sabato 20.10.2018
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Protezione civile, il governo approva la riforma del sistema nazionale

Si amplia il campo di azione e raddoppia la durata dello stato di emergenza. Gazzolo: “Una garanzia per tutto il Paese”

“Il via libera del Governo al decreto sul riordino della Protezione civile è un successo di tutti, del buon lavoro condotto insieme in questi mesi a cui l’Emilia-Romagna ha dato un contributo importante. È stato buono il metodo, quello della condivisione, che ha portato a un via libera unanime da parte dei vari attori del sistema, nessuno escluso. Sono buoni i contenuti, proprio perché ciascuno ha dato il meglio: dal ministero degli interni al Dipartimento nazionale di Protezione civile, dalle Regioni alle Province autonome, dai Comuni al volontariato. Ora abbiamo nuove regole che assicurano più velocità e più semplicità, quindi più efficacia ed efficienza”, dice Paola Gazzolo, assessore alla Protezione civile della Regione Emilia-Romagna, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma del settore.

In caso di calamità, arriveranno risposte immediate: il governo potrà dichiarare subito lo stato di emergenza a valle di una semplice valutazione speditiva, assegnando le risorse per gli interventi più urgenti, da integrare una volta ultimata la ricognizione del danno. Raddoppia inoltre la durata dello stato di emergenza, fino a un anno prorogabile di un altro anno, e si amplia il campo d’azione della Protezione civile: oltre al ripristino del danno potrà comprendere la riduzione del rischio residuo e gli interventi strutturali di mitigazione, se in linea con la programmazione e la pianificazione. 

“Si chiariscono i ruoli e la catena di comando e si afferma il principio di adeguatezza – precisa l’assessore – per cui ogni funzione di Protezione civile deve essere svolta a livello dell’ambito territoriale ottimale ritenuto più adeguato, anche sovracomunale. È valorizzato il ruolo delle Regioni, che avranno a disposizione più risorse grazie al nuovo Fondo regionale di Protezione civile, così come quello del volontariato. Insomma – conclude – a fronte delle evidenti conseguenze del cambiamento climatico, che ci pongono di fronte a nuove sfide, ora abbiamo gli strumenti per rendere più forte, efficace ed efficiente l’azione della Protezione civile: una garanzia per tutto il Paese”.

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Pubblicato il 02/01/2018 — ultima modifica 02/01/2018
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