La geologia a casa - Parte 1 - La cucina

In questi giorni in cui siamo un po’ tutti costretti a stare in casa, cogliamo l’occasione per cercare di evadere con la mente facendo qualche esperienza geologica

In questi giorni in cui siamo un po’ tutti costretti a stare in casa, e siamo stanchi di guardare la televisione e giocare al computer, cogliamo l’occasione per cercare di evadere con la mente verso orizzonti … magari facendo qualche esperienza geologica di casa vostra.

Bene attrezzatevi, lasciate il vostro telecomando, indossate la vostra tenuta da esploratore e iniziate a passeggiare nel vostro appartamento come se foste in un ambiente sconosciuto.

Tutte le nostre case pur essendo differenti nello stile e nell’arredamento hanno comunque elementi in comune che fanno sì che la nostra gita geologica possa essere ovunque la stessa.

Oggi ci troviamo in cucina, una vera e propria miniera di materiali geologici.

CretaL’esplorazione

Se allargate lo sguardo a tutto ciò che vi circonda scoprirete che molti oggetti per voi totalmente differenti sono in realtà costituiti dallo stesso materiale.

Le piastrelle della cucina, come d’altronde quelle del bagno, i sanitari, i piatti, le tazze e le tazzine sono di ceramica un materiale che si ottiene dalla cottura ad alte temperature dell’argilla.

VetroAltri oggetti comuni in cucina sono le bottiglie e i bicchieri che sono di vetro. Un materiale ottenuto per fusione di una sabbia di silice (biossido di silicio – quarzo - SiO2) che ha la straordinaria proprietà di essere trasparente. Questa proprietà proviene dal fatto di essere un materiale amorfo ovvero privo di struttura cristallina. Senza cristalli la struttura rimane caotica e la luce non può riflettersi, come succede sulle pareti dei cristalli. Solo la luce ultravioletta ha l’energia giusta per essere assorbita dagli atomi nel vetro.

L’esperimento

EsperimentoLa cucina è anche il posto ideale per fare esperimenti scientifici. Anche nei più famosi laboratori vigono le stesse leggi che si osservano in cucina: ordine, pulizia e maneggiare con attenzione gli strumenti di lavoro affinché gli esperimenti o le analisi riescano con successo.

Oggi proveremo a realizzare un cristallo.

Occorrente: sale grosso e sale fine, colla vinilica, filo di cotone, stuzzicadente e bicchiere.

Prendete un filo di cotone e a una sua estremità attaccate, usando la colla vinilica, un cristallo di sale grosso. Aspettate che la colla asciughi bene.

Riempite un bicchiere d’acqua (poco oltre la metà) e scioglietevi del sale fine sino a quando non si depositi un po' sul fondo. Avete realizzato una soluzione detta satura.

Ora attaccate il filo di cotone allo stuzzicadente e ponetelo sul bordo del bicchiere in modo che l’estremità su cui è fissato il cristallo si immerga nella soluzione rimanendo sospesa appena sopra il fondo del bicchiere.

Ponete il bicchiere sul termosifone. Nel giro di qualche ora il piccolo cristallo di sale crescerà diventando sempre più grosso.

È così che crescono i cristalli!

Generalmente il sale cristallizza nel sistema cubico, se siete fortunati una volta che tutta l’acqua sarà evaporata otterrete alla fine un bel cristallo cubico.

Oggi siamo stati dei geochimici e dei mineralisti e anche dei turisti senza muoverci da casa nostra.

Arrivederci alla prossima esplorazione domestica.

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