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Parchi, foreste e Natura 2000

Fauna

Riserva regionale Bosco di Scardavilla

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Mammiferi e uccelli

I dati delle ricerche compiute da Pietro Zangheri sono una testimonianza della notevole ricchezza faunistica di Scardavilla, che é stata parzialmente confermata da indagini recenti. L'antico bosco e gli arbusteti circostanti hanno infatti consentito la sopravvivenza di specie ormai relegate a biotopi di limitata estensione e nel contempo attirano una fauna variegata che nell'area protetta trova luoghi di rifugio e riproduzione per poi tornare a disperdersi negli ambienti limitrofi. Tra i mammiferi, per esempio, il tasso compie occasionalmente le sue scorribande in cerca di frutti e bacche di cui é ghiotto, mentre la faina, più tipicamente carnivora, cattura nidiacei, anfibi e invertebrati; tra gli ungulati é stato sporadicamente osservato il capriolo, in grande espansione nelle colline romagnole. Tra i piccoli mammiferi sono sicuramente presenti roditori come arvicola di Savi, topo selvatico e topolino delle case e insettivori come toporagno comune e crocidure (Crocidura suaveolens e C. leucodon).
Il ghiro frequenta i sottotetti delle abitazioni, come pure le due specie di chirotteri presenti: il rinolofo minore (Rinolophus hipposideros) e quello maggiore (R. ferrumequinum), di grande interesse protezionistico perché non molto comune in regione. Gli uccelli possono essere osservati soprattutto negli arbusteti ai margini del bosco, dove trovano cibo abbondante e luoghi di rifugio e nidificazione. Durante l'inverno é facile scorgere soprattutto scricciolo e pettirosso, ma in primavera l'abbondanza di specie é davvero notevole: usignolo, capinera, cinciarella, cinciallegra, saltimpalo, merlo, averla piccola, cardellino, ballerina bianca, zigolo nero e luí piccolo sono solo alcuni dei passeriformi che nidificano nella riserva e possono essere osservati o più spesso ascoltati nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Ai margini dei coltivi volano gazza e upupa, mentre addossato ai tronchi degli alberi deperienti, intento a cercare larve di insetti sotto la corteccia, non é raro scorgere il torcicollo. Tra i rapaci notturni é comune la civetta e sicura la nidificazione del barbagianni, che contribuisce a mantenere sotto controllo le popolazioni di microinvertebrati; saltuariamente capita di avvistare la poiana che sorvola l'area.

Anfibi, rettili e invertebrati

BarbagianniGli anfibi trovano riparo soprattutto nel fresco del sottobosco: nelle zone più umide del querceto sono diffusi il rospo comune, il piccolo e variopinto rospo smeraldino e la rana agile. Le rane verdi frequentano con maggiore assiduità le rive degli stagni e dei corsi d'acqua dove vengono insidiate dalla comune biscia d'acqua o natrice dal collare.
Il tritone crestato e quello punteggiato, i cui maschi in primavera sfoggiano tinte sgargianti e creste dorsali e caudali per attirare l'attenzione delle femmine, si riproducono presso uno stagno al limite settentrionale della riserva: nell'ambiente acquatico i loro piccoli si alimentano di ogni sorta di invertebrati, ma le grosse larve di libellula rappresentano una costante minaccia; solo i più attenti potranno giungere indenni alla metamorfosi e conquistare la terraferma. Il biacco é senza dubbio il serpente più comune nelle aree soleggiate, un habitat che condivide con la comunissima lucertola muraiola. L'agile ramarro e la più rara lucertola campestre frequentano le aree aperte al limitare del bosco, dove tendono a agguati a farfalle e coleotteri. Numerosissimi sono gli invertebrati, soprattutto lepidotteri (140 specie) e coleotteri (30 specie). In particolare sono da segnalare alcune specie ormai rare nella nostra regione ma discretamente presenti nella riserva: i lepidotteri Zerynthia polyxenaLycaena dispar e  i coleotteri cervo volante e cerambice delle querce.

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Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 28/05/2012
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