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Parchi, foreste e Natura 2000

MaB - Man and the Biosphere in Emilia-Romagna

Delta del Po e Appennino Tosco Emiliano riconosciute Riserve della Biosfera Unesco.

LogoMaBIl Delta del Po e l’Appennino Tosco Emiliano sono diventati Riserve della Biosfera dell’Unesco il 9 giugno scorso, quando a Parigi si è riunito il Comitato internazionale del Programma MaB. Questa prestigiosa qualifica, di cui possono fregiarsi solo 13 riserve italiane e 651 nel mondo, impreziosisce due vastissime aree di inestimabile valore storico, culturale e ambientale.

Il Delta del Po e l’Appennino Tosco Emiliano sono due sistemi territoriali molto diversi, accumunati dal riconoscimento di una storica ed equivalente relazione fra la comunità umana e gli ecosistemi naturali e da quest’anno ancora più impegnati a promuovere le attività di ricerca, sperimentazione, formazione ed educazione per approfondire le conoscenze sulla biodiversità e migliorare il benessere complessivo delle popolazioni residenti.

 

UN PATRIMONIO DELLA STORIA, UN FUTURO DA COSTRUIRE

MabToscoemiliano
Foto: il presidente Giovanelli e l'Assessore Gazzolo al convegno sul Mab ad Expo 2015
L’Appennino Tosco Emiliano è entrato a pieno diritto nella Rete delle riserve ‘Uomo e Biosfera’ MaB UNESCO.  L’area coinvolta ha una superficie di oltre 230.000 ettari, 10 volte più ampia del Parco nazionale, racchiusa quasi come in un cerchio intorno al tratto di crinale tosco emiliano che va dal Passo della Cisa a quello delle Radici. Interessa 38 comuni, appartenenti a 5 provincie e 2 regioni, la Toscana e l’Emilia, che sono di per sé sinonimo di diversità reciproca e di grandi valori culturali e umani.

Le vette dell'Alpe di Succiso, del Monte Prado e del Monte Cusna superano i 2000 metri, le foreste lasciano il posto alle rocce, ai laghi e alle praterie d'alta quota. Più in basso, sul versante emiliano, l'inconfondibile Pietra di Bismantova domina il paesaggio con le sue pareti verticali.  Vanta una straordinaria ricchezza di ambienti, dalle praterie alle brughiere a mirtillo alle vette più impervie; e ancora laghi, cascate, torrenti, pareti rocciose; animali come il lupo, il muflone, il capriolo, l'aquila reale e rarità botaniche che fanno di intere zone veri e propri giardini botanici naturali. Il valore turistico di quest'area naturale punta anche su prodotti e servizi di qualità, eccellenti strutture per le attività sportive e il relax. Nelle aree di collina, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma guidano una serie di 64 prodotti Doc, Igp e tradizionali che connotano il paesaggio e l’economia.

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UNA SIMBIOSI TRA TERRA, UOMO E ACQUA

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Foto: la penisola di Boscoforte (autore Milko Marchetti)
L’area MaB del Delta del Po è molto estesa e comprende territori sia del Veneto che dell’Emilia-Romagna con una superficie complessiva di circa 138.000 ettari, il 30% dei quali in Emilia-Romagna.

Il riconoscimento come Riserva della Biosfera è il tassello che mancava al Delta del Po, un territorio dove spiccano le eccellenze dei siti Unesco di Venezia con le sue lagune, di Ferrara e le sue zone deltizie, di Ravenna e i suoi monumenti paleocristiani.

Entrambe le regioni interessate hanno tutelato e valorizzato i rispettivi territori istituendo, in tempi diversi, due parchi regionali: il Parco regionale Veneto del Delta del Po (1997) che comprende quasi interamente il delta geografico ed ha un’estensione di 12.000 ettari situati interamente nella Provincia di Rovigo e il Parco regionale Delta del Po Emilia-Romagna (1988) che si sviluppa a partire dal corso del Po fino alle saline di Cervia e comprende il delta storico per un area complessiva di 53.978 ettari di territorio, tra le provincie di Ferrara e Ravenna.

Buona parte del territorio è ricompreso nei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) di Rete  Natura 2000: numerose zone umide, habitat costieri, cordoni dunosi, aree boscate e pinete ed è ricco di biodiversità per le sue specie animali (fauna, fauna minore, ittiofauna, uccelli, anfibi, rettili) e floristico vegetazionali.

Il paesaggio del Delta è stato riconosciuto nel 1999 dall'Unesco paesaggio culturale di valore mondiale non solo per le sue riserve naturali, ma per la matrice ecosistemica complessiva.

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Pubblicato il 27/11/2015 — ultima modifica 11/05/2016
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