martedì 26.09.2017
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Torrente Uso, istituzioni e privati insieme per la gestione condivisa di risorse idriche e territorio

Il Contratto di fiume sarà aperto ad associazioni e rappresentanze economiche e sociali

Un Contratto di fiume per disegnare il futuro del torrente Uso che, lungo i suoi 49 chilometri, attraversa le province di Forlì-Cesena e Rimini. Questo il progetto che vede fianco a fianco la Regione Emilia-Romagna, i Comuni di Borghi e Sogliano in provincia di Forlì-Cesena, Poggio Torriana e Santarcangelo di Romagna nel riminese e che sarà aperto anche ad associazioni, rappresentanze economiche e sociali.

I Contratti di fiume sono accordi volontari per la gestione dei bacini fluviali che possono essere siglati tra Enti pubblici, privati e associazioni per perseguire il contenimento del degrado eco-paesaggistico e la riqualificazione dei corsi d’acqua. Lo scopo del contratto di fiume sul Torrente Uso sarà definire insieme un percorso di lavoro che veda nel corso d’acqua un elemento identitario per il futuro della vallata, capace di conciliare i vari utilizzi della risorsa idrica e del territorio.
“L’obiettivo è quello di giungere ad una governance condivisa e partecipata del torrente”- spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo - attraverso un’assunzione di responsabilità collettiva che porti a politiche innovative per la riqualificazione dell’intero bacino idrografico dell’Uso, tenendo in considerazione le esigenze dei territori e le aspettative delle comunità. Saranno chiamate a partecipare tutte le amministrazioni pubbliche e i soggetti privati interessati ponendo al centro del dibattito la conservazione di una buona qualità dell’ecosistema fluviale, la sicurezza idraulica, la tutela del patrimonio paesaggistico e naturalistico e la crescita economica sostenibile, attraverso l’individuazione di scelte e azioni di medio e lungo periodo”.

La Regione Emilia-Romagna, nel 2015, ha aderito alla Carta nazionale dei contratti di fiume: ad oggi sono stati firmati i contratti del Medio Panaro e del Marecchia e sono in corso i processi partecipati per Trebbia, Santerno, Chiusa di Reno e Bologna città d’acqua, Media Valle del Po.  A livello nazionale i contratti sono stati riconosciuti come strumenti volontari di programmazione negoziata per la gestione dei bacini fluviali.

 

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Pubblicato il 17/03/2017 — ultima modifica 17/03/2017
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