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Geologia, sismica e suoli

Il progetto europeo SARMa

Introduzione

Gli aggregati inerti (sabbie, ghiaie e loro sostitutivi prodotti dalla frantumazione di rocce o di materiali edili riciclati) sono una risorsa cruciale e spesso non rinnovabile per la realizzazione di infrastrutture e per lo sviluppo edilizio: nei nuovi stati membri dell'Unione Europea si stima che l'industria delle costruzioni crescerà del 4,2% nei prossimi anni, confrontandosi con una gestione delle risorse estrattive estremamente disomogenea e contro manifesti fenomeni di illegalità o di estremo impatto ambientale. Per questi motivi è nato il progetto SARMa, un progetto cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito dei progetti per il South East Europe (SEE) di cui fanno parte anche alcune regioni italiane tra cui l'Emilia Romagna.
 
Paesi coinvolti nel progettoIl progetto punta a soddisfare da un lato la richiesta di materiali, sviluppando un'infrastruttura finalizzata al reperimento efficiente delle risorse, dall'altro a conciliare le richieste dell'opinione pubblica per un'estrazione il più possibile sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale. È infatti manifesta la richiesta, anche nelle nostre regioni, di nuove infrastrutture e di aree residenziali e produttive, ma l'opinione pubblica al contempo si oppone alla creazione di nuove cave che costituiscono la sorgente primaria dei materiali da costruzione

Per rispondere a queste due necessità all'apparenza inconciliabili il progetto SARMa propone

  • lo sviluppo di un network soprannazionale che registri la disponibilità di risorse inerti e la domanda a scala europea
  • identifichi le migliori pratiche per la gestione dell'attività estrattiva e le promuova nelle singole regioni
  • un'ottimizzazione del ciclo che parte dalla pianificazione di una cava, passa per la sua effettiva messa in produzione secondo le norme vigenti, minimizza le necessità di trasporto e gestisca lo smaltimento dei materiali di demolizione attraverso il riciclaggio degli stessi.

Tutte queste attività passeranno per un coinvolgimento dei vari stakeholders coinvolti, partendo dagli organi amministrativi (per gli aspetti legislativi) fino ai consumatori finali (dai produttori di inerti alle imprese costruttrici). I benefici di un approccio coordinato sono evidenti: garantiscono la disponibilità di risorse estratte secondo pratiche che assicurano il minor impatto ambientale, riducendo al contempo i costi di trasporto generando anche un risparmio concreto sui costi di produzione.

Obiettivi del progetto

Il progetto è sviluppato secondo quattro filoni principali:

  1. Gestione dell'estrazione e della demolizione a scala di singolo sito
  2. Pianificazione e legislazione inerente le attività estrattive a scala regionale e nazionale
  3. Pianificazione delle risorse a livello transnazionale
  4. Divulgazione e promozione dei risultati i risultati attesi sono i seguenti: 
     

A scala locale ci si aspetta:
a) di aumentare l'efficienza delle attività estrattive attraverso una gestione che tenga conto anche della loro sistemazione finale (rinaturalizzazione) e gestione ottimale degli scarti.

A scala regionale nazionale:
b) sviluppo di linee guida comuni e di raccomandazioni mirate alla riduzione dell'illegalità e del reperimento sostenibile delle risorse.
c) sviluppo di cartografia e archivi delle attività estrattive, oltre che della rete di trasporti

A scala europea:
d) sviluppo di raccomandazioni per il coordinamento dei singoli stati membri
e) sviluppo di raccomandazioni per un trasporto energicamente più efficiente delle risorse
f) il progetto potrebbe confluire nello sviluppo di un centro europeo per la gestione delle risorse estrattive, al fine di rendere permanente l'impegno alla divulgazione e alla gestione di pratiche più sostenibili e alla riduzione progressiva dell'illegalità.

La Regione Emilia Romagna partecipa al progetto SARMa attraverso la direzione Ambiente che coordina il servizio geologico, sismico e dei suoli, il servizio difesa suolo, coste e bonifiche, e il servizio parchi e foreste. All'interno del progetto SARMa è coinvolta anche la Provincia di Parma, che ospiterà anche alcuni siti sperimentali.

Il ruolo della Regione Emilia Romagna nel progetto

Locandina del primo meeting internazionale ufficiale del Progetto SARMa, Bologna

La Regione Emilia Romagna partecipa al progetto SARMa attraverso la direzione Ambiente che coordina il servizio geologico, sismico e dei suoli, il servizio difesa suolo, coste e bonifiche, e il servizio parchi e foreste. All'interno del progetto SARMa è coinvolta anche la Provincia di Parma, che ospiterà anche alcuni siti sperimentali

La Regione Emilia-Romagna ha ospitato il primo meeting del progetto, dal 15 al 18 giugno 2009. Il meeting ha registrato la partecipazione di responsabili di 14 nazioni ed è stato finalizzato soprattutto al coordinamento delle attività e ad una prima presentazione del progetto alle autorità e all'opinione pubblica. [link a video su youtube, raccolta articoli]

Il progetto SARMa è stato presentato a Geoitalia 2009, il convegno annuale organizzato dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra (Rimini dal 9-11 Settembre 2009).

Per l'occasione è stata realizzata  una brochure che ne illustra in dettaglio gli obiettivi e l’importanza a livello europeo.

 

Informazioni

 

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Pubblicato il 17/11/2011 — ultima modifica 08/05/2013
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