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Geologia, sismica e suoli

Conoscere il suolo

Cos’è il suolo

Profilo di suoloIl suolo è la pelle viva della terra attraverso cui interagiscono la litosfera, l’idrosfera, l’atmosfera e la biosfera e riveste un ruolo fondamentale per la vita del nostro pianeta perché regola i cicli dell'acqua, del carbonio, del fosforo e dell'azoto. Il suolo è un bene comune in larga misura non rinnovabile, sensibile agli effetti dei cambiamenti climatici e delle attività dell'uomo. A questa risorsa sono riconosciute funzioni vitali:

  • produttiva: quasi tutta la vegetazione ha le proprie radici nel suolo e da esso trae nutrimento e acqua
  • regolatrice: dalle caratteristiche del suolo dipendono il movimento dell’acqua al suo interno (ciclo idrologico), il trasporto delle particelle solide, la propensione all’erosione
  • protettiva: il suolo è un filtro biologico, capace di trattenere le sostanze inquinanti e di proteggere le risorse idriche superficiali e sotterranee e le catene alimentari.
  • naturalistica: rappresenta un’importante riserva della biodiversità poiché è l’habitat più ricco di organismi vegetali ed animali.
  • climatica: svolge un ruolo nel ciclo del carbonio condizionando il bilancio energetico della superficie terrestre e del clima.
  • insediativa: ospita edifici, infrastrutture viarie e reti di distribuzione ed è fonte di materie prime quali argilla, sabbia e ghiaia.
  • storico-ambientale: custodisce le tracce delle mutazioni ambientali e della storia dell’uomo.

L’insieme di processi che portano alla formazione del suolo prende il nome di pedogenesi; con il termine pedologia s’intende la scienza che si occupa dei suoli.

Rilevamento, cartografia e banca dati

Le carte dei suoliLo studio dei suoli richiede in primo luogo l’individuazione, attraverso l’analisi di fotografie aeree e di immagini da satellite, di porzioni di territorio omogenee per clima, geologia, morfologia e uso del suolo. Si procede successivamente al rilevamento dei dati sul terreno attraverso lo scavo di un profilo di almeno 1,5 metri di profondità o l’esecuzione di una trivellata a mano. L’osservazione sul campo permette di rilevare, per ciascuno strato (orizzonte) di cui è composto il suolo, numerosi dati tra cui la tessitura (stima del contenuto in sabbia, limo e argilla), la presenza di calcare, il pH e il colore. Questi dati sono generalmente integrati dalle analisi di laboratorio effettuate su campioni di suolo.

L’attività di rilevamento dei suoli dell’Emilia-Romagna è iniziata nel 1976 ed è stata eseguita secondo tre livelli di dettaglio. L’elaborazione dei dati ha permesso di realizzare la cartografia attualmente disponibile in formato cartaceo e digitale. La carta dei suoli in scala 1:250.000 rappresenta in modo sintetico i suoli della regione, alla scala 1:50.000 sono descritti i principali suoli di pianura e di alcune zone campione in collina e montagna. La scala 1:10.000 è stata utilizzata per descrivere in modo puntuale la distribuzione dei suoli presenti in alcune aziende agricole sperimentali.

Le informazioni, ai diversi livelli di dettaglio, sono tra loro coerenti e complementari, in modo da consentire nell'elaborazione dei dati il "passaggio di scala", dal particolare al generale e viceversa.

I primi rilevamenti pedologici eseguiti sono stati pubblicati in report cartacei, reperibili in vendita presso l’Archivio Cartografico della regione. Dal 1998 la divulgazione dei dati dei suoli avviene solo tramite Internet, per permettere un rapido aggiornamento delle informazioni. Le carte dei suoli, definite anche carte pedologiche, possono essere consultate su diversi siti WEB, dove si trovano anche la descrizione dei principali tipi di suolo, il loro comportamento agronomico e alcune considerazioni sulla loro conduzione agricola. L’aggiornamento della carta dei suoli, tuttora in corso, è realizzato in collaborazione con i fruitori dei dati sui suoli che sono i Servizi regionali e provinciali che operano nel settore agro-forestale, ambientale e di difesa del suolo, i Consorzi di Bonifica e le Autorità di Bacino. Questa collaborazione permette di verificare e di condividere le valutazioni sul comportamento del suolo e di definire gli indirizzi di gestione.

I dati sui suoli confluiscono in una banca dati, la cui prima costituzione risale all’inizio degli anni ’80. La banca dati dei suoli è attualmente configurata come un sistema informativo territoriale, nel quale sono in relazione fra loro numerosi archivi, di tipo alfanumerico (database) e di tipo geografico (GIS). La banca dati contiene fra l’altro circa 33000 punti di campionamento eseguiti per la costruzione delle carte dei suoli e i dati delle analisi di laboratorio (chimiche, fisiche, mineralogiche, micromorfologiche).

