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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4010006 - SIC - Meandri di San Salvatore

Superficie: 253 ettari
Province e Comuni interessati: PIACENZA (Bobbio,Corte Brugnatella)

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4010006

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Regione Emilia-Romagna    

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione

Piano di Gestione

Descrizione e caratteristiche

106 Meandri del Trebbia all'altezza di San Salvatore. Foto archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaIl sito è localizzato nella media Val Trebbia nei pressi dell'abitato di Brugnello, tra Bobbio e Marsaglia, in provincia di Piacenza, e comprende una serie di meandri fluviali che il Trebbia descrive all'interno delle "Arenarie di S.Salvatore", un'alternanza spettacolare di arenarie, siltiti e argille derivate da antiche sedimentazioni sottomarine. Il contesto coincide con l'area di affioramento geologico chiamata "finestra tettonica" di Bobbio, comprendente le formazioni morfologicamente più recenti di tutto l'Appennino piacentino in quanto emerse per sollevamento orogenetico a partire da 1,6 milioni di anni fa. L’azione erosiva del fiume, capace di scavare in verticale gli strati rocciosi mantenendo ripidissimi versanti e un andamento sinuoso solitamente osservabile nei corsi d’acqua di pianura, ha portato a giorno la successione delle rocce, quasi come aprendo le pagine di un libro. Ne deriva un complesso di meandri fluviali profondamente incassati in ampie anse tra scoscesi versanti, con le limpide acque del fiume Trebbia infossate all'interno di una profonda e stretta valle scavata nelle massicce formazioni rocciose. L'area assume caratteri di singolarità e spettacolarità paesaggistiche unici in Emilia-Romagna, associati alla capacità di conservare, per l’asperità dei luoghi, un ambiente selvaggio e ricco di elementi naturali. Sono presenti gallerie artificiali scavate in funzione di una diga mai realizzata; una di esse si trova al livello dell'alveo, in sponda sinistra, e ospita un’importante e differenziata comunità di pipistrelli. Oltre all’alveo, contornato da spessi banconi di ghiaia, che caratterizza e ricopre un terzo della superficie del sito, compaiono in particolare formazioni boschive di caducifoglie mesofile; sono presenti in brevi soluzioni di continuità del bosco limitati frammenti di prateria, arbusteti con Ginepro comune e vegetazione rupestre. Otto tipi di habitat d’interesse comunitario coprono circa l’11% dell’area in esame, con prevalenza per tipi ripariali e di prateria. Due di essi sono prioritari.

Vegetazione

106 Meandri del Trebbia. Foto F. Ambrosini, archivio Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-RomagnaNessuna specie vegetale di interesse comunitario. Nel greto attivo sono presenti cenosi ripariali a pioppi e salici, caratterizzate da Populus nigra, Salix alba, Salix eleagnos, Salix purpurea. Nel greto consolidato sono presenti camefite quali Satureja montana, Artemisia alba, Fumana procumbens e Asperula purpurea. I pendii aridi ospitano l'Eliantemo maggiore (Helianthemum nummularium), il meno comune Eliantemo degli Appennini (Helianthemum apenninum) e la rara Staehelina dubia. I versanti sono caratterizzati dalla dominanza di boschi cedui di latifoglie miste, in formazioni molto varie correlate all'acclività dei versanti, alla diversa profondità del suolo e al grado di aridità, a composizione e portamento arbustivo con Nocciolo, Sanguinella, Biancospino e Prugnolo e qualche Ginepro oppure più arboree a sorbi (comune - Sorbus domestica e montano - Sorbus aria), Orniello, Carpino nero, Cerro, Perastro, Olmo (Ulmus minor), Maggiociondolo (Laburnum anagyroides) e aceri (Acer campestre, Acer opulifolium). I popolamenti più interessanti, in limitate stazioni fresche e fertili, comprendono Castagno e Rovere. Nelle fessure della roccia allignano Saxifraga cuneifolia, Stachys recta, Galium lucidum, Bromus erectus, Sedum rupestre, Sedum album, Sedum reflexum, Sedum dasyphyllum, Alyssum bertolonii, Euphorbia spinosa, Helichrysum italicum, oltre alle felci Asplenium trichomanes, Asplenium adiantum nigrum e Ceterach officinarum. Segnalata è la rara Euphorbia spinosa; tra le specie protette si registrano Campanula medium, Lilium bulbiferum, Dianthus sylvestris, Vinca minor, Aquilegia atrata, Dictamnus albus.

Fauna

106 Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii). Foto Antonio Ruggeri, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Mammiferi. Si segnala la presenza e lo svernamento di almeno 11 specie di Chirotteri, tra le quali sette sono di interesse comunitario: Miniottero Miniopterus schreibersii, Vespertilio di Bechstein Myotis bechsteinii, Vespertilio smarginato Myotis emarginatus, Vespertilio maggiore Myotis myotis, Rinolofo maggiore Rhinolophus ferrumequinum, Rinolofo minore Rhinolophus hipposideros, Rinolofo euriale Rhinolophus euryale. Nelle gallerie artificiali sopra citate è stato rinvenuto il nucleo svernante più numeroso della provincia di Rinolofo maggiore (150-200 esemplari nel 1984).
Uccelli. Nessuna specie di interesse comunitario. L'avifauna nidificante comprende alcune specie di uccelli legate agli ambienti rupestri e aperti quali la Rondine montana e il Codirosso spazzacamino e specie legate al fiume come il Merlo acquaiolo.
Pesci. Di particolare interesse il popolamento ittico che conta cinque specie di interesse comunitario: Vairone Leuciscus souffia, Lasca Chondrostoma genei, Barbo Barbus plebejus, Barbo canino Barbus meridionalis, Cobite Cobitis taenia.
Invertebrati. Sono segnalate 3 specie di interesse comunitario: il Gambero di fiume Austropotamobius pallipes e 2 specie di Coleotteri forestali Cerambyx cerdo e Lucanus cervus.

Per saperne di più

Itinerari geologici

Flora piacentina

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 10/06/2016
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