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Piacenza, via allo stoccaggio di anidride carbonica

12.04.2012. Firmato in Regione il protocollo di intesa per un progetto nei comuni di Besenzone e Cortemaggiore.

12.04.2012

co2_stoccaggioVia libera alla realizzazione di un progetto stoccaggio di anidride carbonica in provincia di Piacenza, nel territorio comunale di Besenzone e Cortemaggiore. A stabilirlo un protocollo di intesa operativo firmato l’11 aprile a Bologna in viale Aldo Moro, tra la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Piacenza, il Comune di Besenzone e il  Comune di Cortemaggiore ed Eni Spa. Erano presenti alla firma l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore regionale alla protezione civile Paola Gazzolo, il sindaco di Besenzone Luigi Garavelli, il sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta, l’assessore Sergio Bursi della Provincia di Piacenza, dirigenti di Eni.

“Lo stoccaggio di  CO2 - ha evidenziato l’assessore Muzzarelli - è una delle tecnologie che la Commissione Europea ha individuato nel cosiddetto ‘Pacchetto Clima-Energia 20-20-20’, che è il punto di riferimento del piano attuativo del Piano Energetico Regionale per il 2011-2013. Il progetto ha quindi una doppia valenza: energetica e scientifica, ed ai suoi risultati sono interessati tanti laboratori della Rete regionale per l’Alta tecnologia, in prima fila per coniugare sviluppo ed ambiente, per contribuire a risparmio ed efficienza energetica, e a nuove prospettive occupazionali nel territorio”.

L’assessore regionale Paola Gazzolo ha evidenziato che: “verrà utilizzato un sistema di monitoraggio geologico, idrogeologico e sulle diverse matrici ambientali (aria, acqua e suolo) i cui dati saranno trasmessi al servizio geologico e all’Arpa Emilia-Romagna per tutto il periodo di sperimentazione e nelle fasi successive”. 

L’attività di sequestro e stoccaggio dell’anidride carbonica è considerata strategica nell’ambito della politica energetica europea in quanto si tratta di una tecnologia che potrà contribuire a mitigare i cambiamenti climatici permettendo la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Un progetto sperimentale che rimette al centro l’impegno dell’Italia nel contesto delle politiche energetiche dell’Unione Europea. 

Cosa prevede il Protocollo


Il progetto ha già ottenuto il giudizio favorevole di compatibilità ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Eni, oltre al rispetto delle procedura previste, contribuirà a riqualificare le aree interessate, tra l’altro con la realizzazione di impianti fotovoltaici, che saranno previsti in specifiche convenzioni tra la stessa società ed i due Comuni interessati.

Il Protocollo ha durata di quattro anni e un tavolo tecnico di monitoraggio seguirà ogni fase di applicazione dell’intesa raggiunta.

Il protocollo sottolinea in particolare i due obiettivi del progetto: da un lato, verificare, mediante il test di iniezione della CO2, la possibilità di migliorare l’indice di efficienza allo stoccaggio del “Pool A” e rendere economico il suo completamento allo sviluppo a stoccaggio; dall’altro, utilizzare l’esperienza del progetto pilota per ottenere know how in merito alla iniezione della CO2 ed ai processi chimico-fisici connessi, contribuendo allo sviluppo di questa tecnologia (CCS: Carbon Capture and Storage) che rappresenta, al momento, una delle possibilità di riduzione delle emissioni di gas serra più interessanti nel medio termine.

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Pubblicato il 12/04/2012 — ultima modifica 12/04/2012
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