Geologia, sismica e suoli

Cosa c'è da vedere

Gli spazi, le esposizioni, i contenuti del Museo Giardino Geologico.

Nel museo è esposta una parte della collezione di rocce, minerali, fossili e suoli raccolta dal Servizio Geologico Sismico e dei Suoli in circa trent'anni di attività. L'esposizione è organizzata in sezioni dedicate a temi specifici: una serie di pannelli esplicativi e la guida Memorandom consentono di effettuare la visita anche in assenza di accompagnamento. La porzione inferiore di ogni vetrina è pensata per catturare l'attenzione dei più piccoli.

Il museo è intitolato a Sandra Forni (pdf, 1.4 MB) una collega del Servizio Geologico Sismico e dei Suoli scomparsa prematuramente nel 2005.

Fossili e paleontologia 

Foto sezione internaIl Museo è aperto dalla sezione sui fossili e la paleontologia, introdotta da un totem che ricostruisce le tappe principali dello sviluppo della vita sulla Terra (pdf, 162.9 KB) .

La sezione descrive il processo di formazione dei fossili e la loro importanza nella ricostruzione degli ambienti del passato. Nell'esposizione alcuni fossili documentano un periodo della storia geologica della nostra regione, il Pliocene (5.3 milioni di anni fa), quando al posto dell’attuale Pianura Padana si trovava un grande mare che lambiva un Appennino appena emerso.  

Suoli 

La sezione dedicata al suolo è introdotta dal totem che riporta i 12 articoli della Carta europea del suolo del 1972 (pdf, 1.6 MB) . Il suolo occupa la parte superiore della superficie terrestre, permette la vita dei vegetali, degli animali e dell’uomo ed è quindi uno dei beni più preziosi dell’umanità. Nel Museo sono illustrate le tecniche di studio dei suoli, il lavoro del pedologo e la varietà di suoli dell’Emilia-Romagna in cui sono presenti suoli diversi per origine, profondità e fertilità.

Geologia 

Plastico museo 3DLa sezione sulla geologia dell’Emilia-Romagna permette di approfondire le conoscenze sui quei complessi rocciosi che segnato tappe importanti nella formazione dell'Appennino: le ofioliti, le argille scagliose, le arenarie torbiditiche, i gessi messiniani. Un modello tridimensionale riproduce la base della Pianura Padana al tempo del Pliocene (tra 5,3 e 1,8 milioni di anni fa) e permette di descrivere sia l’evoluzione paleogeografica della pianura Padana sia l’evoluzione sismotettonica dell’Appennino nonché di evidenziare le aree di interesse energetico per lo sfruttamento geotermico o degli idrocarburi.

I minerali 

La sezione dedicata ai minerali è introdotta da una vetrina che illustra la formazione dei minerali, il percorso prosegue alla scoperta della collezione del Museo Giardino Geologico che raccoglie minerali di straordinaria bellezza e rarità provenienti sia dalla regione sia dall’Italia e da altri continenti. La collezione esposta è di grande pregio poiché custodisce alcuni esemplari rari e ormai introvabili a causa della chiusura di molte delle miniere di provenienza.

 

Il giardino geologico

foto sezione esternaNello spazio esterno alla torre, il “giardino geologico” si offre al visitatore come un’ideale passeggiata nel tempo profondo della geologia. Il percorso si snoda attraverso quattordici stazioni dove alle rocce è affidato il compito di raccontare la storia geologica dell´Emilia-Romagna che, a partire da circa 250 milioni di anni fa, ha portato alla formazione della catena appenninica, della pianura padana e della costa adriatica. Si tratta di rocce che provengono da diverse cave dell'Emilia-Romagna e che rappresentano una parte significativa del patrimonio geologico regionale.

Una sezione del giardino è dedicata a rocce provenienti da altre regioni italiane (Toscana, Trentino Alto Adige e Campania) e vuole offrire al visitatore una panoramica su differenti litotipi (marmo, rocce vulcaniche e magmatiche, calcari) che ben esprimono la straordinaria geodiversità del territorio italiano da cui dipende la bellezza del suo paesaggio ma anche la sua fragilità.

 

Le rocce del Giardino Geologico - schede informative

1. Granito paleozoico (pdf, 200.5 KB)

2.  I gessi triassici (pdf, 212.5 KB)

3. Le ofioliti (pdf, 226.8 KB)

4. Calcare a palombini (pdf, 261.4 KB) 

5. Conglomerati dei salti del Diavolo (pdf, 277.9 KB)

6. Flysch ad elmintoidi (pdf, 309.5 KB)

7. Calcare di Groppo del Vescovo (pdf, 544.2 KB)

8. Arenarie di Monte Modino (pdf, 779.6 KB)

9. Marnoso-Arenacea (pdf, 241.7 KB)

10. Le arenarie di Bismantova e San Leo (pdf, 277.5 KB)

11. I Gessi messiniani (pdf, 283.9 KB)

12. Arenarie di Monte Adone  (pdf, 280.5 KB)

14. Spungone (pdf, 260.0 KB)

15. Marmo delle Alpi Apuane (pdf, 20.6 MB)

16. Formazione di Rotzo e facies a Lithiotis (pdf, 318.6 KB)

17. Tonalite (pdf, 258.0 KB)

 

Pannelli generali

Frammenti di storia geologica, come è cambiata l'Italia (pdf, 2.3 MB)

La storia geologica in giardino (fronte) (pdf, 4.4 MB)

La storia geologica in giardino (retro) (pdf, 1.3 MB)

 

Il governo del territorio

vertrine al 50

 All’interno dell’atrio dell’Assemblea Legislativa (Viale Aldo Moro, 50) è presente un breve percorso dal titolo “Governare il territorio” dedicato ai rischi naturali cui è esposto il territorio emilia-romagnolo e alle sue risorse naturali. Il percorso vuole mettere l'accento sull'importanza della conoscenza fisica del territorio quale requisito essenziale per la pianificazione territoriale, per un uso efficiente e sostenibile delle risorse naturali, per la prevenzione e mitigazione dei rischi naturali, e per la sicurezza e il benessere dell’uomo. 

 

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pubblicato il 2015/05/20 12:35:00 GMT+2 ultima modifica 2019-08-21T14:43:42+02:00

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