mercoledì 19.09.2018
caricamento meteo
Sections

Parchi, foreste e Natura 2000

Il Sistema delle Aree di Riequilibrio Ecologico nella pianura bolognese

Andrea Morisi
Centro Agricoltura e Ambiente di Crevalcore -BO-

Convegno "Le aree di riequilibrio ecologico: riqualificazione ambientale e tutela della biodiversità nella pianura"
Bologna, 3 febbraio 1997

Il presente intervento, dopo quelli che lo hanno preceduto riguardanti gli importanti aspetti generali di riferimento per la programmazione territoriale, l'istituzione e la gestione delle Aree di Riequilibrio Ecologico, vuole calare l'attenzione al livello locale e pratico. Nello specifico si intende esprimere alcune considerazioni in merito alla situazione della Provincia di Bologna o, meglio, della pianura bolognese, visto che le Aree di Riequilibrio Ecologico istituite si trovano in tale ambito geografico.

Attualmente un "sistema di Aree di Riequilibrio Ecologico della pianura bolognese" non esiste e, quindi, questo intervento dovrebbe riguardare qualcosa che non c'è...
Ciò che esiste, ad oggi, sono undici Aree di Riequilibrio Ecologico, già realizzate e con aspetti anche pregevoli, ma isolate. Si tratta, nel dettaglio, delle seguenti Aree di Riequilibrio Ecologico:

  • "La Bisana" di Pieve di Cento e Galliera (rimboschimento);
  • "La Bora" di San Giovanni in Persiceto (zona umida, rimboschimento e riqualificazione ambientale);
  • "Torrente Idice" di San Lazzaro di Savena (riqualificazione ambientale);
  • "Golena San Vitale" di Calderara di Reno, Castel Maggiore e Bologna (riqualificazione ambientale);
  • "Collettore Acque Alte" di Crevalcore e San Giovanni in Persiceto (recupero ambientale);
  • "Dosolo" di Sala Bolognese (zona umida e rimboschimento);
  • "Casone del Partigiano" di San Pietro in Casale (siepi);
  • "Vasche ex-zuccherificio" di Crevalcore (riqualificazione ambientale)
  • "Bosco ex-risaia" di Bentivoglio (rimboschimento)
  • "Azienda Michelato" di Budrio (agricoltura biologica)
  • "Bosco Riolo" di Argelato (rimboschimento).

A livello di territorio vasto, la situazione ambientale della pianura si presenta, però, talmente alterata da determinare un effettivo isolamento spaziale delle Aree di Riequilibrio Ecologico nei confronti di altri elementi naturali e di corridoi ecologici esistenti, nonchè tra esse stesse.

La realizzazione degli interventi citati deve essere considerato come estremamente positivo, ma il salto di qualità per il quale occorre lavorare maggiormente in questo momento riguarda la messa in rete delle realtà ambientali significative, a partire dalle Aree di Riequilibrio Ecologico esistenti che, di questa rete potrebbero costituirne, a pieno titolo, i nodi.

In questo senso vengono, fortunatamente, segnali positivi come l'iniziativa odierna, il rifinanziamento del Programma regionale per la realizzazione e la gestione delle Aree di Riequilibrio Ecologico e la diffusa convinzione, testimoniata anche da tutti gli interventi ascoltati in questo Convegno, dell'importanza di un sistema di aree e corridoi naturali.

Sembra, quindi, ormai assodato in senso generale che una rete ecologica costituisca un valido strumento per affrontare le tematiche della gestione territoriale sostenibile e compatibile della pianura, dove, una imprescindibile vocazione produttiva e l'impossibilità fisica di realizzare aree protette di vasta estensione, non consentono, verosimilmente, molte alternative praticabili.

La testimonianza che si voleva ulteriormente portare in questo senso è quella riguardante l'eperienza che alcuni Comuni stanno attuando in merito alle Aree di Riequilibrio Ecologico istituite sul loro territorio. Si tratta dei Comuni di San Giovanni in Persiceto, Crevalcore, Calderara di Reno e Sala Bolognese che, già dal 1995, hanno consorziato i propri sforzi, economici e politici, per la gestione integrata delle Aree di Riequilibrio Ecologico realizzate.

Il primo passo in questa direzione è consistito nella messa in atto, nel 1996, di un monitoraggio delle presenze biologiche riscontrabili. Questo lavoro, oltre alla gestione diretta di due delle quattro aree, è stato affidato al Centro Agricoltura e Ambiente di Crevalcore e seguito, oltre che dal sottoscritto, da Paola Balboni e Davide Malavasi.

Le metodologie seguite ed i risultati conseguiti con il primo anno di monitoraggio sono descritti nella seguente scheda riassuntiva.

Le relazioni complete e dettagliate possono essere richieste ai singoli Comuni o direttamente al Centro Agricoltura e Ambiente.

Scheda riassuntiva

PRIMI RISULTATI del MONITORAGGIO BIOLOGICO DI 4 AREE DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO IN PROVINCIA DI BOLOGNA - Anno 1996

Aree di studio:

  • "Bora" (S.G.Persiceto) = 22 ha ca.
  • "Dosolo" (Sala B.) = 55 ha ca. (intera Cassa d'espansione)
  • "Vasche ex-zuccherificio" (Crevalcore) = 30 ha ca.
  • "Golena San Vitale" (Calderara) = 30 ha ca.

TOTALE = 137 ha ca.

