Difesa del suolo, costa e bonifica

COASTANCE

Strategie di azione regionale contro l'erosione costiera e gli effetti dei cambiamenti climatici per una pianificazione costiera sostenibile nel bacino del Mediterraneo Progetto finanziato dal Programma MED (n° Id: 1G-MED08-62)

Coastance

Acronimo: COASTANCE
Durata: 3 anni (Aprile 2009 - Marzo 2012)
Budget totale: circa 1,9 M€

Partner:

  1. Regione Macedonia dell’Est –Tracia - GR (Capofila)
  2. Regione Lazio - IT
  3. Creta - GR
  4. Département de l’Hérault - FR
  5. Regione Emilia-Romagna - IT
  6. Regione Languedoc-Roussillon - FR
  7. Generalitat de Andalusia - ES
  8. Ministry of Communications and Works of Cyprus - CY
  9. DUNEA, Regional Development Agency - HR

 

COASTANCE nasce e si sviluppa a partire dai risultati di precedenti progetti Europei, in particolare di BEACHMED (INTERREG 3B Medocc), BEACHMED-e (INTERREG 3C sud) e SAFECOAST (INTERREG 3B North sea), che hanno sviluppato i temi della protezione costiera, i primi due per il bacino del Mediterraneo, il terzo per il Mare del Nord, e dell’iniziativa EUROSION, commissionata dalla DG Ambiente della Commissione Europea, che ha evidenziato lo stato, gli impatti e l’evoluzione dell’erosione costiera in Europa.

Le coste del Mediterraneo sono naturalmente soggette a fenomeni erosivi generati dall’azione delle onde e dalle variazioni del livello del mare. Questi processi naturali sono amplificati dalle mareggiate, legate alle variazioni del clima meteo-marino, spesso responsabili anche di eventi di sommersione dell’entroterra.

Nella costruzione dell’ambiente costiero giocano diversi fattori ambientali (mare, vento, clima, trasporto fluviale ecc) che, interagendo fra loro, mantengono il sistema in equilibrio dinamico. Sempre più spesso questi fattori naturali sono influenzati e modificati dall’attività dell’uomo.

L’irrigidimento della fascia costiera causato dall’urbanizzazione e dall’uso intensivo a scopo economico del territorio, la costruzione di infrastrutture che bloccano il naturale transito dei sedimenti lungo costa (moli, darsene ecc.), sono fattori che amplificano il rischio di erosione e di sommersione. Inoltre, gli interventi di difesa della costa storicamente si sono basati sulla costruzione di opere di difesa rigide (scogliere, pennelli, difese radenti ecc.), che, se da un lato hanno difeso il territorio, dall’altro hanno spostato il problema dell’erosione ai litorali ai lati delle opere stesse, creando un effetto domino che, ad esempio, in Emilia-Romagna ha portato in 70 anni alla costruzione da parte dello Stato di circa 60 km di opere di difesa rigide.

Negli ultimi anni a questo approccio di tipo “rigido” si sta andando lentamente sostituendo un approccio “morbido”, con sistemi di difesa a minor impatto ambientale come ad esempio i ripascimenti con sabbie litoranee e giacimenti sottomarini. Gli effetti dei cambiamenti climatici (aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi di mareggiata, aumento del livello del mare, ecc.) hanno un maggiore impatto dove sono presenti coste basse e sabbiose, che, oltre ad essere più esposte agli eventi meteo-marini, spesso sono anche più densamente urbanizzate.

Bisogna considerare inoltre che in tutto il bacino del Mediterraneo si stima che nel 2025 la popolazione totale nelle regioni costiere aumenterà di 31 milioni di abitanti rispetto al 2000 (Plan Bleu report 2006 e 2008). Alcuni studi scientifici prevedono inoltre che il riscaldamento globale avrà impatto a lungo termine sul bacino del Mediterraneo determinando un aumento dell’intensità degli eventi climatici estremi e delle temperatura di almeno 1°C entro il 2025. Il bacino del Mediterraneo, infatti, è identificato dall’International Panel on Climate Change (IPCC) come zona a “rischio di ingressione marina, erosione costiera e di deterioramento del territorio (Comunicazione dalla Commissione al Consiglio dell’europarlamento – Verso una politica marittima integrata per un migliore governo del Mediterraneo – COM (2009) 466 – 11/09/2009).

Appare chiaro quindi che per combattere l’erosione costiera e il rischio da sommersione bisogna avere un approccio ampio in cui, in relazione alle variazioni climatiche attese a medio-lungo termine, si sviluppino piani territoriali costieri in grado di gestire in maniera sostenibile i sedimenti, prestando particolare attenzione all’impatto ambientale che l’intervento umano sulla costa può determinare.

