Difesa del suolo, costa e bonifica

CoastView Project

26.11.2003 - Un progetto europeo di ricerca per studiare e tutelare le coste con sistemi di monitoraggio video. - Il sito di studio in Italia è Lido di Dante.

Vista del Lido di danteCoastView Project è un progetto di ricerca che coinvolge 12 istituzioni internazionali, con partecipanti da Regno Unito, Spagna, Italia, Olanda e Danimarca, finanziato nell’ambito del:

 “V programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1998-2002)”-“Ecosistemi marini sostenibili” .

Al progetto, coordinato dall’Università di Plymouth, partecipano i seguenti enti e istituzioni:

Delft Hydraulics (NL); Utrecht University (NL); University of Copenhagen (DK); Università di Bologna (I); Università di Ferrara (I); Regione Emilia-Romagna (I) ; University of Cantabria (E); Santander Port Autority (E); Catalonia University (E); UK environment Agency (UK) Rijkswaterstaat (NL).

La collaborazione comprende anche quattro Enti a scala nazionale che si occupano di gestione della costa, quali la britannica Environment Agency, l’olandese Rijkswaterstaat, la spagnola Autorità portuale di Santander e la Regione Emilia-Romagna. I siti di studio, dove sono installate le stazioni video (stazioni ARGUS) sono: El Puntal (Spagna), Lido di Dante (Italia), Egmond (paesi Bassi) e Teignmouth (UK).

Il progetto rientra in un ampio programma per uno Sviluppo Sostenibile promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Raccogliendo le indicazioni elaborate dall'Unione Europea la Regione Emilia-Romagna ha promosso nel 2002 il progetto “Gestione integrata delle zone costiere (G.I.Z.C.)” per riconoscere, analizzare e compatibilizzare in un quadro integrato le diverse componenti della costa indirizzando tutte le attività del sistema costiero verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Un approccio strategico che coordina ed integra un insieme di percorsi progettuali e di realizzazioni che già si stanno concretizzando.

Il Progetto CoastView prevede nel corso dei 36 mesi della sua durata, a partire dal 1 aprile 2002, il raggiungimento dei seguenti obiettivi primari:

1. Sviluppare Indicatori di Stato Costiero (CSI’s – Coastal State Indicators) collegati alle risorse, per descrivere lo stato dinamico delle coste, a supporto della Gestione Integrata della Zona Costiera (GIZC); in questo contesto i CSI possono essere definiti come “un gruppo di parametri minimi che possono descrivere quantitativamente lo stato dinamico di un sistema costiero”.

2. Sviluppare e verificare metodi di controllo basati su immagini e tecniche di analisi associate, per stimare ed interpretare questi indicatori. Attualmente le informazioni di cui dispongono i gestori delle coste sullo stato della zona costiera derivano da osservazioni dirette onerose e da modelli numerici spesso non immediati da utilizzare.

Il progetto comporterà lo sviluppo di nuovi sistemi video, teorie e software per la raccolta dati e la valutazione degli indicatori. Questi sistemi forniranno indicazioni utili sulla erosione costiera ed i tassi di regressione, sulla localizzazione di canali di navigazione e di barre di sabbia e sulla funzionalità delle strutture di difesa costiera.

La combinazione tra lo sviluppo della tecnologia video e la definizione ed implementazione dei CSI farà chiarezza sulle priorità di Gestione Integrata della Zona Costiera (GIZC), faciliterà la pianificazione degli interventi e dell’uso ottimale delle risorse e migliorerà le scelte progettuali, con i seguenti benefici:


-Gestione della costa semplice, economica ed efficiente
-Identificazione delle tendenze di lungo termine della evoluzione della costa
-Valutazione semplificata degli impatti di eventi estremi
-Identificazione delle zone in erosione
-Sistemi di preallarme per ingressioni marine e danni strutturali
-Sistema di allerta in tempo reale di danni ambientali
-Pianificazione efficace
-Valutazione post progettuale
-Valutazione dell’integrità strutturale
-Miglioramento per l’evoluzione costiera a lungo termine


Il sito regionale del Progetto è la stazione di Lido di Dante, una piccola località turistica dell’Emilia-Romagna, a 7 km dalla città di Ravenna, delimitata dalle foci dei fiumi Fiumi Uniti a Nord e Bevano a Sud.
L’uso della spiaggia a scopo turistico ed i suoi grossi problemi di erosione, cominciati negli anni ‘70, ne hanno fatto un sito di notevole interesse scientifico per la ricerca in materia di ingegneria e gestione delle zone costiere.

