Parchi, foreste e Natura 2000

IT4040005 - ZSC-ZPS - Alpesigola, Sasso Tignoso e Monte Cantiere

Superficie: 3761 ettari
Province e Comuni interessati: MODENA (Frassinoro, Lama Mocogno, Palagano, Pievepelago, Riolunato)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4040005 (pdf, 123.6 KB)

Note esplicative al formulario (pdf, 1.2 MB)

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna 

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione (pdf, 84.5 KB) 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo (pdf, 5.0 MB)

Piano di gestione (pdf, 208.0 KB)

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP)

Descrizione e caratteristiche

Pozza in faggeta. Foto Ambrosini, archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaA Nord del Parco Regionale dell’Alto Appennino modenese, come una lunga e articolata bastionata protesa verso il crinale, si estende un’area montana vasta e decisamente poco battuta dominata dall’Alpesigola (1640 m). Si tratta di un largo e articolato contrafforte, quasi un massiccio a sé stante che segna lo spartiacque Secchia-Panaro e si estende dal Torrente Dragone verso Est fino alla strada ducale Vandelli, spingendosi a valle fino al Passo Centocroci, che il sito oltrepassa fino ad inglobare l'intero massiccio del Monte Cantiere (1617 m). Arenarie, argille e marne calcaree arrotondate del Complesso Caotico caratterizzano gran parte del sito, lasciando il posto sul lato meridionale a due importanti affioramenti ofiolitici, quello più piccolo e aguzzo di Sasso del Corvo e quello più grande e tozzo del Sasso Tignoso. Questi blocchi basaltici, vere emergenze geologiche e naturalistiche, contengono tra l’altro rarissimi minerali (Prehnite e Zeoliti). Il sito è prevalentemente boscato (63%), con vaste faggete – qui sorgeva l’antica Selva Romana – qua e là interrotte da praterie (15%), laghetti e torbiere (significative sono le aree umide presso S.Antonio, Alpesigola e Monte del Rovinoso), arbusteti ed habitat rocciosi. Quasi assenti i coltivi, si trovano alcune zone a pascolo. L’area è pressochè disabitata, anche se circondata da numerosi insediamenti e strutture turistiche (Pievepelago, Frassinoro, Piandelagotti) nonché lambita da antichi, storici percorsi di collegamento transappenninico (Via Bibulca, Strada Vandelli). Numerosi sono i motivi d’interesse naturalistico, poco noti e ancora in parte inesplorati. Ventidue habitat di interesse comunitario, dei quali cinque prioritari, coprono circa due terzi della superficie del sito con larga prevalenza per le foreste di faggio, vera nota dominante dell'intero sito, poi arbusteti, praterie, rocce e zone umide.

Vegetazione

Saxifraga paniculata, con muschi e licheni su arenaria. Foto Sandro Bassi, archivio personaleNonostante la consistente presenza di terreni al di sopra dei 1500 m, non sembrano essere diffusi nel sito nardeti e altre associazioni subalpine con relitti microtermi. La vegetazione arborea o erbacea presente appare tipica di associazioni tipicamente montane dell’area appenninica: domina pressochè ovunque la faggeta con boschi pressochè monospecifici, molto uniformi, prevalentemente giovani e governati a ceduo. La presenza dell’Acero di monte, del Maggiociondolo alpino, del Sorbo degli uccellatori ed di altre latifoglie di faggeta è piuttosto sporadica e prevalgono condizioni oligotrofiche su terreni alquanto superficiali. La presenza di grosse e ramose matricine di faggio in alcuni margini del bosco caratterizza chiarie erbose a composizione eterogenea. E’ diffusa la presenza del Mirtillo nero, che forma veri e propri aggruppamenti di brughiera. Degna di nota è la presenza di esemplari di Taxus baccata nelle faggete intorno al Sasso del Corvo. Non sono segnalate specie di interesse comunitario, anche se permangono specie di pregio naturalistico: prima di tutte il giunco Triglochin palustre, legato alle zone umide d’alta quota come Pinguicola vulgaris, poi numerose orchidee (Orchis sambucina, Orchis ustulata) e altre specie protette (almeno una quarantina tra le quali Gentiana verna, Saxifraga paniculata, ecc.).

Fauna

Tra i mammiferi è presente il Lupo, nell'ambito di erratismi che interessano anche altri siti appenninici, ed è segnalata la Martora (per quanto non confermata da dati recenti). Quattro-cinque specie di chirotteri, un paio di vespertili e altrettanti rinolofi, caratterizzano una popolazione da indagare ulteriormente. L’avifauna è presente con sei specie di interesse comunitario, delle quali cinque nidificano nelle aree prative e di ecotono (Succiacapre, Averla piccola, Tottavilla, Calandro) o nel bosco (Falco pecchiaiolo). Irregolare ma certa è inoltre la presenza di Aquila reale. I vertebrati minori contano numerose presenze: anzitutto il Tritone crestato, in pozze d'acqua e torbiere che permettono la presenza di una ricca fauna di Anfibi, tra i quali Tritone alpestre, Rana appenninica e Rana temporaria, quest'ultima presente con popolazioni appenniniche isolate.  Tra i Rettili è presente il Colubro d'Esculapio (Zamenis longissimus). Nelle acque pulite del Dragone vive il pesce Vairone (Leuciscus souffia) e il Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes). Tra gli Insetti sono presenti il Lepidottero Eterocero Euplagia quadripuntaria e il coleottero forestale Lucanus cervus.

Per saperne di più

La Valle del Dragone

Cartografia

Carta di dettaglio (pdf, 3.4 MB)

Inquadramento territoriale

Azioni sul documento

pubblicato il 2011/12/02 10:40:00 GMT+2 ultima modifica 2019-06-10T12:24:27+02:00

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