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Tutte le novità del nuovo Codice della Protezione civile

Se ne parlerà lunedì 26 marzo a Bologna. Il convegno è indirizzato a tutte le componenti del sistema regionale e locale

Il rafforzamento delle funzioni del Servizio nazionale di Protezione civile per rendere più efficaci gli interventi di urgenza, l’introduzione di procedure più rapide per definire lo stato di emergenza in accordo con i territori, il potenziamento della fase di prevenzione e pianificazione mettendo ordine tra i diversi livelli di  competenze a livello locale, il miglioramento del ruolo del volontariato oltre alla valorizzazione della comunicazione ai cittadini, fondamentale per lo sviluppo di comunità resilienti. Sono solo alcune delle modifiche introdotte dal nuovo Codice della Protezione civile, approvato con il decreto legislativo n. 1/2018, entrato in vigore a febbraio.

Le novità del provvedimento saranno presentate lunedì 26 marzo, a Bologna, a tutte le componenti del sistema regionale e locale. L’incontro si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30 presso il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche (Sala plenaria, via Gobetti 101). L'iniziativa è stata organizzata per approfondire le i cambiamenti introdotti dal Codice, in attuazione della Legge 30/2017 che prevedeva il riassetto complessivo della normativa di Protezione civile.

Interverranno, tra gli altri, Fabrizio Curcio, consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri che introdurrà i lavori e presenterà le principali novità, Paola Gazzolo, assessore regionale alla Protezione civile, Angelo Borrelli, capo dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Fecci, presidente Anci a cui sono affidate le conclusioni.

Nella corso della mattinata è prevista una sessione di approfondimento sui diversi capitoli del Codice curata da Roberto Giarola e Paola Aiello, coordinatore e segretaria del gruppo costituito per la redazione del Codice presso il Dipartimento nazionale. In programma interventi di dirigenti del Dipartimento nazionale, autorità pubbliche e rappresentanti delle componenti del sistema regionale di protezione civile, tra cui Maurizio Mainetti, direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile.

Il convegno sarà anche l’occasione per fornire elementi di studio e riflessione finalizzati a  completare il processo di riforma a livello regionale a sindaci, volontari, forze dell’ordine, Vigili del fuoco, esponenti della comunità scientifica e di tutti i settori coinvolti nella sicurezza territoriale e protezione civile.

 

Le novità

Le novità del Codice in primo luogo riguardano la definizione più precisa e puntale della catena di comando e di controllo in caso di emergenza, per stabilire con precisione “chi fa cosa”.

Cambia anche la gestione delle emergenze di rilievo nazionale, che saranno affrontate secondo tre diverse fasi: la dichiarazione dello “Stato di mobilitazione”, che consente un intervento del sistema nazionale anche in fase preventiva; la “Dichiarazione dello stato di emergenza”, con la definizione di un primo stanziamento per le attività di soccorso e di assistenza alla popolazione; infine l’individuazione delle ulteriori risorse necessarie per proseguire le attività, a seguito della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento.

Altra importante novità: raddoppia - da 12 a 24 mesi  - la durata della dichiarazione di stato di emergenza. Infine viene introdotto inoltre un coordinamento delle norme in materia di volontariato, definendo in maniera più chiara i gruppi comunali di protezione civile e dando risalto alla partecipazione dei cittadini.

A livello nazionale, la prossima tappa sarà l’emanazione di apposite direttive del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa con la Conferenza unificata Stato-Regioni. Una di queste direttive andrà senz’altro dedicata al cosiddetto “ambito ottimale degli interventi”, cioè l’area territoriale che in base alle caratteristiche fisico-morfologiche, alla densità abitativa e alle dimensioni è quella in cui possono essere organizzate in modo più efficiente le funzioni e le attività di protezione civile. Vari interventi hanno poi richiamato la necessità di dotare l’Italia di una legge nazionale sulle grandi emergenze.

 

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Pubblicato il 26/03/2018 — ultima modifica 27/03/2018
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