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Geologia, sismica e suoli

conCittadini 2016/17 - Piccoli cittadini crescono

L’Istituto Comprensivo Vado Monzuno e il Museo Giardino Geologico “Sandra Forni” insieme in un percorso di cittadinanza attiva

La collaborazione tra Servizio Geologico Sismico e dei Suoli e l'Assemblea Legislativa si è rinnovata anche nell’anno scolastico 2016/17 con il progetto “Piccoli cittadini crescono: nascita di un piccolo museo di fossili” proposto dall’Istituto Comprensivo Vado Monzuno e dal Comune di Monzuno. L'idea è nata grazie alla disponibilità di un cittadino di Vado (frazione del comune di Monzuno), di donare alla scuola, con la quale collabora da tempo, una parte dei suoi fossili al fine di costruire un piccolo museo. Contemporaneamente, grazie al forte interesse mostrato dall'Assessore alla Cultura Ermanno Pavesi, il Comune ha messo a disposizione una piccola sala espositiva. Con queste premesse il progetto è approdato a conCittadini arricchendosi di ulteriori idee e risorse.

conCittadini

E’ il percorso progettuale promosso dall'Assemblea Legislativa, è rivolto alle Scuole, agli Enti Locali, alle associazioni e istituzioni del territorio emiliano-romagnolo, e propone alle realtà giovanili organizzate e strutturate, e agli adulti interessati, di aderire a forme di incontro e scambio con le Istituzioni locali e regionali per la diffusione di buone pratiche di cittadinanza attiva. Il comitato promotore, che comprende l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna e del Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) dell'Università di Bologna, ha individuato come temi di lavoro per le scuole la Memoria, i Diritti, la Legalità e il Patrimonio.

Piccoli cittadini crescono: nascita di un piccolo museo di fossili

Obiettivo del progetto è stato quello di coinvolgere gli alunni e le alunne in un percorso conoscitivo delle istituzioni e che li ha resi protagonisti di tutto l'ìter necessario alla progettazione e realizzazione del museo. Un percorso che rappresenta un cammino di cittadinanza agita poichè il museo verrà costruito assieme alle istituzioni del territorio in senso stretto (il comune, la biblioteca, la scuola), ma anche con la partecipazione dell’Assemblea Legislativa e del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna, e con il contributo del Museo Geologico Giovanni Capellini dell’Università di Bologna. Costruendo qualcosa di concreto con l'aiuto delle istituzioni, nel territorio e per il territorio, il progetto può far nascere nei bambini e nelle bambine l'idea che anche loro possano agire e incidere nella comunità e così da "piccoli cittadini" si formeranno per diventare cittadini adulti, responsabili e consapevoli.

Il contributo del MuGG

Il Servizio Geologico Sismico e dei Suoli ha partecipato al progetto con il Museo Giardino Geologico “Sandra Forni” che ha contribuito soprattutto sul tema della musealità. Sin dall’incontro con la scuola e l’amministrazione, in cui sono state definite le principali azioni da intraprendere, il MuGG ha offerto la propria esperienza per individuare le tappe principali per la progettazione e la realizzazione del piccolo museo di fossili di Vado.

Visita al Museo geologicoVenerdì 3 Febbraio 2017 una delegazione dell’Istituto Comprensivo di Vado Monzuno ha visitato l'Assemblea legislativa, accompagnata dall’Assessora all’Istruzione e dall’Assessore alla Cultura del Comune di Vado, e si è poi recata al Museo Giardino Geologico “Sandra Forni” per una visita guidata dal curatore Dott. Pier Francesco Sciuto. La visita è stata l’occasione sia per approfondire il tema della storia geologica dell’Emilia-Romagna e del contributo dato dai fossili alla ricostruzione di questa, sia per raccogliere le idee e le aspettative dei bambini e delle bambine sul loro museo. Attraverso un semplice questionario abbiamo scoperto che molti di loro erano già stati in altri musei e che nel loro museo, pensato principalmente come luogo di studio, di incontro e di conoscenza, non doveva assolutamente mancare un campione eccezionale capace di rendere quel luogo unico, un bookshop e un servizio di guide multimediali.

Dalle suggestioni della visita è emerso anche il criterio espositivo per l’allestimento del piccolo Museo di Vado che accoglierà i fossili che i bambini e le bambine, individualmente o in piccoli gruppi, decideranno di adottare curandone la descrizione e la collocazione nello spazio espositivo. Questa scelta costringerà gli esperti, cui è affidato il compito di elaborare i contenuti scientifici relativi al patrimonio paleontologico esposto e alla storia geologica da questo documentata, a costruire una narrazione sui generis trasversale allo spazio e al tempo e dedicata ai protagonisti di questo museo: i fossili e i/le bambini/e.

foto in aulaIl contributo del MuGG è stato anche quello di creare un ponte tra il progetto e il Museo Geologico “Giovanni Capellini” dell’Università di Bologna che si è aggiunto tra i partner del progetto. La lezione del 20 aprile tenuta a scuola dal Dott. Scarponi, ricercatore universitario, è stata un evento particolare per i bambini e le bambine che non avendo mai assistito alla lezione di un esponente dell'Università hanno vissuto questa opportunità come un privilegio.

Il contrafforte pliocenico di Monte Adone

FossileI fossili che saranno esposti nel piccolo Museo provengono tutti dal Contrafforte Pliocenico ovvero dall’allineamento di pareti rocciose che si elevano trasversalmente alle valli dei torrenti Reno, Setta, Savena, Zena e Idice. Il contrafforte è il paesaggio quotidiano di chi vive tra il Comune di Sasso Marconi, Monzuno e Pianoro e, dal 2006, è una Riserva regionale.

Un paesaggio formato da arenarie del Pliocene medio-superiore depositatesi in ambienti di spiaggia che testimoniano l’esistenza di un piccolo golfo marino quando l'odierna Pianura Padana era ancora un ambiente di mare aperto e profondo, a ridosso del quale la catena appenninica era già in gran parte emersa.

Contrafforte pliocenicoSulle rocce che affiorano nelle pareti del Contrafforte sono numerosi i segni che richiamano il loro luogo di origine: spiagge battute dal moto ondoso in cui sfociavano gli impetuosi torrenti appenninici. I profili slanciati del Contrafforte, in particolare lungo il versante meridionale, sono l'esemplare risultato del modellamento erosivo avvenuto tra rocce di differente "durezza", con le soprastanti arenarie che si sono mostrate ben più resistenti all'erosione dei pendii argillosi alla loro base.

 

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Pubblicato il 08/05/2017 — ultima modifica 09/05/2017
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