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Parchi, foreste e Natura 2000

Geomorfologia

Riserva regionale Bosco della Frattona

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Un prezioso lembo di collina

La prima fascia di colline che oggi si vede ordinata in geometrici campi coltivati a cereali o foraggere, che si alternano ai frutteti, era un tempo occupata da estesi boschi misti, dei quali restano tracce solo nei documenti storici. I pochi tratti di bosco ancora esistenti aiutano, peró, a immaginare l'aspetto e la composizione di queste primitive formazioni. La riserva ha lo scopo di salvaguardare uno di questi lembi boscati che, pur modificato ancora in tempi recenti, mantiene caratteri floristici e vegetazionali di estremo interesse. Il Bosco della Frattona si estende quasi per intero sulla destra idrografica del Rio Correcchio, un affluente del Sillaro, che ne costituisce il confine naturale verso nord. L'esposizione é prevalentemente settentrionale e solo un limitato settore risale il versante opposto, relativamente piú caldo. Dalla parte alta (140 m) si scende velocemente verso le sponde del rio, con un dislivello di circa 60 m, e alcune brevi vallecole minori hanno versanti ancora piú ripidi e incassati. 

Le sabbie di Imola

L'area é compresa nel settore di affioramento di sabbie gialle, dette anche Sabbie di Imola, il cui caratteristico colore giallo intenso, quasi dorato, é dovuto a patine di ossidi di ferro che ne ricoprono i granuli. Le Sabbie di Imola sono una nota unità Geologica che si riferisce ai sedimenti di spiaggia dell'ultimo episodio marino avvenuto ai margini dell'Appennino, intorno a un milione di anni fa, quando una vasta insenatura occupava ancora l'odierna Pianura Padana. I litorali di questo golfo correvano lungo i primi rilievi collinari, dove erano localizzate anche estese piane costiere. Di grande interesse per la ricostruzione paleogeografica é la presenza, nelle sabbie imolesi, di straterelli con ciottoli calcarei e silicei che si possono incontrare solo alle foci dei fiumi che scendono dalle montagne marchigiane. E' possibile, infatti, ipotizzare che, a causa dei venti dominanti, lungo le spiagge adriatico-padane si producessero correnti marine costanti in grado di operare un trasporto lungo costa dei sedimenti fino alle spiagge emiliane: un fenomeno noto come "deriva litorale".

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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