Il sito risulta di particolare interesse, in quanto fornisce l’opportunità di studiare contemporaneamente la dinamica delle spiagge protette e di quelle non protette dallo stesso punto di osservazione. Infatti la parte settentrionale dell’area di studio è protetta da tre pennelli e una barriera semi-sommersa parallela, mentre la parte meridionale è non protetta.


Per poter realizzare tale confronto, è stata installata in situ, in un’area protetta dal punto di vista ambientale, una Stazione Argus: un sistema di 4 videocamere, sostenute da una torre di legno alta 18 m, le quali monitorizzano entrambi i tratti di costa protetta e non protetta. La videocamera orientata più verso sud riprende la spiaggia non protetta e le altre 3 osservano l’area protetta più vicina. La configurazione ottimale dell’intero sistema video-computer permette di rettificare e fondere le immagini (provenienti dalle quattro videocamere) tra loro, per creare un’unica vista della costa a 180°.

Mediante l’elaborazione dei dati Argus è possibile risalire al comportamento del sistema-spiaggia come risposta all’azione delle onde.

I risultati ottenuti dalle varie stazioni sono immagazzinati in un database e possono essere usati per testare modelli di dinamica dell’ambiente litoraneo.
Contemporaneamente alle misure mediante le tecniche video, verranno eseguiti monitoraggi tradizionali e regolari campagne di osservazione sia della spiaggia sia al largo.

L’elemento chiave di una stazione Argus è costituito da una o più videocamere puntate obliquamente lungo la spiaggia. La videocamera è connessa a un processore di immagini contenente un piccolo personal computer.
Diversamente da un satellite orbitante, una stazione Argus ha bisogno di una “casa” che la protegga dalle intemperie, che sia fornita di elettricità e di una linea telefonica per comunicare con i computers di laboratorio. Una volta installata, la stazione è programmata per acquisire immagini che possono essere di tre tipi: snapshot, ovvero istantanee, time-exposure, ossia la media delle istantanee su 10 minuti e variance la varianza delle istantanee su 10 minuti.

Le immagini (oblique) ricavate dalle stazioni Argus necessitano di ulteriori elaborazioni: devono essere rettificate per costruire una mappa della morfologia della spiaggia sommersa.
Mentre la snapshot fornisce una semplice visione delle caratteristiche della spiaggia in un preciso momento, la time-exposure fornisce informazioni di tipo quantitativo, come, per esempio, la posizione delle barre sommerse (rivelate da sottili aree bianche che rappresentano la posizione media della linea dei frangenti), le misure delle barre stesse (altezza, lunghezza, larghezza e profondità), l’ampiezza della spiaggia, l’intensità della corrente lungo costa, del periodo e dell’angolo con cui le onde incidenti si approcciano alla spiaggia.
Un importante tipo di elaborazione delle immagini Argus si ottiene tramite la varianza delle immagini. L’analisi della varianza delle immagini aiuta a distinguere regioni in cui ci sono cambiamenti nel tempo da regioni “statiche”, evidenziando le prime come aree luminose, le seconde come aree scure. Per esempio: la sabbia della spiaggia emersa apparirà luminosa sia sulla snapshot che sulla time-exposure, ma scura nell’immagine a varianza, dove invece la superficie marina (dinamica) apparirà luminosa. Perciò, l’immagine a varianza è utile per riconoscere la posizione della linea di costa, identificabile dalla separazione fra superficie luminosa e scura.

Curatori del Progetto
C. Albertazzi – Regione Emilia-Romagna
R. Archetti – DISTART Università degli Studi di Bologna
C. Armaroli – Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Bologna
G. Ceccaroni – Studio Antonellini
M. Ceroni - Regione Emilia-Romagna
P. Ciavola - Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Bologna
A. Lamberti - DISTART Università degli Studi di Bologna
S. Medri - DISTART Università degli Studi di Bologna

 

Documenti:

Piano di gestione integrata zone costiere della Regione (GIZC) - 15 giugno 2002 (pdf, 237.7 KB)

Pubblicazione in cui si parla del progetto:

Articolo da pag. 5 a pag. 11 pubblicato nel Bollettino AIOM n.° 32 dell'aprile 2005 (pdf, 948.9 KB)

Per informazioni:
Albertazzi Carlo
Servizio Difesa del Suolo, Costa e Bonifica
Tel. 051 6396865, e-mail:  calbertazzi@regione.emilia-romagna.it

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pubblicato il 2013/06/03 09:45:00 GMT+2 ultima modifica 2013-06-03T15:24:00+02:00

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