Oltre al nucleo principale riguardante i suoli, la banca dati contiene archivi dei dati realizzati da altri enti, in particolare dal Servizio ricerca, innovazione e promozione del sistema agroalimentare dell’Assessorato Agricoltura, con il quale da anni si è sviluppata una stretta collaborazione. Questi archivi contengono:

  • circa 59.000 analisi chimico-fisiche georeferenziate eseguite fra il 1979 e il 2011. E’ in corso un’attività di prelievo di 1200 nuovi campioni che terminerà nel 2013;
  • sperimentazioni agronomiche condotte in aziende dove, su suoli capisaldo, si eseguono soprattutto misure fisico-idrologiche e prove agronomiche;
  • misure, eseguite da tecnici dei Consorzi di Bonifica e dalle Province, del livello della falda freatica ipodermica: falda idrica presente nei primi 2-3 metri di terreno.

Oltre alle carte dei suoli sono state realizzate diverse carte tematiche, derivate dalle precedenti, prodotte per soddisfare applicazioni per fini pratici. Possono essere relative a singole proprietà dei suoli, utili a fini applicativi (es. le carte pedogeochimiche) oppure carte di valutazione dei suoli, basate sulla selezione e l’integrazione di più informazioni e, se necessario, l’utilizzazione di diversi tipi di modelli (es. capacità d’uso).

Protezione del suolo

Alcune delle carte tematiche realizzate (es. contenuto di carbonio organico, carte pedogeochimiche) sono state prodotte a seguito della Comunicazione 0231/2006 “Strategia tematica per la protezione del suolo” della Commissione Europea, nella quale si afferma che il suolo assicura una serie di funzioni chiave, a livello ambientale, sociale ed economico, indispensabili per la vita ed è oggi minacciato da fenomeni e da processi legati prevalentemente alle attività umane che possono determinare la perdita delle sue funzioni e la sua degradazione. Le principali minacce cui sono esposti i suoli in Europa sono: l’erosione, la contaminazione, la diminuzione della sostanza organica e l’impermeabilizzazione.

Contaminazione: Le diverse pratiche agricole ed industriali rischiano di contaminare il suoloContaminazione:
Le diverse pratiche agricole ed industriali rischiano di contaminare il suolo.

 

In Emilia-Romagna circa il 35% dei suoli agricoli di collina e montagna è interessato da fenomeni di erosione. Le situazioni di maggiore rischio sono dovute alla presenza di suoli erodibili, a eventi piovosi con forte potere erosivo e a colture scarsamente protettive. Il rischio di contaminazione interessa soprattutto i suoli della pianura emiliano-romagnola dove sono localizzate le principali aree industriali e le discariche (contaminazione da fonti locali). In pianura è inoltre più alto il rischio di contaminazioni legato ad un uso eccessivo in agricoltura di sostanze chimiche di sintesi (dai fertilizzanti ai fitofarmaci) e allo smaltimento dei fanghi di depurazione e delle loro acque reflue (contaminazione da fonti diffuse). Questo può dar luogo a fenomeni di tossicità e inquinamento rilevanti per la catena alimentare e per la qualità delle acque superficiali e sotterranee. I suoli presenti in alcune zone della pianura possono essere anche a rischio di diminuzione del contenuto di sostanza organica a causa delle mutate pratiche agronomiche.

Diminuzione della sostanza organica: Le mutate pratiche agricole degli ultimi decenni hanno aumentato il rischio di perdita di sostanza organica nel suoloDiminuzione della sostanza organica:
Le mutate pratiche agricole degli ultimi decenni hanno aumentato il rischio di perdita di sostanza organica nel suolo

 

In Emilia-Romagna la dotazione di sostanza organica nei suoli si attesta, ad esclusione della zona delle bonifiche ferraresi, su contenuti medio-bassi (2%); valori inferiori caratterizzano la pianura bolognese, romagnola e in parte quella ferrarese. Infine l’urbanizzazione, che ha interessato grandi porzioni del territorio regionale, ha modificato le modalità di deflusso delle acque superficiali. Questo fenomeno, noto come impermeabilizzazione, ha interessato soprattutto le aree a maggiore attitudine agricola (pianura e parte della collina) determinando, tra il 1976 e il 1994, un aumento della superficie edificata del 70%.

Impermeabilizzazione: il continuo aumento dell'urbanizzazione ha modificato sostanzialmente il deflusso delle acque superficiali

Impermeabilizzazione:
il continuo aumento dell'urbanizzazione ha modificato sostanzialmente il deflusso delle acque superficiali

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Pubblicato il 13/02/2012 — ultima modifica 21/03/2016
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