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La Foresta di Sasso Fratino è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco

È il quarto sito dell’Emilia-Romagna a conseguire questo titolo. L’assessore Gazzolo: “Un grande risultato”
La Foresta di Sasso Fratino è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco

Foto di Alessandro Cappuccioni e Giordano Giacomini

Sale a 4 il numero dei siti Patrimonio mondiale dell’Umanità in Emilia-Romagna. La Foresta di Sasso Fratino, parte del parco delle Foreste Casentinesi, tra Santa Sofia e Bagno Romagna (FC), si aggiunge ai tre che già avevano meritato il prestigioso riconoscimento: il centro storico di Ferrara, le chiese paleocristiane di Ravenna e il Duomo di Parma. La decisione è stata presa nel corso della 41esima sessione della Commissione per il Patrimonio mondiale dell’Unesco, riunita in questi giorni a Cracovia, che ha deciso di estendere il riconoscimento già attribuito alle faggete dei Carpazi a quelle di altri 10 Paesi europei. Diventano così 12 i Paesi Europei con la presenza di siti naturali di faggete vetuste iscritti al Patrimonio mondiale: Italia, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina.

Il sito, ora denominato “Primeval Beech Forests of the Carpathians and Other Regions of Europe”, nasce nel 2007 quando 10 faggete dei Carpazi, tra Slovacchia e Ucraina ricevettero il riconoscimento, sotto la denominazione unica “Primeval Beech Forests of the Carpathians”.  A queste nel 2011 sono state aggiunte 5 faggete vetuste tedesche, con la precisa indicazione dell’Unesco di procedere l’ampliamento del sito ad altre nazioni europee. A seguito di questa indicazione è stato avviato nel 2013 un processo per elaborare entro il 2015 una proposta congiunta di tutti gli altri Paesi europei, al fine di includere nella rete altre faggete vetuste.

La Foresta di Sasso Fratino è entrata nella lista del Patrimonio mondiale insieme con altri 9 siti italiani, per una superficie totale di oltre 2 mila ettari: le faggete del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (a Villavallelonga-Valle Cervara, Lecce nei Marsi-Moricento, Pescasseroli-Coppo del Principe e Coppo del Morto, Opi-Val Fondillo); della Foresta Umbra (Parco Nazionale del Gargano), di Cozzo Ferriero (Parco Nazionale del Pollino), del Monte Cimino (Soriano nel Cimino) e di Monte Raschio (Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano).

“Si tratta di un grande risultato per l’intero Parco nazionale delle foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna – afferma Paola Gazzolo, assessore regionale alle politiche ambientali e alla montagna –. La straordinaria bellezza e la grande biodiversità dell’Emilia-Romagna sono il valore aggiunto della nostra terra e la decisione dell’Unesco lo conferma: è su questi elementi che stiamo lavorando per costruire le condizioni per il pieno rilancio dell’Appennino, facendo leva sulle ricchezze naturalistiche, culturali e storiche”.

La Foresta di Sasso Fratino
Estesa su un’area di quasi 800 ettari dalla spiccata naturalità, l’antichissima foresta comprende enormi faggete tra le più antiche del territorio regionale e dell’intera Europa, con quasi 500 anni di vita. Occupa un angolo suggestivo quanto impervio del versante romagnolo delle Foreste casentinesi dove, nel 1993, è stato istituito il primo Parco nazionale in Emilia-Romagna. Già nel 1959 era stata riconosciuta – anche in questo caso primato nazionale – come riserva integrale grazie all’azione propulsiva del Corpo forestale dello stato, ora confluito nei Carabinieri: da allora è possibile accedervi solo per motivi di studio e di sorveglianza. Nel 1986, inoltre, è stata insignita del diploma del Consiglio d’Europa, attribuito alle migliori aree protette del vecchio continente. Oltre che essere particolarmente spettacolare, la faggeta conserva una grande ricchezza in termini di biodiversità ed è oggetto continuo di studio e di nuove scoperte scientifiche. Sua caratteristica è la presenza di faggi e di abeti bianchi: questi ultimi sono stati impiantati dai monaci Camaldolesi che, guidati da San Romualdo, realizzarono prima l’Eremo e poi il noto Monastero a cavallo dello spartiacque appenninico tra Casentino e Romagna.

Link utili:
http://www.parcoforestecasentinesi.it/it/news/l%E2%80%99unesco-accoglie-le-faggete-del-parco

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Pubblicato il 14/07/2017 — ultima modifica 14/07/2017
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