questi temi prende il via dall'avvio effettivo dell'attività della Regione nel '72; senza un livello sufficiente di motivazione, intesa come consapevolezza dei proprio ruolo da parte dei tecnici come dei responsabili politici, non si spiegherebbe la realizzazione di programmi articolati su 15-20 anni per costruire i riferimenti topografici adeguati, le conoscenze di base geologiche e quelle pedologiche, le altre componenti dei Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali.
Senza un livello elevato di professionalità non si spiegherebbero gli investimenti sostenuti, che sono rilevanti certo, ma limitati rispetto al livello di conoscenze acquisito ed ai risparmi di investimenti estemporanei e ripetitivi in materia.
Il grande cantiere della carta geologica dì pianura è oggi forse una delle postazioni più avanzate rispetto alle questioni delle zone a rischio ambientale della pianura padana che coinvolgono i fabbisogni idrici di un'intera popolazione e di attività produttive rilevantissime.
Non sto affermando che si tratti di un processo lineare, senza inciampi: realizzare sistemi informativi richiede tempi pluriennali e utenti evoluti ed anche nelle Regioni come l'Emilia-Romagna quando l'attenzione al regionalismo, come negli anni '80, trova il livello più basso, anche l'attenzione allo sforzo continuo richiesto per mantenere il sistema di conoscenze necessario sembra meno motivato con tutti i rallentamenti ed i rischi dei caso.
In Baviera e Catalunya sono stati compiuti, a quanto mi consta, sforzi di analogo significato per realizzare un impianto di conoscenze territoriali e ambientali. adeguate: uno sforzo di grande rilievo anche perché rapportato a poteri effettivi assai ampi delle due Regioni, poteri che noi invidiamo un pò a queste due Regioni.
E allora significativo che tre fra le Regioni più avanzate abbiano in comune il bisogno di confrontare e scambiare le proprie conoscenze:  

  • è il segno, ne sono convinto, di un nuovo livello di maturità nel quale quanto ciascuno è in grado di realizzare vale non solo in sé , ma anche in quanto può divenire patrimonio di scambio e di colloquio con gli altri partners con risultati di reciproco arricchimento;
  • è il segno del bisogno, da tutti risentito, di essere elemento di traino di un confronto che arrivi a coinvolgere l'insieme delle Regioni europee anche sul fronte delle basi comuni di conoscenza.

Sui molti dei temi delle conoscenze territoriali e ambientali, proprio per la diversa sensibilità ed il lavoro svolto in materia, esiste già in Italia un livello avanzato di collaborazione tra le Regioni, pur con differenze, disparità fra di esse e con le difficoltà delle strutture nazionali ad operare in logica di coordinamento.
Anche riguardo al sistema delle conoscenze ed ai Sistemi Informativi collegati, il raccordo tra le Regioni europee può quindi fornire un contributo essenziale intanto nella definizione dei supporti conoscitivi comuni confrontabili, operata tenendo conto delle esigenze di supporto alle decisioni e dei vincoli di costo connessi; nel concepire ed attuare intese tra Regioni europee più e meno avanzate, che agevolino il trasferimento di Know-how, la formazione di quadri tecnici locali, ecc.
I supporti scientifici e di ricerca sono e restano essenziali per la Geologia come per i Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali al tempo stesso è tuttavia impegno delle Regioni garantire il mantenimento degli investimenti anche nel senso di estrarre dai patrimoni conoscitivi di ciascuno quanto più possibile in termini di dati confrontabili , ed il mantenimento di "costi compatibile e comparabili" su scala europea per le informazioni di supporto alle decisioni.
Abbiamo già sperimentato quanto le questioni essenziali in materia di conoscenze non riguardino tanto le tecnologie, quanto piuttosto l'organizzazione sociale e quella specifica della Pubblica.
Amministrazione in grado di assumere questi obiettivi, di formare e utilizzare le professionalità necessarie all'interno come all'esterno dell'Amministrazione.
Non vi è dubbio che oggi su qualunque intesa di programma tra le Regioni incidono in misura non irrilevante almeno due componenti apparentemente accessorie:    

  • la disponibilità di conoscenze di buona qualità confrontabili con quelle analoghe di altri partners europei;
  • la presenza, all'interno come all'esterno delle Amministrazioni, delle professionalità e degli apparati tecnici che garantiscono della capacità di attuare interventi competenti e monitoraggi adeguati dei contesto ambientale in evoluzione.

