Geologia, sismica e suoli

I pannelli del Giardino Geologico

1. Granito paleozoico 1. Granito paleozoico

La roccia è di origine magmatica, molto compatta e formata da cristalli visibili a occhio nudo. Il colore d’insieme è molto chiaro per l’abbondanza di quarzo e plagioclasio in cristalli di dimensione medio-grandi. E' una roccia molto rara nell’Appennino, si trova in affioramenti isolati e di piccole dimensioni nelle montagne parmensi e piacentine.

2. I Gessi triassici 2. I Gessi triassici

Sono esposte le Evaporiti di Burano (A), il Calcare Cavernoso (B) e le Arenarie Quarzitiche (C), che nel complesso sono note come “Gessi Triassici”. Si trovano nell’alta valle del Secchia (Reggio Emilia).

3. Le ofioliti 3. Le ofioliti

Si tratta di un insieme di rocce magmatiche e metamorfiche, molto ricche in ferro e magnesio, chiamate ofioliti per la particolare colorazione variegata, verde-blunera, che le rende simili alla livrea dei serpenti (ophios in greco significa serpente). Le ofioliti comprendono balsalti, gabbri, peridotiti serpentinizzate e serpentiniti. Affiorano estesamente lungo il crinaleparmense e piacentino e, con estensioni più limitate,in tutta la fascia collinare emiliana.

4. Calcare a palombini 4. Calcare a palombini

Si tratta di un ”calcare micritico”, ovvero costituito da cristalli talmente minuscoli (inferioria 4 micron) da essere invisibili ad occhio nudo. Il suo aspetto risulta quasi vetroso e gli spigoli scheggiosi e taglienti. E' una delle formazioni geologiche più diffuse nell’Appennino emiliano e, in misura minore, in quello romagnolo.

5. Conglomerati dei salti del Diavolo 5. Conglomerati dei salti del Diavolo

Questa roccia sedimentaria è costituita da ciottoli arrotondati e da sabbie ben cementate. E' presente dal Monferrato sino all’Appennino modenese. L’area di affioramento più significativa è situata nella Val Baganza (Parma) dove un unico strato, disposto verticalmente, emerge dal fitto bosco per decine di metri di altezza, allungandosi per 5 chilometri tra le località Cassio e Chiastre.

6. Flysch ad elmintoidi 6. Flysch ad elmintoidi

Sono un’arenaria (sopra) e un calcare (sotto) e rappresentano un vasto gruppo di formazioni rocciose formate da calcari microcristallini e arenarie più o meno calcaree, alternate ad argille e marne. La loro caratteristica principale è la marcata stratificazione, sottolineata dall’alternarsi ritmico di colori chiari (strati calcarei arenacei) e scuri (marne o argille). Queste rocce sono tra le più diffuse e caratteristiche dell’Appennino (ma si trovano spesso anche sulle Alpi). Lungo alcune valli dell’Emilia gli strati possono essere seguiti con lo sguardo per più chilometri.

7. Calcare di Groppo del Vescovo 7. Calcare di Groppo del Vescovo

E' un calcare microcristallino grigio. Affiora in molte aree dell’alto Appennino emiliano, con prevalenza presso il Passo della Cisa (Parma) e Ramiseto (Reggio Emilia).

8. Arenarie di Monte Modino 8. Arenarie di Monte Modino

E' una roccia sedimentaria di tipo arenaceo. In origine una sabbia, i cui granuli sono ora ben cementati da carbonato di calcio. Queste arenarie si estendono con continuità in una fascia posta qualche chilometro a nord-est del crinale appenninico, dove formano alcuni dei monti più alti come il Cimone, il Cusna, e il Ventasso.

9. Marnoso-Arenacea 9. Marnoso-Arenacea

La roccia è un’arenaria, formata da granuli di sabbia cementati tra loro. Proviene da una successione di strati caratterizzata dalla regolare e ripetuta alternanza di strati di arenarie e marne, da cui deriva il nome della formazione geologica. Affiora con straordinaria estensione nelle colline e nelle montagne romagnole, dalla valle del Sillaro sino a quella del Savio, dove dà identità a un paesaggio molto caratteristico.

10. Le Arenarie di Bismantova e San Leo 10. Le Arenarie di Bismantova e San Leo

Le rocce sono un particolare tipo di arenaria chiamata biocalcarenite perché una considerevole parte dei granuli è calcarea, formata da frammenti fossili di organismi marini.Si trovano nelle colline emiliane tra le valli dell’Enza e del Sillaro e, in Romagna, lungo la valle del Marecchia, dove forma colline, dorsali e caratteristiche rupi.

11. I Gessi messiniani 11. I Gessi messiniani

La roccia è formata da cristalli di un solo minerale, il gesso, che dal punto di vista chimico è un sale (solfato di calcio biidrato). I cristalli possono presentare dimensioni diverse, alcuni molto grandi, dalla tipica forma a coda di rondine o a ferro di lancia. Si trova dalle colline emiliane sino a quelle romagnole, dove formano dorsali e caratteristiche rupi segnati dalle tipiche morfologie carsiche come valli cieche, doline, inghiottitoi e ingressi di grotte. Esemplare è la lunga dorsale tra le valli del Santerno e del Montone, nota come Vena del Gesso.

12. Arenarie di Monte Adone 12. Arenarie di Monte Adone

La roccia è un’arenaria dal colore giallo dorato, segnata da una cementazione molto variabile, al cui interno si trovano frequentemente resti fossili. Affiorano nelle colline bolognesi, tra le valli del Reno e dell’Idice, dove formano una spettacolare successione di rupi nota come Contrafforte pliocenico.

14. Spungone 14. Spungone

E' una roccia sedimentaria molto particolare nella quale spicca la straordinaria abbondanza di resti fossili, tra cui sono frequenti molluschi bivalvi dal guscio robusto, come pettinidi e ostriche. Vi si trovano anche organismi coloniali chiamati briozoi e particolari alghe calcaree nodulari dette rodoliti, tipiche di fondali luminosi e acque turbolente. Si trova nelle colline faentine, tra le valli del Montone e del Senio, dove affiora in una fascia sottile, dalla marcata continuità, che corre trasversalmente alle vallate, dando origine a dorsali e rupi dal colore chiaro che spiccano sui versanti argillosi circostanti.

15. Marmo delle Alpi Apuane 15. Marmo delle Alpi Apuane

La roccia è un marmo arabescato, una roccia di origine metamorfica costituita da una breccia ad elementi di marmo appartenente alla formazione dei Marmi delle Alpi Apuane.Afiora diffusamente nelle Alpi Apuane ubicate nelle Province di Massa-Carrara e Lucca, dove sono coltivati in dall’epoca romana.

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pubblicato il 2012/09/28 15:18:49 GMT+2 ultima modifica 2019-08-21T14:31:00+02:00

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