Gli indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica
Delibera dell'Assemblea legislativa progr. n°112 - oggetto n°3121 del 2 maggio 2007
La recente riclassificazione sismica del territorio nazionale (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003) prevede che tutto il territorio nazionale sia classificato sismico, con diversi gradi di pericolosità.
In Emilia-Romagna, in prima applicazione della nuova classificazione sismica, attualmente 105 comuni sono classificati in zona 2 (praticamente tutta la Romagna, il settore orientale della Provincia di Bologna, il comprensorio delle ceramiche modenese-reggiano, alcuni comuni del crinale tosco-emiliano delle Province di Modena, Reggio Emilia e Parma), 214 comuni in zona 3 e i rimanenti 22 comuni in zona 4 (tutti in pianura: l’estremità nord-occidentale delle Provincia di Piacenza, alcuni comuni in prossimità del Po, nelle Province di Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara, e la zona del delta del Po).
In Emilia-Romagna non esistono comuni classificati in zona 1 (alta sismicità).
I terremoti storici che hanno colpito i comuni più “sismici” dell’Emilia-Romagna (zona 2) hanno prodotto danni dell’VIII-IX grado della scala MCS, con Magnitudo stimata compresa tra 5,5 e 6 della scala Richter; tali terremoti sono paragonabili alle scosse più forti della crisi sismica dell’Umbria-Marche iniziata il 27 settembre 1997.
La classificazione nazionale esprime la sismicità di un’area sulla base dei terremoti avvenuti in epoca storica e della distanza dalle potenziali sorgenti sismogenetiche, senza considerare le caratteristiche locali del territorio che possono modificare il moto sismico atteso. Infatti, alcuni terreni e alcune forme del paesaggio, possono aumentarne gli effetti dei terremoti amplificando il moto sismico o favorendo fenomeni di instabilità (cedimenti o frane).
E’ per questo motivo che l’Eurocodice 8, la stessa OPCM 3274/2003 e le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/9/2005) richiedono che per la valutazione dell’azione sismica siano adeguatamente considerate le condizioni geologiche e morfologiche attraverso dettagliati studi di microzonazione sismica. La microzonazione sismica è la suddivisione dettagliata del territorio in sottozone a diversa pericolosità sismica locale, tenendo conto sia della sismicità di base (distanza dalle sorgenti sismogenetiche, energia, frequenza e tipo dei terremoti attesi) che delle caratteristiche geologiche e morfologiche locali.
La nuova classificazione e le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni hanno pertanto reso ancora più urgente l’emanazione di indirizzi per la mitigazione del rischio sismico, già richiesti dalla L 741/1981 e dalla LR 35/1984, nonché dalla legge regionale sull’uso e il governo del territorio (LR 20/2000).
La microzonazione sismica, individuando le aree a diversa pericolosità sismica, permette di indirizzare le scelte di pianificazione verso gli ambiti a minore rischio sismico ed è particolarmente efficace se applicata fino dalle prime fasi della pianificazione (PTCP e PSC).
Per i motivi sopra esposti, ai sensi dell’art. 16 della LR 20/2000, sono stati elaborati questi indirizzi, elaborati da un gruppo di lavoro interdisciplinare appositamente istituito con determinazione 2750/2004 dal DG Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa (e s.i.).
Tale gruppo di lavoro è costituito da specialisti di settore di fama internazionale, prof. A. Marcellini (docente di sismologia presso l’Università di Milano e dirigente di ricerca CNR presso l’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali) e prof.ssa ing. T. Crespellani (docente di geotecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Firenze), da rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI Emilia-Romagna e da collaboratori regionali (dott. L. Martelli e ing. G. Manieri del SGSS, esperti rispettivamente di geologia e ingegneria nelle aree sismiche; dott. G.P. Santangelo, arch. M.M. Sani, ing. M. Romani e dott.ssa R. Ventura della DG Programmazione Territoriale, esperti di pianificazione territoriale ed urbanistica).
Ai lavori di questo gruppo hanno partecipato e fornito contributi anche il dott. M. Pagani e il dott. A. Tento del CNR-Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali di Milano, geofisici esperti di microzonazione sismica, il prof. ing. V. Petrini, direttore del Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano ed esperto di ingegneria sismica, il dott. G. Naso del Dipartimento Protezione Civile- ufficio Rischio Sismico, geologo esperto di microzonazione sismica, e la prof.ssa ing. Claudia Madiai del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Firenze, esperta di geotecnica e valutazioni di risposta sismica locale.