L’Europa delle Regioni, con l'affermazione di un ben più ampio ruolo delle Regioni secondo il principio di sussidiarietà deve certamente prevedere il tavolo politico europeo ed i tavoli delle intese politiche multilaterali tra le Regioni su questioni specifiche.
Sin da oggi credo tuttavia sia opportuno cominciare a costruire i tavoli multilaterali di concertazione sulle informazioni territoriali e ambientali di comune interesse, da rendere confrontabili e credo anche qualcosa di più: siamo forse già in grado di definire, nel confronto tra Regioni europee, una traccia comune riguardo sia al minimo di conoscenze comuni, che alle condizioni di base (di formazione e impiego di quadri qualificati, ecc.) di realizzazione e gestione di queste conoscenze nelle Regioni ferma restando la specificità di ciascuna e delle soluzioni organizzativi specifiche - ma iniziative congiunte su cui sarebbe possibile attivare azioni di sostegno dell'Unione Europea.
Nel breve termine molto può essere fatto attivando il confronto tra le Regioni europee e utilizzando o riorientando programmi comunitari esistenti.
Vi è uno spazio ampio di collaborazioni anche operative che possono essere sviluppate in collaborazione con i Paesi dell'Est proprio in materia di Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali, naturalmente a condizione che i diversi soggetti interessati, a partire dalle nostre Regioni, decidano di dedicare le risorse qualificate indispensabili per definire e rendere operativi i progetti di comune interesse.
Se questo Convengo ci consentirà di realizzare un confronto approfondito in materia di Cartografia Geologica avremo dunque già raggiunto un risultato di rilievo; se, a partire da questa occasione, saremo in grado di promuove l'apertura di un tavolo di consultazione sui Sistemi Informativi Territoriali e Ambientali tra le Regioni europee ed in sede comunitaria, avremo compiuto un ulteriore passo avanti significativo sulla via di una effettiva maggiore integrazione a scala europea.  

  

Relazione di apertura: Il Regionalismo oggi in Europa.

Ruoli ed interventi delle Regioni nel campo della pianificazione del territorio e la protezione ambientale
di Renato COCCHI - L’Assessore all'Ambiente della Regione Emilia-Romagna)

1 - PREMESSA

"L’informazione ambientale è cosa troppo importante per lasciarla fare ai tecnici informatici".
Parafrasando una celebre espressione di Talleyrand, e quindi con una battuta scherzosa mi si consenta di introdurre una considerazione invece molto seria sull'atteggiamento che il mondo della politica ha nei confronti dei sistemi informativi.
Accade infatti che, confondendo la forma con la sostanza, ovvero il supporto strumentale con il contenuto di merito, chi ha la responsabilità di assumere decisioni di governo guardi tuttora con sospetto, o quanto meno consideri con sufficienza, l'impianto di una base organizzata di conoscenze come elemento fondamentale dei proprio agire.
Intendo dire che la complessità delle tecnologie e dei linguaggi applicati alla gestione dei dati contribuisce talvolta a nascondere la sostanza profonda e la alta finalità del sistema.
E’ opportuno per contro rilevare come non sempre chi è preposto alla gestione dei dati Vi provvede secondo una logica di effettivo servizio e di corrispondenza a domande reali del territorio cioè secondo una logica funzionare che è di supporto delle decisioni.
Non di rado la relativa incomunicabilità tra il livello decisionale e quello dei supporto strumentale può spingere il sistema informativo verso lidi augusti e quasi completamente autoreferenziali.
Ritengo opportuno ribadire in questa sede come ogni politica di intervento, per essere efficace rispetto agli obiettivi che si propone, debba basarsi sulla conoscenza e sull'analisi della realtà.
Anzi chi, come me, ha la ventura di dirigere un assessorato che comprende l'intero arco della pianificazione territoriale ed ambientale (intesa in senso urbanistico e generale) avverte con acutezza non solo l'esigenza di disporre di sufficienti dati conoscitivi ma anche l'esigenza di un approccio globale al sistema informativo in una ottica di forte integrazione delle diverse basi informative,
Di più, nell'attuale fase storica le problematiche ambientali si impongono ormai come pervasivi e la questione dello sviluppo compatibile è al centro delle politiche regionali ed europee. La soluzione di questi problemi, in ragione delle interdipendenze che caratterizzano i fenomeni ambientali e socioeconomici, richiede un quadro di politiche coordinate a livello internazionale che tuttavia trova difficoltà a prendere corpo e a svilupparsi in modo organico.
Non credo sia azzardato affermare che una delle cause principali dei ritardi e delle difficoltà registrate nel decollo di una azione coordinata di interventi sia da addebitarsi alla mancanza di un sistema informativo integrato a livello nazionale ed europeo.
Considero quindi particolarmente importante e significativo che tre Regioni come la Baviera, la Catalunya e l'Emilia-Romagna abbiano avviato un percorso finalizzato alla costruzione di un impianto di conoscenze raffrontabili tra Regioni europee ed a scala comunitaria, a partire dalla geologia ovvero da uno degli strati informativi basilari e comuni ad ogni realtà territoriale.
Il confronto e la collaborazione tra Regioni europee a livello sia tecnico sia politico risponde a due obiettivi principali:      

  1. stabilire raccordi effettivi con gli strumenti di supporto tecnico-scientifico (Agenzia europea) per facilitare e conferire concretezza alle intese tra i livelli istituzionali
  2. dimostrare che le Regioni hanno titoli e credenziali per essere associate, alle rappresentanze nazionali nel confronto sulle politiche ambientali in sede comunitaria.

