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Parchi, foreste e Natura 2000

Geomorfologia

Parco regionale Vena del Gesso Romagnola

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Cristalli e reperti fossili


foto: vari tipi di fossili presso i calanchi di Brisighella - autore F. Liverani (Archivio Servizio Parchi)Le vicende geologiche che hanno portato alla formazione della Vena rimandano agli scenari irreali del Messiniano, quando la chiusura dello stretto di Gibilterra arrivò quasi a prosciugare il Mar Mediterraneo, trasformandolo in una profonda depressione bianca di sali. Molti degli interrogativi sull'origine del gesso, uno dei sali disciolti nell'acqua marina che evaporarono nel corso di questo straordinario evento, hanno trovato risposta proprio nei 16 strati che affiorano con spettacolare continuità lungo la Vena, dove i geologi hanno potuto raccogliere importanti indizi sulla genesi dei gessi messiniani. La scoperta di frammenti vegetali all'interno dei cristalli ha inoltre confermato che la formazione del gesso avvenne in mari bassi e caldi, nei quali i cristalli si accrescevano all'interno di tappeti di alghe. Gli strati di gesso, inoltre, sono separati da spessori di argille scure che a volte emanano odore di petrolio per l 'abbondante presenza di resti fossili di pesci.

I fenomeni carsici

Lungo la Vena sono attivi i fenomeni carsici legati alla solubilità del gesso, in virtù dei quali le acque meteoriche scorrono in superficie solo per brevi tratti per poi essere convogliate nel sottosuolo da fratture, crepacci e inghiottitoi. E' per questo che le superfici esterne della dorsale hanno subito e continuano a subire uno smantellamento erosivo molto più lento rispetto alle aree circostanti e la Vena presenta un rilievo tanto spiccato, mentre in profondità si aprono estesi e complessi sistemi di grotte, con pozzi e gallerie di straordinaria bellezza. Nei gessi tra Santerno e Senio, a est della Riva di San Biagio, si sviluppa un sistema carsico che comprende l'abisso Lusa e l'inghiottitoio a Ovest di Ca' la Siepe, con le acque drenate dalle grotte che fuoriescono alla risorgente del rio Gambellaro. Nei gessi tra Senio e Sintria si trova un'altra area carsica di grande interesse che include il monte Tondo, dove vicino alle lacerazioni della cava si aprono gli ingressi di varie grotte ricche di testimonianze archeologiche, la spettacolare valle cieca del rio Stella (in origine rio d'stera, vale a dire sottoterra) che si approfondisce tra i monti della Volpe e Mauro, e numerose doline. Le acque drenate da queste zone riemergono nella risorgente del rio Basino, dove per un lungo tratto scorrono incassate in un singolarissimo canyon inciso nei gessi. Tra le numerose doline che movimentano l'area tra Sintria e Lamone, infine, molto caratteristica è quella a fondo piatto chiamata Catino di Pilato, ai piedi di monte Rontana, dove si apre l'Abisso Fantini.

  

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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