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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4050004 - SIC - Bosco della Frattona

Superficie: 392 ettari
Province e Comuni interessati: BOLOGNA (Dozza, Imola)

Il sito include la Riserva naturale regionale Bosco della Frattona

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4050004

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione 

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo

Misure Specifiche di Conservazione - Realizzazione

Descrizione e caratteristiche

Bosco di querce e Carpino bianco. Foto archivio Riserva naturale della FrattonaL'area si estende sulla fascia di bassa collina a Ovest di Imola tra Sellustra e Santerno in un settore di affioramento di sabbie gialle quaternarie originatosi a partire da circa un milione di anni fa in corrispondenza di antiche linee di spiaggia. L'area si presenta complessivamente come un mosaico di zone cespugliose e boscate alternate a coltivi. La vegetazione arborea e arbustiva è molto diversificata, con caratteristiche di mesofilia su terreni calciocarenti, poco adatti alle colture agrarie e per questo contrassegnati da ambienti naturali frammentati e relittuali abbastanza frequenti lungo la fascia pedecollinare romagnola, dei quali rappresenta esempio significativo e ben conservato. Nella parte umida e fresca esposta a Nord-Ovest della ripida forra formata dal torrente Correcchio è presente un lembo residuo di querceto misto pedecollinare, con caratteristiche in parte planiziarie, abbastanza compatto ed edificato da Rovere, Cerro, Roverella, Carpino bianco e Castagno, corrispondente alla Riserva Naturale regionale Bosco della Frattona, estesa per 16 ettari. La sommità e il versante opposto presentano invece aspetti xerici, con querceto di roverella e rupi scoscese di sabbie gialle. Complessivamente boschi e lande arbustate ricoprono circa il 40% della superficie. Il sito comprende anche i limitrofi coltivi, solcati dai fossi tributari del Correcchio, abbracciando una zona a complessivamente elevata pressione antropica. Sette habitat di interesse comunitario in prevalenza forestale coprono in modo non sempre accorpato, bensì irregolarmente frammentato, circa il 10% della superficie del sito.

Vegetazione

Dente di cane (Erithronium dens-canis). Foto Ivano Togni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il mosaico vegetazionale presenta variazioni a seconda delle condizioni locali di esposizione e pendenza dei versanti, spessore e caratteristiche del terreno, umidità, tipo e intensità dell'intervento umano. Nelle aree calde e soleggiate il bosco è dominato dalla Roverella, alla quale si accompagnano con varia frequenza Orniello e Acero campestre. Nel sottobosco sono presenti graminacee, suffrutici (Citiso peloso, Ginestra tintoria, Coronilla, Trifoglio irsuto) e rampicanti (Asparago pungente, Madreselva pelosa). Ai margini, cespugli di Prugnolo, Ligustro e rose selvatiche (tra le quali la sempreverde Rosa di S.Giovanni) costituiscono un’intricata fascia arbustiva. Nei punti più aperti accanto alla Vescicaria compare qualche raro Cisto femmina (C. salvifolius), abbondano Asparago pungente e Berretta da prete. Nelle più aree più fresche, esposte a Nord o degradanti verso il torrente, il bosco è ancora dominato dalle querce (Rovere, Roverella, Cerro e ibridi) alle quali si associano Carpino bianco, Pioppo tremulo, Carpino nero e Castagno (quest’ultimo forse di lontana introduzione antropica e senza dubbio allevato per la produzione del frutto) in un popolamento poco vitale, più simile ad una fustaia che ad un ceduo. Poco sviluppato, in genere, il piano arbustivo nel quale, accanto a Nocciolo e Sambuco, compare il Nespolo. Localmente il sottobosco è tappezzato da dense macchie di Pungitopo con Elleboro, Primula, Dente di Cane, Erba trinità, Anemone dei boschi, viole, Polmonaria e Consolida. Sono abbastanza diffuse, soprattutto ai margini, specie avventizie infestanti quali la Robinia. Degne di nota sono le presenze di Galanthus nivalis, Corydalis cava, Erithronium dens-canis e di alcune orchidee tra le quali Platanthera chloranta.

Fauna

Istrice (Hystrix crestata). Foto Maurizio Bonora, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Sono presenti il Ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros) e il Ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum), Chirotteri di interesse comunitario segnalati presso un paio di grotticelle scavate nei sabbioni. Sono presenti anche il Pipistrello del Savi, il Vespertillio smarginato, il Pipistrello albolimbato, il Serotino comune e la Nottola di Leisler. Tra gli Uccelli sono presenti le specie tipiche dei boschi planiziali (Sterpazzola Sylvia communis, Sterpazzolina S.cantillans, Usignolo Luscinia megarhyncos, Rigogolo Oriolus oriolus, Canapino Hippolais polyglotta, Cuculo Cuculus canorus e, in particolare, diverse specie di picchi - veri e non - (Torcicollo, Picchio rosso maggiore, Picchio verde, Rampichino, Picchio muratore, Upupa). I vertebrati minori contano l’Ululone appenninico e il Tritone crestato di interesse comunitario, oltre agli anuri Raganella, Rana agile, Rana verde e Rospo smeraldino e ai rettili Colubro d'Esculapio e al raro Colubro del Riccioli. Per gli invertebrati, la precedente segnalazione di Coenagrion mercuriale, la libellula Azzurrina di Mercurio, non è mai più stata confermata. Sono presenti invece la libellula Smeraldo meridionale e i Coleotteri Cerambix cerdo, Lucanus cervus e Pterostico di Bucciarelli, endemismo appenninico.

Per saperne di più

Riserva naturale regionale Bosco della Frattona

L'Area di studio di Scarabelli e Zangheri

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 28/02/2018
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