Parchi, foreste e Natura 2000

IT4030016 - ZSC - San Valentino, Rio della Rocca

Superficie: 786 ettari
Province e Comuni interessati: REGGIO EMILIA (Castellarano)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4030016 (pdf, 117.94 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.26 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 181.91 KB) 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf, 3.11 MB)

Piano di gestione (pdf, 239.82 KB)

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Rupe argillosa. Foto Ambrosini, archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaIl sito è localizzato sulle colline reggiane orientali, in comune di Castellarano, presso il margine ovest del territorio di Sassuolo (MO) che corre lungo il fiume Secchia. Si estende in corrispondenza del bacino del Rio della Rocca, confluente in quest’ultimo pochi chilometri più a valle, al limite della pianura, e comprende parte della frazione di Montebabbio, verso il Tresinaro. La fascia inferiore (orientale) del sito è caratterizzata da anfiteatri calanchivi e argille plioceniche, degradanti da sovrastanti arenarie mioceniche e oligoceniche che occupano il settore occidentale. E' presente un mosaico di diverse situazioni ambientali che comprende lembi di bosco di latifoglie (22%), arbusteti (ben 34%) derivanti sia da forme di degrado di boschi preesistenti sia dalla colonizzazione di ex-coltivi, praterie aride e colture estensive. Sono presenti aree rocciose e soggette ad erosione con substrato nudo di prevalente matrice argillosa oppure marnoso-arenacea, alcune forre e rupi di limitata estensione; corsi d'acqua interni e piccoli bacini di bonifica montana con acque correnti e stagnanti, alcune cave di sabbia e argilla che hanno segnato profondamente il paesaggio. Si tratta degli ambienti collinari con presenze mediterranee (poche ma significative) tra le più occidentali nel contesto continentale della regione. Nel sito è compresa una porzione di 74 ha di una più ampia zona di ripopolamento e cattura. Nel complesso il sito presenta un’elevata impronta antropica per quanto il diffuso abbandono e conseguente rinaturalizzazione rivelino progressive riduzioni del carico agricolo, prevalentemente estensivo, e di attività umane (quelle estrattive in particolare) su un territorio relativamente poco abitato ma circondato da popolosi e attivi insediamenti. Nove habitat d’interesse comunitario, dei quali quattro prioritari, coprono poco meno del 20% della superficie del sito con cenosi soprattutto di tipo erbaceo e arbustivo caratteristicamente collinari continentali tendenti all'arido.

Vegetazione

I boschi e i diffusi arbusteti presenti sono di tipo collinare, con prevalenza di cenosi xerofile dominate dalla Roverella, e in generale abbonda l’avventizia Robinia pseudoacacia. Il querceto diviene ostrieto nelle esposizioni fresche, con corteggio arbustivo sempre ricco di specie tra le quali Ginepro, Ginestra odorosa e Sanguinella. Le cenosi appaiono costituite da esemplari giovani, di ridotte dimensioni: sono rari gli esemplari vecchi e con cavità utili al ciclo biologico di uccelli, chirotteri, mammiferi arboricoli e insetti. La componente mediterranea è limitata a un contingente ridotto ma importante di specie, al limite nordoccidentale della loro distribuzione, tra le quali spiccano il Cisto a foglie di Salvia e la cistacea Tuberaria guttata, rare in regione e in particolare nel reggiano, poi alcune orchidee (in particolare la rara Serapias lingua, ma anche Serapias vomeracea e Orchis coriophora). Mancano specifici studi floristici atti a meglio definire il contesto del sito, tuttavia il Censimento della flora protetta regionale (1996) ha rilevato in zona almeno 27 specie, tra le quali diverse orchidee del genere Ophrys (O. fusca, O bertolonii, O. fuciflora) e Limodorum abortivum. Nei boschi più freschi è presente il piccolo Giglio Dente di Cane (Erithronium dens-canis). E’ segnalata in situazione umido-ripariale la rara elofita Typha minima.

Fauna

Gli studi sull’avifauna, tuttora in corso, riportano la presenza nidificante di Averla piccola (Lanius collurio). Segnalata è la frequentazione di specie tipiche delle praterie e dei margini, in particolare, tra quelle di interesse comunitario, di Albanella minore, Calandro, Tottavilla, Ortolano e Succiacapre. Scarse sono le informazioni sulla restante fauna, tuttavia è molto probabile tra i mammiferi, la presenza di Puzzola (Mustela putorius) e la comparsa dell’Istrice proveniente da Sud. La fauna minore di vertebrati e invertebrati dovrebbe comprendere rettili, tra i quali almeno il Saettone (Zamenis longissimus) e probabilmente la Luscengola (Chalcides chalcides); anfibi tra i quali il Tritone crestato (Triturus carnifex) e diversi insetti, ma occorrono in proposito studi approfonditi.

Per saperne di più

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 6.06 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 09:40:00 GMT+1 ultima modifica 2019-06-10T11:05:46+01:00

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