2 - I SISTEMI INFORMATIVI AMBIENTALI

La centralità di una base di conoscenze comuni raffrontabili nella realizzazione dei sistemi informativi ambientali regionali è ormai da tutti riconosciuta; tuttavia l'impianto delle conoscenze raffrontabili ha ancora basi esili sia a livello europeo che nazionale e interregionale, come emerge chiaramente dalla stessa relazione dei Comitato scientifico.
A scala nazionale è da poco più di un anno attivo il coordinamento Regioni-Stato sul SINA (Sistema Informativo Nazionale Ambientale) per assicurare il raccordo tra sistemi informativi ambientali regionali e nazionale.
Le linee di coordinamento sono state individuate sugli standard informatici e sui criteri informativi comuni che varino definiti per le principali componenti del sistema informativo ambientale: dalle reti di monitoraggio ambientale, ai comuni supporti di cartografia topografica automatica, ai dati degli archivi sulle imprese e per la gestione dei catasti ambientali, sino alle conoscenze specifiche sui suoli, le acque, i fattori meteorologici.
In questa fase sono stati individuati progetti rilevanti che possono essere oggetto di intese di collaborazione interregionale e con il livello nazionale per la realizzazione delle specifiche comuni, indispensabili per i dati di interesse generale; ì prossimi mesi ci diranno se sarà stato possibile dare supporto politico e tecnico a queste proposte.
A livello europeo alcune Regioni, tra cui la nostra, hanno già partecipato in forme diverse ai tavoli di concertazione sul formato comune dei dati sulle imprese, o di quelli cartografici; anci3e sii questo fronte è nostro impegno promuovere forme di collaborazione e di scambio più intense e continuative tra le Regioni e tra queste ed il livello CE.
Tra gli strumenti utili per la collaborazione tra le Regioni europee va collocato anche l'opportuno utilizzo di risorse CE già disponibili che potrebbero essere meglio orientate a progetti di comune interesse estesi anche ai paesi dell'Est.
In tale prospettiva va segnalata la tendenza, suggerita dalla esigenza di avere immagini di sintesi dalla lettura dei territorio, ad evolvere verso tecnologie di telerilevamento ossia di sistemi di monitoraggio ambientale integrative rispetto a quelle di terra (es: mappatura da satellite).
L’Emilia-Romagna, come la Baviera e la Catalunya, è tra le Regioni che più hanno sviluppato il proprio sistema informativo territoriale e ambientale: dalle componenti cartografiche e di scienze della terra, al monitoraggio ambientale e all'impostazione delle componenti informative di valore generale, quali gli archivi sulle imprese.
Nel caso della carta geologica il completamente dei 50.000 nelle zone montane richiederà ancora due anni di lavoro ma si basa sull'ormai avvenuto completamente della cartografia 1:10.000, che è strumento di grande rilevanza, non solo a fini di pianificazione, ma per gli Interventi sul territorio, a cominciare dal lavoro per la revisione dei vincolo idrogeologico.
Nei territori di pianura è avviata la realizzazione della carta geologica, di grande importanza per il valore strategico della gestione e utilizzo delle acque sotterranee nella pianura padana.
Può apparire contraddittorio che Regioni relativamente "avanzate" sentano il bisogno di promuovere il confronto sulla geologia ed i sistemi informativi ambientali.
In realtà proprio il lavoro sin qui svolto ha consentito di concludere che, dopo la prima fase di acquisizione delle conoscenze essenziali, diviene decisiva la fase dell'utilizzo dei dati da parte degli utenti, non solo Interni alla Regione ma anche di altre aree con problematiche simili.
Inoltre i livelli di conoscenze acquisiti, garantendo l'utilizzo di dati confrontabili su una scala più ampia della stessa scala nazionale, rendono ancor più necessario il confronto tra Regioni diverse.
Importanti collaborazioni in materia di sistema informativo sono avviate anche nell'ambito delle sette Regioni dei bacino dei Po; queste stesse esperienze riportano sempre più di frequente alla ricerca dei confronto su scala anche europea nella definizione di criteri comuni e di dati di supporto confrontarli dai raffronti sui diversi tipi di "vulnerabilità" a quelli sui modelli interpretativi per non riferirci soltanto alle pur indispensabili informazioni elementari.
In questo ambito è necessario riverificare l'architettura dei sistemi informativi ambientali fino ad oggi sviluppati sia in termini di contenuti che debbono essere normalizzati, validati, aggiornati secondo le indicazioni concordate ai vari livelli in cui si attua la pianificazione, sia in termini di "fruibilità" per le diverse categorie dì utenti.
Il piano di bacino idrografico, inteso come strumento di direzione e di integrazione della pianificazione di settore, rappresenta dunque un esempio concreto della necessità di un approccio globale al sistema informativo e quindi un'occasione da non perdere per riorganizzare e riprogettare in tale ottica le esperienze fino ad ora maturate.  

