Le Salse dell’Emilia-Romagna nella cartografia

In dirittura d'arrivo una raccolta di segnalazioni recuperate dalla letteratura storica per un confronto, attraverso sistemi GIS, con altre cartografie tematiche di dettaglio

A breve sarà disponibile online un nuovo strato informativo sulle Salse dell'Emilia-Romagna, frutto di un confronto tra segnalazioni recuperate dalla letteratura storica, attraverso sistemi GIS, e altre cartografie tematiche di dettaglio. Al momento è disponibile già online un rapporto sulla realizzazione di questo lavoro, che illustra le modalità con cui sarà resa disponibile la nuova cartografia sulle Salse regionali.

Oltre alle spettacolari e celebri Salse di Nirano, tutelate dalla Riserva Regionale che si stima frequentata da 70.000 visitatori all’anno, l’Appennino emiliano-romagnolo (soprattutto, quello emiliano) conta almeno una quindicina di altri gruppi di queste emissioni naturali di metano e fango in acqua salata e “fredda”, tutte storicamente documentate.

Più in generale, in ambito regionale queste manifestazioni si inquadrano tra le segnalazioni (sempre storicamente documentate) sulle naturali venute a giorno di fluidi, come acque a mineralizzazione peculiare (salso-bromo-iodiche e, più raramente sulfuree) e idrocarburi in forma gassosa (metano) o liquida (petrolio in senso lato).

Tra il 2016 e il 2018 sono state acquisite e informatizzate con GIS le segnalazioni relative all’Appennino emiliano-romagnolo, derivanti da alcune pubblicazioni scientifiche risalenti ai primi anni del secolo scorso e divenute successivamente dei classici nel loro genere, citati nelle ricerche e catalogazioni successive in materia mineraria.

Le segnalazioni di acque salate, in particolare, sono state integrate con i risultati di una ricerca sui permessi di ricerca mineraria storici, acquisiti da archivi pubblici da parte del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli nel periodo 2015- 2017; il completamento dell’informatizzazione dei dati è stato possibile anche grazie a un progetto europeo, svolto in collaborazione con il Servizio Difesa del Suolo e Bonifica.

Il nuovo strato informativo confluirà nelle banche dati sulle risorse per la valorizzazione della montagna, e quindi nel Catalogo “minERva” della Direzione Cura del Territorio e dell’Ambiente, “dialogando” settorialmente con altri strati informativi già presenti (ad esempio, quelli su Geositi e Patrimonio Geologico), che approfondiranno le informazioni di propria competenza, come contributo del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli.

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