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Parchi, foreste e Natura 2000

Riserva regionale Parma Morta

Un rifugio per piante e animali della pianura in un ramo abbandonato del torrente.

Logo RiservaCarta di identità
Istituita nel 1990.
65 ha.
Provincia di Parma.
Comune di Mezzani.



Foto di apertura Riserva naturale Parma MortaNell'angolo nord-orientale della provincia di Parma, a breve distanza dal Po la riserva tutela un ramo abbandonato del torrente Parma, che negli ultimi secoli ha cambiato più volte percorso prima di confluire, come avviene oggi, nel grande fiume all'interno della golena destra. La Parma Morta, non più attiva dalla metà dell'Ottocento, è oggi una lunga e sottile zona umida di circa 5 km, testimonianza delle antiche dinamiche fluviali della pianura, oggetto di indagini storiografiche, oggi importante per la natura locale. Un striscia di canneto, fitti arbusti e alcuni grandi alberi che segnano l'antico percorso del torrente, sinuoso tra l'ampia estensione coltivata e gli ordinati pioppeti artificiali. Uccelli come tarabusino, usignolo di fiume, pendolino e altri piccoli animali come raganella e toporagno d'acqua, dipendono da questo lembo di territorio ancora naturale, non trovando più spazio nei coltivi e pioppeti circostanti. Anche la comunità animale di artropodi è ricca e diversificata: si sono rilevate numerose specie di molluschi, insetti e lepidotteri ormai molto rari nella pianura padana. Tra la flora caratteristica presente spiccano il raro campanellino estivo, il quadrifoglio acquatico (Marsilea) e l'utricularia, una pianta che vive sommersa catturando minuscoli animaletti e i suoi bei fiori gialli spuntano dalla superficie dell'acqua in estate. La riserva funge quindi come un vero e proprio serbatoio di biodiversità per la campagna parmense. La Parma Morta ha conservato fino a oggi, all'interno del sistema idrico locale, il ruolo di cassa di espansione per le piene del vicino collettore Parmetta. Attualmente si assiste a un progressivo abbassamento della falda superficiale, legato all'approfondimento dell'alveo del Po causato dall'estrazione di materiali sabbiosi, e in particolare durante l'estate l'ampiezza dell'alveo e il deflusso d'acqua si può ridurre, anche se interventi ancora in atto, sono tesi a garantire un livello minimo sufficiente.

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Pubblicato il 14/12/2011 — ultima modifica 28/05/2012
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