Parchi, foreste e Natura 2000

IT4020010 - ZSC - Monte Gottero

Superficie: 1476 ettari
Province e Comuni interessati: PARMA (Albareto)

Territorio confinante con IT1342908 ZSC "Monte Gottero - Passo del Lupo" della Regione Liguria

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4020010 (pdf, 113.2 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.2 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 7.7 MB)

Piano di Gestione (pdf, 923.9 KB)

Descrizione e caratteristiche

Brughiera cacuminale. Foto Renato Gerdol, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il massiccio del Monte Gottero, esattamente alla Foce dei Tre Confini, corrisponde al punto d'incontro di tre regioni (Emilia, Liguria, Toscana) e di tre province (Parma, La Spezia e Massa). Curiosamente incastrato in un gomito del crinale appenninico tra la Val Vara, la Lunigiana e la Val Gotra, quest’ultimo torrente tributario di destra dell’alto Taro nel cui sottobacino si estende il sito emiliano, il Monte Gottero culmina a 1640 m non lontano dal Mar Ligure all’altezza delle Cinque Terre. Confina con omonimi parco e sito liguri. Il massiccio del Gottero è costituito da un complesso sedimentario di origine marina (flysch) di natura arenacea, che i geologi hanno battezzato con il nome del monte stesso. Sito in massima parte (almeno per tre quarti) forestale, presenta al di sopra dei 1500 m una copertura forestale discontinua e alternata essenzialmente a pascolo e brughiere, interrotta solo nei punti di maggiore acclività, dove fenomeni erosivi hanno scavato le pareti soprastanti favorendo l'accumulo di pietraie. E’ qui interessante la presenza di piante di tipo alpino (Doronicum austriacum, Achillea macrophylla, ecc.) e della ginestra endemica Genista salzmannii. Non mancano piccole torbiere, mentre i coltivi sono praticamente assenti (raramente si toccano quote inferiori agli 800 m): piuttosto basso è il grado di antropizzazione (per quanto le foreste fossero fino a poco tempo fa capillarmente sfruttate a ceduo e, almeno in parte, lo siano tuttora). Tredici habitat d’interesse comunitario, dei quali tre prioritari, occupano complessivamente circa il 12% della superficie del sito. Significativa è la superficie dei castagneti, da rivedere quella degli altri habitat forestali.

Vegetazione

Cryptogramma crispa, felce dei ghiaioni d'alta quota. Foto Renato Gerdol, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003E’ la faggeta il tipo di bosco più diffuso nel sito, trattandosi quasi esclusivamente di boschi montani generalmente esposti ai quadranti settentrionali. Le pendici del Gottero e di Monte Orsano-M.Pitone accolgono una faggeta idonea ad ospitare Tasso e Agrifoglio, boschi di tipo mediterraneo montano influenzati dalla vicinanza del Golfo spezzino, di interesse comunitario anche se la presenza del Tasso, in particolare, è per lo più potenziale. L’evoluzione che molti cedui invecchiati prossimi a maturazione stanno dimostrando, va proprio in questa direzione. C’è qualche vecchio rimboschimento d’abete bianco, di origine non accertata: sarebbe utile e opportuno uno studio sugli abeti locali per individuare eventuali ceppi autoctoni. Sono inoltre presenti con altrettanta potenzialità, ma con altissima frammentazione, nuclei di Faggete acidofile (9110) in stazioni oligotrofiche che registrano le interessanti presenze, soprattutto nelle radure e ai margini del bosco, di Erica carnea, Vaccinium myrtillus, Luzula pedemontana e Brachypodium genuense. Sono soprattutto questi gli aggruppamenti ai quali si fa riferimento attraverso la dizione "lande alpine e subalpine" (4060), che comprendono brughiere a mirtilli e popolamenti di arbusti nani o prostrati, tra i quali il più diffuso è Juniperus nana. A quote inferiori la faggeta è cinta da ostrieti, con alcuni interessanti castagneti sopra Boschetto e nuclei di arbusteti con Ginepro nella parte occidentale. Ma è alle quote superiori che si segnalano le presenze più interessanti, di tipo alpino legate all’ambiente forestale (Cicerbita alpina, Pyrola media) oppure umido delle torbiere e laghetti d’alta quota, con la piccola elofita Tipha shuttleworthii e la rarissima orchidea Dactylorhiza incarnata. Il quadrante corrispondente nel Censimento della Flora regionale protetta (1996) riporta un contingente di 18 specie differenti: sono necessarie conferme, approfondimenti e aggiornamenti floristici (e faunistici) specifici per il sito. Sono presenti, del resto, anche l’Aquilegia scura (Aquilegia atrata), la Drosera a foglie rotonde (Drosera rotundifolia), l’Elleborine palustre (Epipactis palustris), i Pennacchi a foglie larghe (Eriophorum latifolium) e il Licopodio abetino (Hupertia selago).

Fauna

Il Lupo è presente nell'ambito di erratismi che interessano anche altri siti appenninici. Altri mammiferi presenti sono l'Arvicola delle nevi (Chionomys o Microtus nivalis), specie relitta del periodo glaciale legata ad ambienti di praterie di altitudine o ad emergenze rocciose (pietraie e ghiaioni), presente in regione esclusivamente in stazioni altomontane isolate che rappresentano il margine meridionale dell'areale di distribuzione e, tra i Chirotteri, la Nottola (Nyctalus noctula) e il Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii). Per quanto riguarda gli uccelli, due specie di importanza comunitaria nidificano nell'area: Succiacapre (Caprimulgus europaeus) e Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), mentre la presenza dell'Aquila reale (Aquila crysaetos) per ora appare solo occasionale. Tra i vertebrati minori sono segnalati l’anfibio Tritone crestato (Triturus carnifex) e il rettile Colubro d'Esculapio (Zamenis longissimus). Tra gli insetti, sono segnalate due specie di prioritario interesse comunitario: il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripuntaria ed il Coleottero Cerambice Rosalia alpina.

Per saperne di più

Flora piacentina

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 4.5 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2019-06-10T08:57:54+01:00

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