3 - I RIFERIMENTI PER UULTERIORE SVILUPPO DEL CONFRONTO TRA REGIONI EUROPEE SUI SISTEMI INFORMATIVI AMBIENTALI

Ho fatto riferimento a diversi momenti che oggi esprimono concretamente lo sforzo di cooperazione tra le Regioni: in sede di coordinamento interregionale e nazionale sul SINA, collegato ai coordinamenti interregionali sui sistemi informativi e cartografico, in sede di Regioni dei bacino dei Po, diverse delle quali collegate a collaborazioni interregionali tra le regioni europee di confine (ARGE ALP, ARGE ALPEN-ADRIA), sino a momenti specifici come quello costituito da questo stesso convegno.
Il Presidente Bersani nel suo intervento ha già sottolineato come l'iniziativa di Regioni relativamente più avanzate nella realizzazione dei loro sistemi informativi può e vuole essere un elemento di stimolo e di supporto concreto per una crescita di tutte le Regioni, sul piano delle competenze e sul piano delle conoscenze comuni necessarie per sopportare efficacemente l'esercizio delle responsabilità di governo dei territorio e dell'ambiente. L’esperienza delle suddette realtà ha consentito di verificare le notevoli dimensioni dell'apparato minimo di conoscenze da acquisire e aggiornare, la necessità di governare assieme innovazioni nelle tecnologie dei monitoraggio, capacità di gestione integrata dei dati e strutture organizzativi di supporto. A tali esigenze le diverse regioni europee hanno risposto in modi e tempi diversi. Tuttavia si possono riconoscere, all'interno delle varie esperienze, alcuni connotati che possono essere considerati elementi di comune acquisizione.
In primo luogo la necessità di disporre di strutture "dedicate" ad elevato livello di qualificazione per il supporto al funzionamento dei sistemi informativi ambientali regionali.
In secondo luogo la necessità di mantenere, qualora si ritenga opportuno affidare i compiti di supporto dei sistemi informativi a strutture esterne alle Regioni, il collegamento di queste strutture con le Regioni ed un nucleo minimo interno all'Amministrazione che assicuri una interlocuzione competente con le strutture esterne attivate. In sostanza garantire che la Regione possa esercitare, attraverso i propri servizi, quella funzione di indirizzo, di direzione, di coordinamento, di programmazione dei sistemi informativi che è strettamente connessa alla funzione generale di governo dei territorio, dell'ambiente e della società e che pertanto non può essere scissa né delegata ad altri.
In Emilia-Romagna si sta lavorando alla istituzione della Agenzia Regionale per l'Ambiente che assolva, tra i propri compiti primari, anche alle attività di gestione dei monitoraggi ambientali e dei sistema informativo ambientale, in condizioni di snellezza operativa, autonomia gestionale e di elevati livelli di qualificazione professionale.
E’ evidente che, in relazione all'istituzione dell'Agenzia per ]'Ambiente, andranno riconfigurate le strutture tecniche interne alla Regione, garantendo in ogni caso la capacità anche tecnica di interlocuzione dell'Amministrazione regionale con gli altri soggetti istituzionali.
Al di là quindi delle soluzioni specifiche, che dovranno tenere conto dei contesto delle singole Regioni, appare importante un confronto tra Regioni europee sui temi della geologia e dei sistemi informativi ambientali rispetto:  

  • ai criteri di organizzazione dei supporti di sistema informativo in una logica funzionale al supporto delle decisioni e non in un'ottica autoreferenziale;
  • alla qualità delle informazioni e dei servizi di monitoraggio rispetto ai costi sostenibili per tali attività con l'obiettivo di pervenire a standards quantitativi comuni a costi raffrontabili su base europea.

Abbiamo la consapevolezza che siamo di fronte a processi di ampia portata, che implicano cambiamenti profondi di mentalità nel passaggio dalla prevalenza di "studi-commessa", all'utilizzo prevalente di supporti di sistema informativo integrati da studi ad hoc per le analisi mirate necessarie, è un passaggio reso possibile dal livello più elevato di maturazione dei sistemi informativi e reso necessario dalla riduzione delle risorse disponibili, ma non per questo più facile da attuare.
Siamo anche convinti che, stretti tra le necessità di migliorare visibilmente in tempi brevi le nostre capacità di utilizzare e dare accesso ai dati ambientali e la gradualità inevitabile dei processi di qualificazione, di formazione di nuove professionalità, di riorganizzazione, sia essenziale il confronto tra le diverse esperienze regionali.
Tale confronto deve svolgersi innanzitutto sul piano della conoscenza, ma anche in vista di collaborazioni bilaterali o multilaterali e delle intese sui dati di comune interesse che possono agevolare e rendere assai più produttivo il lavoro di tutti ed assai più agevole l'utilizzo delle possibili sinergie.
Con i colleghi delle altre Regioni siamo impegnati a valutare le iniziative da promuovere, d'intesa con le altre Regioni, per costituire un tavolo permanente di confronto tra le Regioni e definire i primi obiettivi comuni che possono già essere individuati per il medio periodo.

