Focarine, focheracce in Romagna e polveri fini

Il 18 marzo registrati valori elevati di particolato. Arpae invita a rispettare i divieti di assembramenti

Succede tutti gli anni: è tradizione accendere fuochi, a volte anche bruciando di tutto festeggiando in gruppo, ma quest’anno, con l’emergenza coronavirus che stiamo vivendo e il divieto di assembramenti, ci si aspettava un andamento diverso. Purtroppo mercoledì 18 marzo, evidentemente, il divieto non è stato rispettato da tutti, come confermato dall’attività di controllo dei Carabinieri Forestali, sentiti al riguardo.

Anche negli anni passati, in queste giornate di marzo, le centraline di monitoraggio della qualità dell’aria di Arpae hanno registrato valori “maggiorati” di polveri in Romagna, soprattutto nella parte costiera, con massimi nel riminese.

Spesso 2 o 3 superamenti del valore limite (50 μg/m3), da non superare in più di 35 giornate in un anno, si registrano proprio in questa occasione. Quest’anno ci si aspettava che questo non succedesse.

Martedì 17 marzo, le polveri erano entro i limiti in tutta la regione.

Mercoledì 18 marzo si sono registrati aumenti in regione, portando a dei superamenti come nell’area di Piacenza; in Romagna tali aumenti sono stati maggiori, arrivando fino a valori di 73 μg/m3, anche con il contributo dei fuochi accesi.

Arpae invita tutti a rispettare i divieti in vigore

 

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pubblicato il 2020/03/20 11:00:12 GMT+2 ultima modifica 2020-03-20T11:00:12+02:00

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