I presenti indirizzi sono stati formulati tenendo presente soprattutto i seguenti principi:
- indirizzare la microzonazione sismica alla pianificazione territoriale e urbanistica,
- contenere costi e tempi, affinché la microzonazione sismica sia realizzata in tutti i comuni e impiegata fino dalle prime fasi della pianificazione per la scelta delle aree e del tipo di interventi,
- garantire attendibilità scientifica,
- adeguarsi alle normative e alle raccomandazioni nazionali e internazionali,
- uniformare le procedure di microzonazione sismica per ottenere prodotti comparabili a scala regionale,
- orientare i professionisti lasciando spazi di autonomia e di responsabilità,
- dare uno strumento di riferimento ai funzionari con compiti di controllo.
I criteri proposti tengono conto anche di esperienze realizzate tra il 1997 e il 2004 per la redazione di strumenti urbanistici a scala provinciale (studi pilota delle aree tra Forlì e Cesena e di Predappio bassa per il PTCP di Forlì-Cesena), comunale (PSC di Castelnovo ne’ Monti, RE) e di area vasta (masterplan per i PRG dei comuni del Rubicone, FC; zonazione sismica della pianura riminese) e sono poi stati sperimentati per la redazione di carte di scenari di pericolosità sismica locale per i PTCP di Rimini, Modena e Reggio Emilia e per la microzonazione sismica dei centri abitati di Bagno di Romagna, S. Piero in Bagno e S. Sofia (FC) (nell’ambito del progetto europeo InterReg IIIB, CADSES area, “S.I.S.M.A. - System Integrated for Security Management Activities: seismic risk prevention in historic centres”), mentre sono in corso di sperimentazione per i PTCP di Ferrara, Piacenza e Forlì-Cesena, per il PSC di Vezzano sul Crostolo (RE) e per il PSC associato di Argenta, Migliarino, Ostellato, Portomaggiore, Voghiera (FE).
Allo scopo della massima condivisione con gli utilizzatori (Province, Comuni, professionisti), questi indirizzi sono stati presentati e discussi in incontri con tutte le Province e una rappresentanza dell’ANCI (8 maggio e 9 giugno 2006), con gli ordini e le associazioni professionali interessati (23 giugno 2006), appositamente organizzati dalla DG Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa e dalla DG Programmazione Territoriale e Sistemi di Mobilità, e in varie iniziative pubbliche (seminari e convegni) promossi dall’Ordine regionale dei Geologi dell’Emilia-Romagna e dal CNR.
Il testo della delibera e gli allegati
Sono consultabili il testo della Delibera n°112 , oggetto n°2131 dell'Assemblea legislativa.
- Allegato A: Atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi dell’art. 16, c. 1, della L. R. 20/2000 per “Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica”,
- Allegato A1: Indicazioni per l'elaborazione della "Carta delle aree suscettibili di effetti locali"(primo livello di approfondimento),
- Allegato A2: Kb Tabelle e formule per la valutazione dei fattori di amplificazione sismica per le analisi del secondo livello di approfondimento e per la valutazione degli effetti topografici,
- Allegato A3: Procedure di riferimento per le analisi di terzo livello di approfondimento,
- Allegato A4: Spettri di risposta rappresentativi e segnali di riferimento per il calcolo della risposta sismica locale nelle analisi di terzo livello ,
I segnali di riferimento
I files con i segnali di riferimento sono qui distribuiti come archivi compressi attraverso il metodo zip,allegati nella sezione 'documenti'.
Ogni archivio .zip contiene i tre segnali già scalati per il Comune a cui si riferiscono. Per la lettura dei files è sufficiente un editor di testo che gestisca il formato ASCII, oppure un foglio elettronico come Excel.
I segnali di riferimento qui forniti sono stati selezionati dalla banca dati accelerometrica “European Strong Motion database ” attraverso una procedura che valuta la similarità tra una forma spettrale di riferimento (Allegato 4) e la forma degli spettri di risposta dei segnali contenuti nella banca dati ISESD.
Maggiori dettagli sul contenuto dei files relativi ai segnali di riferimento sono esplicitati nell'Allegato 4.
Dati disponibili per il download
- Comuni dalla lettera A a B
- Comuni dalla lettera C a D
- Comuni dalla lettera E a J
- Comuni dalla lettera L a M
- Comuni dalla lettera N a Q
- Comuni dalla lettera R a S
- Comuni dalla lettera T a Z
