Qualità dell'aria, il progetto europeo Prepair contribuisce al "Clean Air Dialogue"

Tutti i livelli amministrativi coinvolti sul tema delle emissioni inquinanti si danno appuntamento a Torino il 4 e 5 giugno per confrontarsi e condividere buone pratiche

Ci sarà anche il contributo del bacino padano con il progetto Life Prepair al prossimo "Clean Air Dialogue" che si terrà a Torino il 4 e 5 giugno, un evento aperto e condotto su base volontaria che vede seduti allo stesso tavolo i diversi livelli amministrativi (commissione europea, governo, regioni, enti locali) e numerosi portatori di interesse. Lo scopo è, in sintesi, avviare un confronto tra commissione europea e Stati membri sulle problematiche nazionali e sugli approcci individuati per rispettare gli impegni assunti per ridurre le emissioni di inquinanti, condividere e promuovere le politiche più efficaci e le migliori pratiche, presentare i progressi raggiunti, promuovendo anche politiche intersettoriali che sfruttano le sinergie tra le politiche sulla qualità dell’aria, sul clima, sull’energia, sui trasporti, sull’agricoltura, e sulla sanità pubblica. Nell’ultimo biennio i Clean Air Dialogue si sono svolti in Repubblica Ceca, Spagna, Slovacchia, Ungheria, Lussemburgo e Irlanda.

In occasione dell'evento di Torino sarà presentato anche il contributo fornito dal progetto europeo Prepair, con un'analisi sugli scenari di riferimento delle azioni cha sarà necessario mettere in campo per ridurre le emissioni nel bacino padano con particolare riferimento alle PM10. In particolare questo progetto punta a implementare le misure previste dall’Accordo di Bacino e dai piani di ciascun territorio partner (Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, a cui si aggiunge la provincia di Trento) e a rafforzarne la sostenibilità e la durabilità dei risultati. Prepair, che ha preso il via a febbraio 2017 e ha durata di sette anni, copre la valle del Po e le regioni e le città che influenzano maggiormente la qualità dell’aria nel bacino stesso.

Dagli studi svolti nel corso del progetto emerge che il raggiungimento dei valori limite può essere ottenuto combinando l’effetto di più gruppi di misure dovute all’azione su diversi livelli di governo:

  • la legislazione corrente, che sarà completamente implementata entro il 2025 (CLE 2025) che discende in massima parte dalle norme CE e, in seconda battuta, nazionali;
  • la combinazione dei piani di qualità dell’aria sviluppati da ciascuna regione;
  • le misure a carattere interregionale stabilite con Accordi tra le regioni del bacino padano ed il governo italiano.

Le misure del CLE2025 riguardano principalmente la riduzione delle emissioni dei veicoli diesel attraverso l’introduzione di limiti di omologazione efficaci, che entreranno in pieno vigore solo dopo il 2020 (Regolamenti (UE) 2016/646; 2017/1151; 2018/1832). Un ulteriore importante contributo nel CLE2025 è dato dalla progressiva sostituzione della tecnologia a combustione interna con l’elettrico.

I piani regionali, non avendo potere normativo su questo settore, prevedono di facilitare la penetrazione delle tecnologie a basse emissioni attraverso una ampia serie di misure che sono puntualmente documentate e monitorate da uno strumento ad hoc sviluppato attraverso il progetto a livello di intero Bacino Padano. Il catalogo predisposto contiene tutte le misure previste dagli attuali piani regionali per la qualità dell’aria vigenti a livello, dagli accordi di bacino padano e dalle misure sviluppate attraverso il progetto stesso.

La previsione di un possibile rientro in una data precedente al 2025 avrebbe richiesto e richiederebbe, oltre all’applicazione anticipata delle misure già previste dai Piani, di realizzare un insieme di misure di carattere locale in grado di sopperire a una riduzione delle emissioni molto consistente che solo l'evoluzione normativa, tecnologica e di mercato a livello europeo sono in grado di realizzare in un tempo congruo, come già valutato dalle disposizioni normative che stabiliscono nuovi limiti e standard nei diversi settori (energia, mobilità, industria, ecc.).

Senza le misure del CLE2025, pertanto, non sarebbe possibile ottenere il raggiungimento dei limiti di PM10 in tutto il bacino padano prima del 2025.

 

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pubblicato il 2019/06/04 07:53:00 GMT+1 ultima modifica 2019-06-04T11:20:26+01:00

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