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Biodiversità, la tartaruga Erica è tornata libera

A Cesenatico (Fc) rilasciato il grosso esemplare di Caretta caretta recuperata nelle reti da pesca

Spesso queste storie passano in secondo piano, ma quella di Erica merita di essere raccontata. Si tratta di un grosso rettile appartenente alla famiglia delle Chelonioidea, che si era impigliata in una delle tante reti di pescherecci che operano nei nostri mari. Era in difficoltà respiratoria e motoria e dopo sei mei di cure di medici e fisioterapisti all’Ospedale delle Tartarughe di Riccione (Fondazione Cetacea) - scrive la stessa Fondazione in una nota stampa - è tornata in ottima salute.

E proprio nei giorni scopsi alla spiaggia di Ponente, a Cesenatico, Erica è tornata a nuotare in mare aperto. Per lei sono stati sei mesi intensi, di cure e amore per riportarla alla propria autonomia.

Il recupero appieno di questo rettile rientra nelle azioni del progetto Conoscere, Vivere, Proteggere l’Alto Adriatico, coordinato dal Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità Polo Adriatico e finanziato con il Bando Infeas 2017 – Agenzia Regionale Prevenzione Ambiente Energia della Regione Emilia-Romagna.

Il progetto ha come obiettivo diffondere la conoscenza della ricchezza in biodiversità dell’ecosistema marino costiero dell’Alto Adriatico e approfondire le problematiche legate a una gestione integrata delle zone costiere, in modo da promuovere e diffondere una responsabilità collettiva rispetto alla protezione e conservazione del territorio.

 

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Pubblicato il 17/05/2018 — ultima modifica 17/05/2018
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