Conclusioni

In conclusione il messaggio che intendevo portare con questo mio intervento é semplice e si potrebbe sintetizzare nel seguente modo.
La natura e la dimensione dei problemi che abbiamo dinnanzi a noi, ai fini dei perseguimento di uno sviluppo sostenibile (che viene oramai riconosciuto come l'unico sviluppo realmente possibile), sono di tale portata che richiedono unità di intenti, coordinamento di politiche, unificazione e concentrazione di ingenti risorse da parte dei governi nazionali e locali dei mondo.
In particolare le realtà tecnologicamente più avanzate portano la responsabilità di indicare e di percorrere per prime la strada della cooperazione ai fini della qualificazione ambientale e sociale dello sviluppo.
In questo quadro la definizione non solo di basi informative confrontabili, ma anche di regole, linguaggi e canali di comunicazione comuni, costituisce una condizione preliminare e fondamentale per attivare politiche convergenti su obiettivi chiari e riconoscibili.
Questo nostro congresso costituisce un passo piccolo, ma importante, nella direzione indicata soprattutto perché attraverso la instaurazione di relazioni solide e costanti tra diverse realtà regionali, può essere l'inizio di un percorso il cui tracciato viene via via definito dallo sviluppo progressivo di un sistema informativo ambientale integrato (sia in termini tecnici che territoriali).
Se l'approdo verso il quale dirigere è chiaro (ed io ritengo che sia chiaro), la rotta della nave va decisa sulla base delle carte nautiche e con l'ausilio della bussola. Eviteremo in tal modo di vagare inutilmente per i mari o di incagliarci in qualche secca od anche di restare fermi, ancorati ad un immobilismo che non ci permetterebbe di governare i problemi dei nostro tempo.
Con questo desidero ringraziare vivamente tutti i partecipanti ed in particolare i tecnici e i funzionari delle Regioni promotrici di questo congresso che hanno profuso grande impegno e competenza per la buona riuscita dell'iniziativa.
A tutti l'augurio di un proficuo lavoro.

Tavola rotonda: Funzioni e prospettive dei servizi geologici regionali in Europa

Come atto di chiusura del 1° Congresso Europeo sulla Cartografia Geologica Regionale e i Sistemi Informativi e' stata organizzata una tavola rotonda per discutere le funzioni e le prospettive dei Servizi Geologici regionali in Europa, alla luce dei risultati delle sessioni tecniche del Congresso.

Hanno Partecipato:

  • G. ARNONE (Italia, Regione Sicilia);
  • G. GIGLIA (Italia, C.N.R.);
  • P. ELSASS (Alsazia, Servizio Geologico Regionale);
  • P. JACOBS (Belgio, Università di Gent);
  • W.R. JANOSCHECK (Austria, Servizio Geologico Nazionale);
  • F. JUNGWIRTH (Baviera, -Ministero dell'Ambiente);
  • Z. KUKAL (Repubblica Cèca, Servizio Geologico Nazionale);
  • P. LAVILLE (Francia, Servizio Geologico Nazionale);
  • G. PASQUARE (Italia, C.N.R.),
  • R. PIGNONE (Italia, Ufficio Geologico Regione Emilia-Romagna);
  • F. RICCI LUCCHI (Italia, Università di Bologna);
  • H. SCHMID (Baviera, Servizio Geologico Regionale);
  • R. SCHUTTENHELM (Olanda, Servizio Geologico Nazionale);
  • C. PUIGDEFABREGAS. Dipartimento dell'Ambiente, Governo di Catalunya, che ha svolto le funzioni di moderatore.

La tavola rotonda, grazie all'attiva partecipazione di tutti i membri, ha trattato due argomenti principali:

 

1. SERVIZI GEOLOGICI REGIONALI E NAZIONALI

Nell'epoca in cui furono fondati la maggior parte dei Servizi Geologici Europa le loro applicazioni erano soprattutto la ricerca di materiali sfruttabile e di conseguenza furono collocati nel Ministero dell'Industria, dove generalmente è collocata la ricerca mineraria. Dopo questa fase iniziale, con l'evoluzione del contesto sociale, le attività dei Servizi sono aumentate fino al punto in cui oggi la tematica ambientale è cresciuta di importanza parallelamente alla diminuzione dell'interesse per la ricerca mineraria.
Per altro la regionalizzazione delle strutture amministrative che si impone oggi giorno in Europa. con una forma ogni volta più consolidata, ha dato luogo alla nascita di nuovi servizi geologici regionali. specialmente in quel paesi in cui i servizi nazionali si sono mal adattati all'evoluzione della società.
E' certo che oggi in Europa si ha una varietà di situazioni sia nel modello federalista, che nel modello centralista. In questa varietà di situazioni, propria di ciascun Paese, si osserva inoltre. che ciò che conta non è soltanto il modello organizzativo, ma che oltre a ciò esiste una questione di scala: i Servizi Geologici dei Paesi piccoli si sono adattati meglio al nuovo contesto e rispondono meglio alle necessità a scala regionale. Il modello organizzativo e le dimensioni unitamente ad altri fattori di tipo corporativo, sono i problemi da affrontare nella definizione funzionale dei Servizi Geologici Regionali.
A grandi linee, dalla discussione su questo argomento si possono dedurre i seguenti punti:   

