Parchi, foreste e Natura 2000

IT4030006 - SIC-ZPS - Monte Prado

Superficie: 618 ettari
Province e Comuni interessati: REGGIO EMILIA (Ventasso, Villa Minozzo)

Territorio confinante con IT4030004 SIC-ZPS, con IT4030005 SIC-ZPS e con IT5120002 SIC 'M. Castellino - Le Forbici' della regione Toscana

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4030006 (pdf, 119.8 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.2 MB)

Enti gestori

Parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano 

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 2.0 MB)

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf, 5.2 MB) 

Descrizione e caratteristiche

Arenaria bertolonii. Foto Maurizio Sirotti, Ecosistema - archivio Servizio Sistemi informativi geografici della Regione Emilia-RomagnaIl sito comprende il versante settentrionale del crinale dell'Appennino tosco-emiliano, costituito dalla dorsale del Monte Prado da S.Bartolomeo a Le Forbici, ed è caratterizzato prevalentemente da praterie e brughiere alpine con vaccinieti e torbiere, inframezzate da rupi, creste aeree come quella del Monte Cipolla, cenge rocciose e ghiaioni ospitanti una rara e relitta flora artico-alpina. L’area è molto nota tra i botanici. Alle quote più basse (il sito si spinge fino al corso dell'Ozola e allo storico largo passo di Lama Lite a al Rifugio Battisti), vi sono faggete che recano l'impronta del ceduo e solo in parte sono andate a conversione. Le acque che si raccolgono nel circo glaciale aperto sul versante Nord-Ovest del Monte Prado formano il lago Bargetana, tendente a impaludarsi e mantenuto tale da uno sbarramento artificiale. Il sito ricade interamente all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Habitat e specie di maggiore interesse

Salice nano (Salix herbacea), relitto artico-alpino. Foto Renato Gerdol, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Habitat Natura 2000. 14 habitat di interesse comunitario, dei quali 3 prioritari, coprono sulla carta oltre il 72% della superficie del sito, ma in pratica l'intera superficie di queste alte terre sospese in Appennino a contatto con l'Orecchiella e le Apuane riveste un interesse naturalistico ambientale grandissimo: dominano i vaccinieti e la prateria montano-alpina su alti pendii, roccia, cengia e ghiaione, con le caratteristiche varianti che ne contraddistinguono i differenti contesti di pendenza, esposizione e suolo. Rupi e stagni, tanto ripido pascolo per tenacissime, le ultime, massesi; alti valichi e vertiginosi ghiaiosi canaloni, ospitano cinque tipi di prato, tre di roccia e tre di torbiera, con due tipi di faggeta in basso a cingere ambienti ricoperti dalla neve e spazzati dal vento per gran parte dell'anno.  

Primula apennina. Foto Giuseppe Branchetti, archivio personaleSpecie vegetali. Segnalata Primula apennina, specie di interesse comunitario prioritaria. Tra le specie rare e/o minacciate figurano Coeloglossum viride, Globularia incanescens, Saxifraga etrusca, Sorbus chamaemespilus, Triglochin palustre, Swertia perennis, Artemisia aumbelliformis, Hieracium glanduliferum, Oreopteris limbosperma, Pedicularis rostrato-spicata, Ranunculus kupferi, Salix hastata, Senecio incanus, Vicia cusnae. Dove la neve può rimanere fino a estate inoltrata sono presenti specie relitte tipicamente alpine quali Salix herbacea, Salix breviserrata, Omalotheca supina, Plantago alpina, Leucanthemopsis alpina, Soldanella pusilla, Cerastium cerastioides, Carex foetida. Altre specie relitte sono presenti negli ambienti umidi (Trichophorum alpinum, Eriophorum scheuchzeri, Triifolium badium, Juncus jacquinii), nei vaccinieti (Rhododendron ferrugineum, Empetrum hermaphroditum), sulle creste piú ventose e fra le rupi (Juncus trifidus, Silene suecica).

Mammiferi. Significativa presenza durante l’anno del Lupo (specie prioritaria di interesse comunitario). Degna di nota la presenza dell’Arvicola delle nevi Chionomys nivalis, specie legata ad ambienti di praterie di altitudine (nardeti) o ad emergenze rocciose (pietraie e ghiaioni).
Uccelli. Segnalata una specie di interesse comunitario nidificante (Calandro) e la frequentazione dell’area da parte di Aquila reale e Piviere tortolino. Tra le specie nidificanti rare e/o minacciate a livello regionale figurano Culbianco, Codirossone, Beccafico e Luì verde.
Anfibi. Nessuna specie di interesse comunitario. Degna di nota è la presenza di Tritone alpestre Triturus alpestris e Rana temporaria nelle pozze circostanti il lago Bargetana.
Invertebrati. Presenti 2 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripunctaria, specie prioritaria.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 5.5 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2016-08-05T10:48:00+01:00

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