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Parchi, foreste e Natura 2000

Parco nazionale Appennino Tosco-Emiliano

Splendide montagne dall'incredibile varietà botanica in un grande parco tra Emilia e Toscana

Logo ParcoCarta di identità
Istituito nel 2001.
23.613 ha di parco (16.336 ha in Emilia-Romagna, 7.277 ha in Toscana). Province di Parma, Reggio Emilia (Emilia-Romagna), Lucca, Massa Carrara (Toscana). Comuni di Corniglio, Monchio delle Corti (PR), Busana, Collagna, Ligonchio, Ramiseto, Villa Minozzo, Castelnovo ne' Monti (RE), Giuncugnano, San Romano di Garfagnana, Villa Collemandina (LU), Bagnone, Comano, FilattieraFivizzano, Licciana Nardi (MS) (Toscana).

foto: Val d'Ozola - autore F.Ferretti - archivio ParcoLa vasta area protetta tra Emilia e Toscana comprende gran parte della montagna reggiana con gli imponenti massicci dei monti Prado, Cusna e Alpe di Succisio, che raggiungono i 2000 m, e le alte valli di Parma, Enza e Secchia, alle quali si contrappongono quelle toscane di Magra e Serchio. Il parco nazionale ha riunito precedenti parchi e riserve naturali sui due lati della dorsale appenninica, creando un'entità di grande valore naturalistico, paesaggistico e storico. L’Appennino Tosco Emiliano è entrato a pieno diritto nella Rete delle riserve ‘Uomo e Biosfera’ MaB UNESCO il 9 giugno 2015.  L’area coinvolta ha una superficie di oltre 230.000 ettari, 10 volte più ampia del Parco nazionale, racchiusa quasi come in un cerchio intorno al tratto di crinale tosco emiliano che va dal Passo della Cisa a quello delle Radici.
Dalle cime si aprono grandi panorami su praterie di vetta, brughiere, boschi di faggio e conifere, valli profonde e impetuosi corsi d'acqua, tranquilli laghetti montani e preziose torbiere. Tra la fauna spiccano l'aquila reale e il lupo, da anni stabile negli angoli più selvaggi, e grandi mammiferi come cervo, cinghiale e capriolo, numerosissimi uccelli e anfibi di tipo alpino. L'incredibile varietà botanica del parco comprende specie endemiche e relitti glaciali, per la ricchezza di specie alcuni rilievi sono considerati veri e propri giardini botanici naturali. Le valli reggiane di Secchia, Riarbero e Ozola sono caratterizzate da orridi delimitati da ripide pareti arenacee, mentre più a est, nella valle del Dolo, si estendono i boschi di faggio e abete dell'Abetina Reale, un tempo di proprietà degli Este. Lungo il Secchia affiorano i gessi triassici e si staglia l'inconfondibile profilo della Pietra di Bismantova, di dantesca memoria. Le valli custodiscono tradizioni di rilievo, come quella dei Maggi, un'antichissima forma di teatro epico popolare, e la loro storia millenaria si esprime nei borghi montani e nelle testimonianze legate ai pellegrinaggi medievali o alla vita di boscaioli, taglialegna, carbonai e pastori. Molto sviluppata è la rete di rifugi e sentieri, da percorrere anche a cavallo o in mountain bike, con i centri visita e le stazioni sciistiche. Numerosi i prodotti tipici di qualità: parmigiano-reggiano e pecorino di montagna, pani e dolci rustici, castagne, mirtilli e altri frutti di bosco, miele e funghi.

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Pubblicato il 14/12/2011 — ultima modifica 27/11/2015
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