Per raggiungere questi obiettivi il progetto COASTANCE si articola in 5 componenti.

La prima di gestione e coordinamento delle attività, la seconda di divulgazione e diffusione dei risultati ottenuti.

Le seguenti componenti sono quelle operative:

COMPONENTE 3 (Responsabile: Departement de l’Herault) Rischio costiero: sommersione ed erosione.
Consiste in due fasi. Nella fase A si analizzeranno gli scenari futuri dell’evoluzione costiera in relazione alle variazioni climatiche attese, mentre nella fase B si predisporranno raccomandazioni sull’uso di nuove tecnologie e metodi per prevedere il rischio costiero da erosione e sommersione.

COMPONENTE 4 (Responsabile: Regione Emilia-Romagna) Piani di azione territoriale per la gestione della difesa costiera.
Consiste in 3 fasi. La fase A andrà ad analizzare lo stato dell’arte delle esperienze regionali sulla conoscenza del territorio e sulle sue risorse (pratiche di gestione dei litorali, caratterizzazione dei tratti costieri, conoscenza dei depositi disponibili per il ripascimento delle spiagge, stima del trasporto solido fluviale, ecc). La fase B svilupperà tutti quegli elementi che caratterizzano un piano di gestione dei sedimenti definendo raccomandazioni e buone pratiche per la gestione e la manutenzione dei sedimenti di spiaggia (aspetti ambientali, tecnologie di sfruttamento ecc.). Infine, nella fase C, tutte le informazioni raccolte nelle precedenti fasi permetteranno di sviluppare i piani territoriali per la gestione della difesa costiera.

COMPONENTE 5 (Responsabile: Regione Lazio) Linee guida per gli studi di impatto ambientale nell’ambito dei piani e delle opere di difesa costiera.
L’obiettivo è quello di sviluppare specifiche linee guida tecniche per le amministrazioni pubbliche responsabili dei piani difesa/gestione della costa, quali supporto per le procedure di VIA (valutazione di impatto ambientale) e di VAS (valutazione ambientale strategica). Consiste in due fasi. La fase A studierà le esperienze già consolidate nell’ambito degli studi di impatto ambientale per le opera o i piani a livello comunitario. Nella fase B saranno sviluppate le linee guida per gli studi di impatto ambientale.

Risultati attesi

1. Capitalizzazione delle conoscenze e delle risorse già acquisite nell’ambito della difesa costiera:
a. tecnologie sostenibili per lo sfruttamento dei depositi sabbiosi (dietro gli sbarramenti fluviali, sottoflutto nei moli, depositi fossili sottomarini ecc) sviluppate nei progetti EUROSION, BEACHMED e nei sottoprogetti GESA e RESAMME di BEACHMED-e;
b. tecnologie sostenibili per la protezione e l’adattamento delle coste (monitoraggio del clima meteo-marino, ripascimento delle coste, difese morbide ecc.) basate sui progetti EUROSION, BEACHMED, PLANCOAST, CADSEALAND e sui sottoprogetti NAUSICAA, MEDPLAN e ICZM-MED di BEACHMED-e;
c. studi di impatto ambientale delle nuove tecnologie di difesa costiera (attività di dragaggio, lavori di ripascimento, ecc.) e valutazione ambientale strategica dei piani costieri basata su BEACHMED e sui sottoprogetti EUDREP e POSIDUNE di BEACHMED-e
2. Azioni di pianificazione a lungo e medio termine per l’adattamento delle zone costiere agli effetti dei cambiamenti climatici, in linea con la direttiva EU 2007/60/E
a. sviluppo di piani d’azione territoriale per l’adattamento delle zone costiere ai cambiamenti climatici, per prevenire gli effetti dell’erosione e i rischi da sommersione: analisi dei fenomeni erosivi e di sommersione, piani di gestione della difesa costiera, linee guida e raccomandazioni per lo sviluppo di piani di gestione della difesa costiera basati sui progetti europei SAFECOAST, COMRISK e MESSINA.
b. definizione dei piani di gestione dei sedimenti sia per lo sfruttamento dei depositi litoranei sia per lo sfruttamento di quelli off-shore (ubicazione, caratterizzazione, tecnologie di sfruttamento, trattamenti necessari, ecc.)
c. appropriati protocolli di valutazione degli impatti ambientali per assicurare le procedure giuste di intervento lungo le zone costiere.
d. coordinamento con le autorità competenti (GIZC e strumenti di pianificazione)

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pubblicato il 2013/06/03 09:44:27 GMT+2 ultima modifica 2013-06-03T11:44:00+02:00

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