Raccolta dati: 212 sopralluoghi (189 dedicati) distribuiti nel corso dell'anno

Metodologia:

  • raccolta dati esistenti (bibliografia + comunicazioni personali)
  • determinazione sul campo mediante riconoscimento diretto o manuali specifici
  • determinazione a tavolino per specie particolari
  • particolare attenzione a non arrecare disturbo
  • attenzione all'errore da conteggio multiplo
  • annotazione di dati limitata alle specie determinate direttamente e con sicurezza
  • percorsi e punti di osservazione standard
  • particolare attenzione a:
    • specie rare o minacciate
    • idrofite
    • ornitofauna (Ardeidi, Anatidi, Rallidi, limicoli, ecc.)
    • insetti (Lepidotteri e Odonati)
  • elaborazione di liste sistematiche commentate, check-list, calendari di presenza
  • individuazione di aspetti gestionali


 

RISULTATI

 

ricchezza in specie

 

comparazione biocenosi  

   

 n. specie (totali)n. specie banalin. specie rare/minacciate/significative
FLORA 193 145 48
INVERTEBRATI 171 - -
ORNITOFAUNA 113 44 69
altri VERTEBRATI 27 25 2
totali 504    

 

 

comparazione fenologica

 

comparazione ornitocenosi

 

La ricerca quantitiva e qualitativa sulle componenti floristiche e faunistiche delle Aree di Riequilibrio Ecologico dei quattro Comuni ha evidenziato che queste piccole porzioni di territorio svolgono una significativa ed inattesa funzione anche a livello della conservazione e non solo del ripristino ambientale. Ma, al di là di questo, il monitoraggio si è rivelato un imprescindibile strumento di verifica degli interventi realizzati e di gestione dell'esistente. A questo proposito la buona conoscenza delle aree studiate (raggiunta con le innumerevoli presenze sul campo) ha consentito la raccolta di informazioni gestionali di più ampio respiro di seguito sintetizzate.

 

Alcune indicazioni gestionali:

  • definizione superficie da assoggettarsi a protezione e delimitazione dei confini perimetrali

Nella maggior parte dei casi le Aree di Riequilibrio Ecologico sono istituite su di una superficie sottodimensionata rispetto alle reali necessità gestionali e all'ambito di significatività in termini di ecosistema. Manca sempre una fascia tampone esterna che faccia da filtro tra le normali attività antropiche e le esigenze naturalistiche dell'area. Spesso non sono chiaramnte indicati i confini perimetrali.

  • individuazione dei fattori di disturbo connessi alla fruizione

La fruizione di piccole aree come quelle di cui stiamo parlando, seppure fondamentale per determinarne l'accettazione a livello di opinione pubblica e prevista, peraltro, per legge, può dimostrarsi molto influente nel diminuire o vanificare determinati interventi o presenze animali e vegetali. Un oculato e calibrato percorso di visita tabellato ed attrezzato per l'osservazione (capanni, schermature) deve tener conto delle informazioni derivanti dal monitoraggio. Quando ciò non è stato fatto sono risultate evidenti lacune e mancanza di funzionalità degli interventi realizzati.

  • individuazione di periodi / zone di "protezione integrale"

Allo stesso tempo risulta sensato anche per le Aree di Riequilibrio Ecologico prevedere periodi di chiusura alla visita o zone di "protezione integrale" a tutela di particolari situazioni di pregio.

  • indicazione su interventi di gestione e manutenzione generali

In alcuni casi è stato possibile verificare interventi manutentivi dal deleterio effetto sul popolamento biologico delle aree. Altre volte proprio le indicazioni derivanti dal monitoraggio hanno permesso la messa in atto di interventi gestionali compatibili o addirittura funzionali al manteniemto o ricreazione di habitat specifici. In un caso la mancata gestione (prevista progettualmente) ha influito negativamente sull'entità e la qualità dei popolamenti animali e vegetali.

  • specifici interventi di conservazione / incremento delle specie rare-minacciate-significative

L'individuazione di particolari stazioni di specie vegetali rare o di nicchie ecologiche fondamentali per taluni animali dovrebbe tradursi in interventi tesi al loro mantenimento e, auspicabilmente, alla loro riproduzione e/o reintroduzione in altre aree confacenti.

  • indicazioni e spunti didattici per visite guidate e materiali di divulgazione

Dai dati raccolti in merito alle presenze floro-faunistiche delle Aree di Riequilibrio Ecologico possono venire, chiaramente, notevoli spunti didattici (cosa osservare, dove, in che periodo) e divulgativi (depliant, guide specifiche).

  • aspetti connessi con la vigilanza delle aree

La vigilanza in queste aree, che stanno incominciando a costituire una meta molto frequentata (soprattutto nei fine settimana dei mesi primaverili), assume una importanza fondamentale che può essere specificamente indirizzata dagli elementi emersi con il monitoraggio.

Nel 1997 proseguirà il monitoraggio già intrapreso nelle Aree di Riequilibrio Ecologico dei quattro Comuni citati che verrà, con l'apporto della Provincia di Bologna e della Regione Emilia-Romagna, messo in relazione con il resto del territorio ad imbastire una rete ecologica delle unità naturali della pianura. Si andrà quindi nella direzione, tanto auspicata anche in questo Convegno, di messa a sistema di realtà esistenti e programmazione territoriale su area vasta.

Si ritiene che questa iniziativa sperimentale possa fungere da stimolo per altre esperienze analoghe.

Azioni sul documento
Pubblicato il 29/05/2012 — ultima modifica 29/05/2012
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it