domenica 16.12.2018
caricamento meteo
Sections

I canali di Bologna tornano a vivere con il riutilizzo delle acque da depurazione

Navile e Savena Abbandonato. Gazzolo: “Modello di gestione delle risorse idriche da estendere ad altri territori"

Bologna, in passato ‘città delle acque e della seta’, è ancora all’avanguardia nella gestione delle risorse idriche. Questo grazie a un innovativo progetto di riutilizzo delle acque di depurazione - si parla di una portata oscillante tra i 300 e i 600 litri al secondo in uscita dall’impianto cittadino - in grado di garantire più qualità, da un punto di vista ecologico-ambientale, ai due principali canali del nodo idraulico bolognese, il Navile e il Savena Abbandonato.  Acqua di buona qualità, come certificano le ripetute analisi, che potrà essere il primo passo per il recupero ecologico e ambientale dei due canali. 

L’intervento è in linea con gli obiettivi di riuso del Piano regionale di tutela delle acque e nel rispetto degli standard di qualità dei corpi idrici fissati dalla Unione europea. Un progetto di durata triennale, frutto di un accordo di programma siglato tra Regione Emilia-Romagna, nel ruolo di promotore e coordinatore dell’operazione, la multiutility Hera e il Consorzio della Bonifica Renana.

I dettagli operativi e i primi risultati positivi del piano sono stati illustrati ieri in conferenza stampa dall’assessore regionale alle politiche ambientali, Paola Gazzolo, dal direttore Acqua di Hera, Franco Fogacci, e dal presidente della Bonifica Renana, Giovanni Tamburini

 

Perché il progetto

Il progetto, che coinvolge anche l’agenzia regionale Arpae e Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici i rifiuti), parte dalle sempre più frequenti crisi ambientali che hanno interessato negli ultimi anni il territorio bolognese a causa dei cambiamenti climatici.

Criticità che hanno comportato una drastica riduzione nel periodo estivo della portata idrica della rete dei canali cittadini, in particolare del Navile. Una rete che è alimentata dai prelievi dal fiume Reno, alla chiusa di Casalecchio.

La scarsità e il ristagno dell’acqua, specialmente d’estate, favoriscono la degradazione della sostanza organica presente sul fondo del canale con conseguente emanazione di cattivi odori che a più riprese hanno sollevato la protesta dei residenti. Da qui l’idea di mettere chi ha competenza sulla materia intorno ad un tavolo per porre rimedio al problema.

La soluzione trovata consiste nella messa a punto di un articolato piano per veicolare, attraverso una condotta idrica di proprietà della Renana, una quota consistente di acque in uscita dal depuratore Hera di Corticella - per una portata oscillante tra i 300 e i 600 litri al secondo, cioè fino al 40% della quantità totale - verso il Savena Abbandonato. In questo modo è possibile lasciar defluire più acqua verso il Navile nel tratto più problematico per le criticità ambientali, cioè nei quattro chilometri compresi tra via de’ Carracci e l’immissione nello stesso canale delle acque di scarico del depuratore Hera a Corticella. Per mettere a regime il sistema, Hera e la Renana hanno investito complessivamente 120 mila euro.

 

Il monitoraggio sulla qualità delle acque 

Il progetto è partito il 21 agosto scorso e in questi primi mesi di operatività sono stati prelevati dal depuratore Hera, che ha una potenzialità di 800mila abitanti serviti, oltre mezzo milione di metri cubi di acqua che sono così andati ad arricchire il bilancio idrico del nodo idraulico bolognese. 

Acqua di qualità, come certificato dai frequenti controlli eseguiti da Arpae in 8 stazioni di prelievo posti lungo il percorso dei canali cittadini, monitorando 19 parametri di natura fisico-chimica e microbiologica. In aggiunta la stessa Hera fa ripetuti controlli sulla presenza di contaminanti di natura batterica come escherichia coli e vari tipi di salmonella sull’acqua in uscita dal depuratore.

Grazie ad una gestione modulata del regime delle acque che ha consentito il mantenimento di una portata idrica minima di base, è stato inoltre osservato nel Navile il recupero di alcune funzioni ecologiche di base, preludio al ripopolamento del corso d’acqua da parte di piante e altre specie acquatiche.

Azioni sul documento
Pubblicato il 22/11/2018 — ultima modifica 22/11/2018
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it