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Parchi, foreste e Natura 2000

Area di riequilibrio ecologico Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano

Istituita nel 2011.
Superficie: 79 ettari
Provincia di Ravenna. Comuni di Lugo e Fusignano.

foto: Scorcio del Canale vicino al Ponte delle Lavandaie. (Autore Giovanni Bartolotti)L’area è costituita dall'insieme di alcuni siti di alta valenza naturalistica, collegati con il corridoio ecologico rappresentato dal Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano.
Questi siti sono rappresentati dal "Parco del Loto", dalla "Ex cava Gattelli", dalla vasca di laminazione del canale Brignani in Comune di Lugo, e dal "Bosco di Fusignano", dalle "Buche Gallamini" e dalle "Cave ex-fornace" in Comune di Fusignano.
Il Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano parte dal torrente Senio a Castelbolognese e si immette nel fiume Reno in comune di Alfonsine. Di importanza storica venne realizzato in concomitanza ai mulini, e in particolare il tratto Bagnara-Lugo risale al 1470.
Tracciato in quota per aumentare la forza motrice dell’acqua, alimentava per mezzo di derivatori i mulini di Lugo e si immetteva, seguendo l’attuale tracciato della Via Canal Vecchio, nelle valli a nord (nel 1470 le sue acque venivano deviate al mulino di Fusignano ). Il canale, che pure è di formazione antropica, rappresenta un importante corridoio ecologico, essendo uno dei rari luoghi della pianura nella quale rimangono alcune testimonianze relitte di naturalità.
Sia nel sito "parco del Loto" sia nelle "ex cave Gattelli", nelle aree da più tempo inutilizzate, si è sviluppato il processo di evoluzione verso una possibile copertura vegetale completa di ricostruzione dalla terra nuda al climax: ne è esempio il boschetto ripariale e i passaggi intermedi prato, pseudo macchia, sub-climax e paraclimax.
Il parco del Loto è situato in ambito urbano a ridosso del Canale dei Mulini, oggi preziosa unità di paesaggio può essere considerato un ganglio secondario importante tra l’area edificata e il territorio agricolo.
Il Nelumbo nucifera o fiore di loto, da cui il nome del parco, è una pianta idrofita naturalizzata, monofitica, impiantata per la produzione del fiore.
Nel periodo estivo ricopre con un doppio strato di foglie emergenti (peltato-orbicolate) quasi tutta la superficie dell'acqua, compatibilmente con la profondità esistente nel laghetto (non oltre i metri 2,50).
Le foglie caratterizzate da eliotropismo e di ampie dimensioni, impediscono l'irraggiamento solare diretto superficiale dell'acqua, favorendone il contenimento dell'evaporazione estiva, abbassandone quindi la temperatura: fenomeno utile alla fauna ittica.
Tra gli alberi autoctoni presenti vi sono alcuni esemplari di pioppo bianco (Populus alba), che è la specie dominante nel boschetto igrofilo ripariale, anche se mescolato a pioppo nero (Populus nigra), pioppo tremulo (Populus tremula) e salice bianco (Salix alba).
Il sottobosco luminoso, rado e ben stratificato, comprende plantule di specie arboree di varie età, mescolate a cespugli alti di sambuco (Sambucus nigra).
Nei lati declinanti verso il lago vi sono acero campestre (Acer campestre), agazzino (Pyracantha coccynea), biancospino (Crataegus monogyna), corniolo (Cornus mas) e canneti a canna di palude (Phragmites communis).
foto: Visione primaverile del sentiero che costeggia il bacino del Parco del Loto (autore Giovanni Bartolotti)L'ambiente vegetale ha ricolonizzato l’area in breve tempo grazie alle peculiarità del terreno e microclimatiche, richiamando così anche gli animali (insetti, anfibi, uccelli) che in questa vegetazione fluvio-lacustre-ripariale trovano il loro habitat naturale.
La presenza di alcuni uccelli, tra cui i nidificanti (tarabusino, usignolo di fiume, cannaiola), sottolinea le ottime caratteristiche attrattive e di stazionamento ambientale, tanto per i caratteri climatici e vegetazionali, quanto per il contenuto livello di inquinamento del sito.
Nel periodo di passo è interessante la presenza del colombaccio, e durante lo svernamento è frequente il pettirosso (Erithacus rubecula).
Nell’ex-cava Gattelli le sponde del bacino sono dominate da un bosco ripariale dominato da pioppo bianco (Populus alba) e salice bianco (Salix alba), con pioppo nero (Populus nigra) e pioppo tremulo (Populus canescens).
Le rive sono ricoperte di canneti di canna di palude (Phragmites australis) e tifa maggiore (Typha latifolia).
Tra le erbe di margine si segnalano Symphytum officinale, Eupatorium cannabinum, Lythrum salicaria, Pulicaria disentherica.
Le aree marginali, al livello del piano di campagna ed esterne al bosco ripariale, sono caratterizzate da prati ruderali di scarso pregio, con graminacee ed altre specie erbacee comuni.
Il bosco di Fusignano è un’area rimboschita di recente e la fauna e la flora esistenti sono sostanzialmente quelle dei coltivi e dei margini degli stessi, laddove questi sono confinanti con siepi o giardini.

Ente di gestione

Comuni di Lugo e Fusignano.

Atto istitutivo

Cartografia

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 17/05/2016
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