  • a) Il problema non è che si assume le responsabilità, o se un determinato tema è di competenza nazionale o regionale. bensì è rispondere efficacemente alle necessità di una società ogni volta più complessa.
  • b) I Servizi Geologici Regionali, e nei casi di Paesi piccoli, quelli nazionali. rispondono meg1io e più efficacemente a queste necessità, per la loro maggiore vicinanza geografica e sociale all'ambito di attuazione.
  • e) Esiste la necessità di fina struttura che assicuri il coordinamento a livello nazionale. che garantisca l'omogeneità della qualità dei dati ottenuti e dei prodotti da questi elaborati, che assicuri le semplificazioni a maggior scala di quegli aspetti geologici che oltrepassino l'ambito regionale.
  • d) Nel caso di Paesi con struttura federale o di Regioni Autonome, i Servizi Geologici Nazionali devono assumere la funzione di coordinamento e di prestazioni tecniche speciali. A tal fine, è consigliabile che i Servizi Geologici Nazionali adottino strutture di partecipazione che facilitano il coordinamento.
  • e) E' così pure necessario organizzare reti interregionale, per cui i Servizi Geologici Regionali cooperino in ambiti geografici definiti e con tematiche di comune interesse.
  • F) Non esiste un modello organizzativo che sia di applicazione generale a tutti i Paesi europei. In alcuni casi i Servizi Geologici Nazionali necessitano un rinnovamento o in alcuni casi si manifesta la necessità di una rifondazione ( secondo il documento che gli italiani presentarono nella tavola rotonda ), ma in qualsiasi caso ciascun paese deve trovare il modello più adeguato e dotarlo dell'ambito legislativo che regoli il suo funzionamento.
  • g) Allo stesso modo. come si prospetta la necessità di coordinamento tra i Servizi Geologici Regionali e i Servizi Geologici Nazionali, deve contemplarsi la necessità di coordinamento tra i Servizi Geologici Regionali e quelli locali o comunali. Questa necessità si farà sempre crescente, al crescere dell'interesse per la geologia urbana.

2. La Carta geologica oggi e i Sistemi Iinformativi ad esssa conessi

E' evidente che il concetto tradizionale di carta geologica va riconsiderato nel contesto attuale. La carta Geologica tradizionale è un documento di base, la cui necessità sussiste o addirittura aumenta. Tuttavia ne consegue,. che essendo un documento che solo il geologo può interpretare, ogni volta è sempre maggiore il numero di utenti che sollecita informazioni specifiche.
La carta geologica tradizionale si è caratterizzata fino a qualche anno fa per il suo orientamento alla ricerca di risorse minerarie. Attualmente, tuttavia, nell'ambito dei Servizi Geologici Regionali lo studio delle formazioni' recenti, come ad esempio nelle pianure alluvionali acquista una rilevanza maggiore.
D'altra parte la commercializzazione. negli ultimi anni , dei GIS pone a disposizione dei Servizi Geologici Regionali un potente strumento che apre nuovi campi di applicazione.
Si manifestano pure la possibilità e la necessità di produrre carte dedicate all'utente (User oriented maps) e la questione se le cane a richiesta debbano sostituire oppure no le carte stampate.
In relazione a questo secondo argomento si può n'assumere quanto segue:

  • a) I1 compiti relazionati con la cartografia geologica devono prolungarsi con la costruzione di una base dati in un GIS.
  • b) Non c'è funzione GIS senza dati. L'ottenimento delle informazioni necessarie per una carta geologica si basa sempre sul rilevamento di campagna e questo è un compito che i Servizi Geologici devono realizzare in forma permanente.
  • c) Qualsiasi sia l'organismo competente. la cartografia geologica si realizza più efficacemente a scala regionale. in un contesto che richiede informazioni dettagliate.
  • d) Parallelamente alla produzione di carte geologiche stampate, i Servizi Geologici devono concentrare i loro sforzi nella produzione di carte a richiesta , orientate alle necessità dell'utente (User oriented maps).
  • e) Le necessità prospettate per alcune applicazioni consigliano di realizzare sforzi di investigazione per produrre informazioni 'm tre dimensioni e sviluppare il potenziale di investigazione (o previsione).
  • f) La cartografia geologica deve essere considerata a tutti gli effetti, da parte degli organismi ufficiali dell'Unione Europea e dal Paesi che la compongono, come un’attività di ricerca scientifica.
  • g) L'informazione geologica deve far parte dei sistemi informativi ambientali, che attualmente si stanno costituendo sia a livello regionale, sia a livello nazionale che a1l’livello di Unione Europea.
  • h) E' necessario definire le responsabilità dell'Amministrazione Pubblica in relazione al soggetti privati. In via di principio, titolo ciò che ha un prezzo si può privatizzare, però non le strutture per la conoscenza dell'ambiente fisico. In questo senso non è consigliabile la privatizzazione delle funzioni basilari dei Servizi Geologici, come la cartografia geologica e la costruzione di basi dati geologici e Sistemi Informativi. Questo è patrimonio comune e la sua gestione e il suo mantenimento spettano all'Amministrazione Pubblica.

