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Parchi, foreste e Natura 2000

Storia

Riserva regionale Onferno

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Un tempo il nome della località era Inferno (dal latino infernum: luogo basso e oscuro, per la presenza di grotte). Solo agli inizi del secolo scorso venne mutato in Onferno dal vescovo di Rimini, che non desiderava una tale denominazione nella sua diocesi. Le prime notizie storiche si riferiscono alla Pieve di S. Colomba, nominata in una bolla papale di Innocenzo II (1136). A partire dal 1231, quando la pieve apparteneva alla chiesa riminese, compare in documenti storici anche il Castrum Inferni, che sorgeva sulla sommità dell'affioramento gessoso piú elevato. Il castello passó in seguito al Comune di Rimini, ai Malatesta e venne conquistato e distrutto da Federico da Montefeltro. Nella Descriptio Provinciae Romandiole del 1371, Inferno, con i suoi 20 nuclei famigliari, era il piú piccolo tra i castelli della Valconca. Nel medioevo altre località vicine erano sicuramente abitate, come attestano i toponimi Iola e Cella, che segnalano la presenza di dipendenze di monasteri, dove qualche monaco sovrintendeva alla coltivazione dei campi. Nel 1574, in occasione della visita a Onferno del vescovo di Rimini, venne tracciato un disegno che coglie con immediatezza gli elementi caratteristici della zona. Ai piedi della rupe boscata, sulla quale si innalza il borgo fortificato, appare la pieve, mentre un'altra chiesa sorge in località Cella; un segno grafico raffigura la Ripa della Morte, sovrastata da macchie boscate. Inferno compare anche in un documento sull'estrazione del gesso nell'entroterra riminese del 1689, a testimonianza che questa attività si é protratta per secoli, come integrazione della prevalente economia agropastorale. Nelle settecentesche mappe del Catasto Calindri il territorio della Comunità di Inferno non appare, nelle sue linee generali, molto diverso da oggi: quasi invariati sono i toponimi, la viabilità e l'uso del suolo; le abitazioni, invece, si concentrano soprattutto nel borgo. Solo nell'ultimo conflitto mondiale l'antico insediamento, gravemente danneggiato, perse la sua conformazione chiusa attorno a una piazza centrale; nel dopoguerra le nuove abitazioni e la parrocchiale vennero edificate un poco piú a valle.

  

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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