giovedì 15.11.2018
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Educare alla sostenibilità ... oltre il muro!

A Cesena un'esperienza di educazione alla cittadinanza attiva e alla convivenza sociale realizzata a scuola

Ecco la storia di un insolito e straordinario muro che ci permette di affrontare un tema di grande attualità: l’accoglienza e l’integrazione dei profughi residenti nel nostro paese.

Generalmente pensiamo a un muro come la metafora di una separazione. Quello di Berlino, ad esempio, venne costruito dalla Repubblica Democratica Tedesca per impedire la libera circolazione di persone provenienti da Berlino e quindi dalla Repubblica Federale di Germania.

Nel nostro caso il “nostro” muro unisce in quanto diventa il protagonista di una importante percorso di coesione sociale i cui protagonisti sono andati oltre la semplice lezione didattica. Da una parte gli alunni e le alunne della Scuola Primaria di San Vittore, plesso del 2° Circolo di Cesena, dall’altra i ragazzi del Centro di Accoglienza Straordinaria della Confraternita delle Misericordie della Valle del Savio. Tutti insieme appassionatamente hanno realizzato il percorso educativo promosso dal CEAS, Centro di Educazione alla Sostenibilità del Comune di Cesena, in collaborazione con la cooperativa Controvento, attività che rientra tra quelle supportate dal Piano Triennale della Regione Emilia-Romagna (che ha fra le priorità l'educazione alla dimensione sociale della sostenibilità).

Diverse le attività realizzate, dalla conoscenza alla realizzazione del traforo, dalla costruzione di mosaici fino allo svolgimento di un laboratorio di narrazione reciproca di storie tipiche della tradizione italiana e africana. Quest’ultima idea è nata nel precedente anno scolastico per fare tesoro di questo scambio culturale: scrivere in inglese la storia africana della tartaruga e del suo carapace e in italiano quella della volpe e della cicogna.

In ultimo, ma non per importanza, dal progetto di educazione alla cittadinanza attiva “Sbuco passotto” realizzato sempre dal CEAS cesenate in collaborazione con l'esperta Nadia Fellini di Controvento, si è giunti all’idea di abbellire un muro nel cortile della scuola per lavorare insieme, per aiutarsi attivamente, per dire che si può creare un mondo migliore partendo da piccole cose. L’aiuto dei genitori nella pulizia dell’imbiancatura – aspetto non indifferente e scontato - ha creato le basi per la realizzazione di un murales che rappresentasse le due storie citate. Ovvero Due storie, due mondi apparentemente così lontani, ma in realtà così vicini, uniti da un variopinto arcobaleno. Mani bianche, mani scure per raccontare i destini dell’uomo. L’animatore dei profughi, Paolo Bruzzi, ha contribuito alla bozza del murales che oggi testimonia il lavoro in comune con i suoi vivaci colori. Non potevano mancare tanti fiori, le impronte di tutti i 147 alunni della scuola a riempire il prato con le tinte della loro allegria. Un’esperienza impegnativa - ma estremamente entusiasmante - che ha gettato bei semi di solidarietà, dialogo e amicizia che piccoli e grandi ricorderanno.

Il percorso educativo, per il suo spessore, è stato anche ripreso e montato in una video-lezione che, in accordo con il Piano Triennale della Regione Emilia-Romagna, servirà a formare gli educatori della Rete dei CEAS della Regione Emilia Romagna su come educare bambini e ragazzi alla dimensione sociale dalla sostenibilità.

 

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Pubblicato il 15/06/2018 — ultima modifica 15/06/2018
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