Come conclusioni di ordine generale- la tavola rotonda ha proposto una frequenza biennale o triennale per i prossimi Congressi, come punto di 'incontro dei Servizi Geologici Regionali Europei, aperto alla partecipazione dei Servizi Nazionali e di altri organismi interessati.
Il prossimo appuntamento è pertanto a Barcellona nel 1996/1997.

 

Numero degli iscritti, divisi per paese

ALBANIA 6
FINLANDIA 1
ITALIA 789
RUSSIA 13
ALGERIA 4
FRANCIA 5
LITUANIA 1
SERBIA 1
AUSTRIA 4
GERMANIA 19
MAROCCO 1
SLOVACCHIA 5
BELGIO 6
GRAN BRETAGINA 4
NORVEGIA 3
SLOVENIA 3
BRASILE 1
GRECIA 1
OLANDA 4
SPAGNA 18
BULGARIA 3
IRAN 1
POLONIA 4
SVEZIA 1
CROAZIA 2
ISRAELE 1
REPUBBLICA CECA 1
UNGHERIA 7
ROMANIA 2
Totale 912

E' stata valutata, da parte degli organizzatori, una partecipazione tra iscritti e non. di circa 1600 - 1700 persone.

 

Comunicato stampa sulle conclusioni del Congresso: Ventinove paesi a confronto sui problemi del territorio

