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Tariffazione puntuale: verso un regolamento comune

Grazie al protocollo tra Regione, Anci e Altersir si stanno definendo gli strumenti per un’applicazione omogenea del sistema di gestione dei rifiuti

Metà dicembre. Manca poco alla presentazione della prima bozza del regolamento per il passaggio alla tariffazione puntuale, il sistema al centro del Piano regionale dei rifiuti: un sistema che permette di calcolare la bolletta in base a quanto indifferenziato si produce effettivamente, e che entro il 2020, così come dettato dalla legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare, dovrà essere accolto da tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna. Alla stesura del documento stanno lavorando i tecnici di Regione Emilia-Romagna, Anci e dell’agenzia territoriale per i servizi idrici e i rifiuti Atersir. Il testo sarà proposto a tutti i portatori di interesse; quindi si aprirà una fase di consultazione e condivisione per giungere alla sua approvazione a inizio 2018. Ma intanto una prima anticipazione la si ha avuta all’incontro organizzato il 20 novembre a Bologna per discutere gli strumenti e le opportunità della tariffazione puntuale. Presenti amministratori pubblici e i tecnici di Comuni, gestori di servizi e associazioni di categoria.

“Con la legge 16 abbiamo scelto di essere un laboratorio nazionale, allineandoci alle politiche ambientali europee – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo –. Siamo la prima Regione ad aver voluto una legge sull’economia circolare e saremo la prima ad avere la tariffazione puntuale. Stiamo costruendo le condizioni per continuare a crescere e a creare benessere, consumando meno risorse, ma anzi facendo sì che gli scarti diventino materia prima secondaria per nuovi cicli produttivi”.

All’incontro (“È il primo di un percorso che ci porterà al regolamento definitivo”, ha specificato l’assessore Gazzolo) sono state presentate alcune esperienze modello: quelle di Parma, di Carpi (Modena) e di San Giovanni in Marignano (Rimini), 3 dei 48 Comuni in cui la tariffazione puntuale è già realtà. Più che positivo, per tutti, il bilancio, pur con le difficoltà dovute a un passaggio – quello da una tassa come la Tari a una più equa tariffa a consumo – che richiede un “cambiamento culturale da parte dei cittadini e del sistema produttivo”, ha sottolineato Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara e presidente di Atersir, illustrando i termini del protocollo di intesa firmato con la Regione e l’Anci. “Vogliamo mettere a disposizione degli enti locali gli strumenti tecnici e normativi per un’applicazione comune e omogenea della tariffazione puntuale”.

“La gestione dei rifiuti è un tassello fondamentale per l’ambiente”, ha aggiunto Michele Giovannini, sindaco di Castello d’Argile e delegato di Anci Emilia-Romagna. Dei 48 Comuni dell’Emilia-Romagna in cui è già partita la tariffazione puntuale, 17 hanno Iren come gestore (2 a Piacenza e 15 a Parma), 8 hanno Aimag (tutti nel modenese), 2 Hera (uno a Bologna e uno a Rimini) e 21 nel ferrarese Clara. “Ma molti Comuni come il mio non hanno la forza di occuparsi di un tema complesso come i rifiuti, per cui il protocollo non potrà che aiutarci fornendoci un regolamento tipo per l’applicazione della tariffazione puntuale, condividendo le buone esperienze ed evitando di ripetere quegli errori che ci possono essere stati”.

“Stiamo facendo una gran lavoro di moderazione, dal momento che dobbiamo arrivare a un regolamento il quanto più possibile uniforme, che tenga conto delle diverse esperienze già in atto”, ha detto Pasquale Mirto di Anci Emilia-Romagna. Il regolamento disciplinerà la tariffazione puntuale “in maniera organica”, tenendo conto sia dell’ambito tariffario che di quello organizzativo. Di sicuro nel documento finale saranno presenti un sistema sanzionatorio e uno di incentivazione nei confronti di chi differenzia correttamente: “La tariffazione puntuale funziona solo se le persone percepiscono dei benefici diretti”.

L’esperienza di Parma
Quella di Parma è una tra le esperienze più significative. Parma è infatti la città più grande d’Italia per popolazione ad avere introdotto la tariffazione puntuale. Gli abitanti sono oltre 194mila distribuiti in 260 chilometri quadrati, con 96.141 famiglie e 12.2337 attività commerciali. “Dopo una prima sperimentazione nel 2014, abbiamo introdotto la tariffazione puntuale nel 2015 e nel giro di pochi anni siamo passati da 248 Kg per abitante all’anno di rifiuto indifferenziato a poco più di 110 kg, raggiungendo l’80% di raccolta differenziata”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Tiziana Benassi. A Parma la tariffazione puntuale si accompagna alla raccolta porta a porta. “Così abbiamo responsabilizzato i cittadini, introducendo un criterio di premialità e trasparenza”.

L’esperienza di Carpi
Meno rifiuti differenziati, meno costi per i cittadini, meno costi per l’amministrazione pubblica: sono i risultati ottenuti da Carpi, Comune del modenese in cui la tariffazione puntuale è stata introdotta nel 2015 – insieme agli altri Comuni dell’Unione, Novi e Soliera –, interessando 100mila abitanti complessivamente.  “Nel 2015 avevamo 450 Kg di rifiuto differenziato pro capite all’anno, ora siamo a 190, con l’80-85% di raccolta differenziata”, ha detto l’assessore all’Ambiente Simone Tosi. “Siamo partiti con il porta a porta già nel 2006, per cui la tariffazione puntuale ci è sembrata il passaggio naturale”.  A Carpi, Novi e Soliera l’80% delle famiglie ha avuto un risparmio rispetto alla Tari. Anche i Comuni stanno spendendo meno: “Si sono ridotti i costi di smaltimento, del servizio porta a porta e di ritiro dell’indifferenziato”.

L’esperienza di San Giovanni in Marignano
A San Giovanni in Marignano, comune dell’entroterra riminese di 10mila abitanti, la tariffazione puntuale si combina invece con una sistema di raccolta stradale con calotta. “Siamo stati i primi in provincia di Rimini a introdurre la tariffazione puntuale, ma il prossimo anno altri Comuni ci seguiranno – ha detto il sindaco Daniele Morelli –. Abbiamo iniziato la sperimentazione nel 2016, la formazione e l’informazione ai cittadini, a partire dalle scuole, sono state fondamentali”. E i risultati? “Abbiamo ridotto le tariffe dall’1,6 al 19% e aumentato la raccolta differenziata fino al 76%, ma il prossimo anno contiamo di fare anche meglio”, ha aggiunto l’assessore all’Ambiente Nicola Gabellini.

Link ai documenti e relazioni del convegno


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Pubblicato il 22/11/2017 — ultima modifica 22/11/2017
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