di Raffaele Pignone, 20 giugno 1994

Si è concluso a Bologna il Primo Congresso Europeo sulla Cartografia Geologica ed i Sistemi Informativi per la pianificazione territoriale e dell'ambiente, promosso da tre Regioni che vantano esperienze diverse ma significative nel panorama europeo: Emilia-Romagna, Baviera e Catalogna.
Per ben otto giorni le Regioni Europee hanno discusso dei problemi che affliggono il territorio e hanno maturato proposte comuni per la pianificazione e la gestione delle risorse naturali. Ai quattro giorni di dibattito al Palazzo dei Congressi si sono aggiunte quattro giornate di escursioni geologiche nell’Appennino Parmense, Bolognese e Forlivese e nella pianura Ferrarese.
Stilando un bilancio dei lavori, il risultato può dirsi senz'altro positivo: ventinove Paesi partecipanti, di cui cinque extraeuropei; circa 1500 partecipanti (di cui 900 iscritti); 160 relazioni scientifiche articolate in 18 Sessioni, svoltesi in contemporanea in tre diverse Sale, oltre 100 poster ad elevato contenuto tecnico-scientifico presentati nella specifica Sessione; 28 Ditte ed Enti espositori alla Mostra organizzata in parallelo, di cui 5 Servizi Geologici Europei.
Anche dal punto di vista economico il bilancio può senz'altro dirsi soddisfacente: con le iscrizioni si sono infatti recuperate oltre il 70% delle spese sostenute.
Una conclusione importante è da sottolineare, ed è emersa molto chiaramente durante i lavori: la conoscenza fisica e geologica dei territorio, nelle sue espressioni superficiali e sotterranee, è una condizione essenziale per la sopravvivenza dell'uomo, dei suoi insediamenti, delle sue attività e delle altre forme di vita organizzate negli ecosistemi.
Questa conoscenza rappresenta, in ogni luogo della Terra, ed ancor di più in un continente fortemente antropizzato come quello Europeo, un requisito indispensabile per qualsiasi forma di programmazione territoriale. Non è pensabile prevenire o mitigare i rischi naturali da un lato, utilizzare in modo efficiente e responsabile le risorse dall'altro, prescindendo da tali conoscenze. E' sempre più evidente che tali risorse, come l'acqua, le materie prime, i combustibili e la Terra stessa sono limitate e sempre più preziose; il loro uso non può e non potrà non essere regolato.
Per questo i lavori dei Congresso hanno trattato tutte le tematiche delle Scienze della Terra, e si sono soffermati in particolare sullo studio e la salvaguardia delle risorse naturali e sulla pianificazione degli ambienti a maggiore vulnerabilità.
Nella Sessione dedicata alla Geologia Marina, ampio spazio è stato dedicato ai problemi di subsidenza ed erosione delle aree costiere, allo studio dei fondali marini, ed ai progetti di salvaguardia e tutela.
La conoscenza dei suoli per una loro corretta gestione agricola e per un utilizzo attento delle tecniche di fertilizzazione, è stata ampiamente dibattuta nella Sessione dedicata alla Pedologia.
Le problematiche di gestione delle aree metropolitane di Bologna, Napoli e Milano sono state portate ad esempio per discutere della difficile ma necessaria convivenza nelle aree urbane tra elevata concentrazione umana, intenso sfruttamento del territorio e necessità di protezione dall'inquinamento delle falde acquifere. E' emersa con chiarezza l'urgente necessità di uno studio approfondito dell'ambiente fisico delle grandi aree urbane; mentre nel mondo la discussione è avviata da oltre 10 anni, in Italia siamo solo agli inizi.
Particolare attenzione è stata poi dedicata alla Pianura Padana: un'area fortemente antropizzata ed intensamente sfruttata, che costituisce un ambiente ad elevata fragilità ambientale.
Nella Sessione del Congresso hanno confrontato le proprie esperienze di studio tutti i Paesi Europei che hanno intrapreso progetti di conoscenza delle proprie aree di pianura: oltre alla Regione Emilia-Romagna erano presenti l'Olanda, l'Ungheria, due Regioni della Germania, la Catalogna e la Lituania.
L'incontro ha portato immediatamente ad un risultato: è infatti in via di progettazione un programma europeo di studio degli ambienti di pianura, che dovrà portare alla definizione di interventi comuni per la pianificazione e corretta gestione delle risorse.
La Pianura Padana costituisce uno dei più grandi serbatoi naturali d'acqua dell’Italia, e la sua salvaguardia è divenuta ormai prioritaria. Molti degli acquiferi profondi della Pianura sono costituiti da acque fossili, intrappolate 15-20.000 anni fa, che una volta esaurite sono difficilmente ricaricabili.
L'interscambio delle conoscenze ha poi evidenziato che i problemi di stabilità dei pendii, dissesto dei versanti e prevenzione dei movimenti franosi sono purtroppo comuni a molti Paesi Europei. La nostra Regione proprio in questi giorni ha dovuto affrontare le gravi difficoltà provocate dalla frana che si è messa in movimento nei dintorni di S. Benedetto Val di Sambro.
Per otto giorni la Regione Emilia-Romagna è stata al centro dell'attenzione dei mondo geologico europeo. Il nostro orgoglio, non è quindi soltanto di aver organizzato questo Congresso ma anche di aver dimostrato che le Regioni in Europa sono una realtà attiva ed importante nelle problematiche tecnico-scientifico-culturali attinenti le Scienze della Terra ed i Sistemi Informativi ambientali. Esse rivendicano oggi il loro ruolo, presentandosi alla Comunità Europea come interlocutori preferenziali.
Dal dibattito finale è senz'altro emerso con chiarezza che quello regionale è il livello istituzionale più efficace per una programmazione di dettaglio del territorio, ed è nata una proposta unitaria di istituzione di Servizi Geologici Regionali. Tuttavia, resta insostituibile il ruolo di coordinamento da parte dello Stato e della CEE, ai quali spetta inoltre il compito primario di organizzare e gestire la Ricerca, che non potrà essere efficace se privatizzata.
I Paesi partecipanti si sono infine dati un nuovo appuntamento a Barcellona, dove sarà organizzata la Seconda edizione di questo Congresso, visto che dal dibattito è emersa la necessità di approfondire lo studio e la discussione su uno dei problemi primari che l'Europa dovrà affrontare con sempre maggiore urgenza: la salvaguardia della risorsa acqua. L'intensa competizione tra intenso sfruttamento e necessità di protezione della qualità, oltre che di pianificazione della risorsa saranno al centro del prossimo dibattito.
Con i lavori di questo Congresso le Regioni d’Europa hanno quindi voluto dimostrare di essere all'altezza dei problemi di loro competenza. La dimensione dei problemi ambientali e l'importanza che la cartografia geologica ed i sistemi informativi assumono per affrontarli non consentono più a nessuno uno sterile isolamento, tanto meno alle Regioni che vogliono essere in prima linea nella battaglia per la salvaguardia dell'ambiente.

 

Comitato promotore

    Edmund Stoiber - Bayerischer Ministerpräsident

    Peter Gauweiler - Bayerischer Staatsminister für Landesentwicklung und Umweltfragen

    Jordi Pujol - President de la Generalitat de Catalunya

    Josep M. Cullell - Conseller de Politica Territorial i Obres Publiques

    Pier Luigi Bersani - Presidente della Regione Emilia-Romagna

    Carlo Perdomi - Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna

Comitato scientifico

    Franz Jungwirth, Hubert Schmid - Freistaat Bayern

    Cai Puigdefabregas, Xavier Berástegui - Catalunya

    Gian Paolo Artioli, Raffaele Pignone - Emilia-Romagna

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Pubblicato il 08/11/2012 — ultima modifica 08/11/2012
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