mercoledì 19.09.2018
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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4070002 - SIC-ZPS - Bardello

Superficie: 99 ettari
Province e Comuni interessati: RAVENNA (Ravenna)

Territorio confinante con  IT4070003 SIC-ZPS

Il sito ricade interamente nel Parco regionale Delta del Po

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4070002

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione

Piano di Gestione

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Prato umido (Allio-Molinieto). Foto Nicola Merloni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Il Bardello è la prateria umida più estesa (un centinaio di ettari) dell'intero litorale nord Adriatico. Tutto circondato da siti Natura 2000 dai quali si distingue per peculiarità ambientali proprie, il Bardello è un rettangolo allungato in direzione Nord-Sud chiuso a Ovest dalla Statale Romea (al di là della quale si estendono le valli di Mandriole), a Sud dal corso del fiume Lamone e sui due lati rimanenti dalla Pineta della Bedalassona al di là di altrettanti corsi o specchi d’acqua dolce. L'area è fisicamente distinta in due piani principali: uno più ondulato a ridosso della Romea, solo periodicamente e parzialmente allagato per effetto dell'affioramento naturale della falda e del ristagno di acque meteoriche, l’altro, corrispondente ad un settore dell’estesa Bassa del Pirottolo, quasi perennemente allagato, con vegetazione palustre. Sono presenti suoli in alcuni punti sabbiosi, in altri argillosi, con bassure a ristagno di acque oligotrofiche e vene d'acqua più profonde con vegetazione acquatica e di canneto. La prateria è solcata da dossi sabbiosi, residui di antichi cordoni dunosi litoranei, con prati xerici di vegetazione erbacea legata alle sabbie consolidate, macchie termofile, siepi e rari gruppi arborei. La Bassa del Pirottolo è di fatto uno stagnone con rive indefinite, con notevoli differenze stagionali di falda e formazioni erbacee adatte a differenti stadi di inondazione. In sintesi, praterie e prati periodicamente allagati (47%), canneti (27%), dune consolidate (12%), boschetti igrofili (4%), arbusteti (3%) e prati aridi (2%) determinano una variata mosaicatura ambientale e una grande ricchezza floristica e faunistica. Il sito è relativamente poco frequentato, ma piccolo e costantemente minacciato soprattutto dall’adiacenza rumorosa e inquinante della Statale, al tempo barriera d’interruzione della rete ecologica e causa di strage di fauna che tende a spostarsi da un sito all’altro. Lo sfalcio periodico della prateria e dei canneti, le modalità di governo del sistema idraulico, l’attività venatoria esercitata sul margine Nord-Ovest in corrispondenza dell’area recentemente riallagata della "Risarina" sono fattori di ulteriore rischio danni per gli ecosistemi qualora attuati senza le necessarie cautele (ovvero in assenza di specifici criteri e modalità d’intervento). Completamente incluso nella stazione "Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna" del Parco Regionale del Delta del Po (zona di preparco), il sito è in parte sottoposto a vincolo idrogeologico (Area Staggioni). Ben diciassette habitat d’interesse comunitario, dei quali tre prioritari, riconosciuti in questo sia pur breve spazio, coprono praticamente tutta la superficie del sito.

Vegetazione

Il sito comprende una dozzina di associazioni vegetali cartografate; quelle di maggior valore naturalistico - generalmente rare o uniloche nell'ambito del Parco del Delta del Po - sono legate al ristagno idrico temporaneo. Tra queste si ricorda una vegetazione effimera di giunchi nani su sabbie umide caratterizzata da Cyperus flavescens, Juncus bufonius e Cyperus fuscus, associate ad altre specie di piccola taglia. Fitocenosi sporadica a distribuzione puntiforme, è interessante per la presenza di specie rare quali Anagallis minima, Lythrum hyssopifolia e Riccia cavernosa. Analogamente localizzati sono i prati umidi dominati da Eleocharis uniglumis, su suoli poveri sabbioso-argillosi temporaneamente inondati, in contatto con i canneti a Phragmites. Ospitano specie rare come Baldellia ranunculoides e Hydrocotyle vulgaris che imprimono una nota atlantica alla comunità e che accompagnano praterie umide su suoli depressi lungamente inondati, con Allium suaveolens, Schoenus nigricans e altre specie igrofile qui al limite meridionale di diffusione, a loro volta a contatto con prati umidi su suoli inondati per un periodo più breve, dominati da Juncus subnodulosus e dinamicamente tendenti verso prati umidi a Molinia arundinacea con orchidee rare quali Orchis palustris, Epipactis palustris e Orchis laxiflora. La prateria umida che meno dipende dalle risalite di falda è un molinieto con Genista tinctoria, soggetta a sfalcio, adiacente a comunità erbacee su dune erose con Chrysopogon gryllus, Schoenus nigricans ed eliantemi come Fumana prucumbens e E. nummularium oppure con Phleum arenarium e specie annuali dei brometi tendenti all’arido, localmente punteggiate da leccio, fillirea e specie dei Prunetalia. I canneti a Phragmites, accompagnati da altre specie come Iris pseudacorus, possono anche divenire asciutti per brevi periodi estivi. La componente arborea è localizzata a gruppi di pioppo bianco e bordure con Pinus pinea. Floristicamente, di grande interesse sono anche le elofite Typha minima e Cladium mariscus, oltre a sporadiche alofite come Salicornie e Limonium, in probabile espansione, e alle orchidee Orchis coriophora e Orchis morio, poi ancora Oenanthe aquatica, Hottonia palustris, Oenanthe fistulosa.

Fauna

Per Pelobate fosco italiano (Pelobates fuscus insubricus). Foto Guglielmo Stagni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003l'avifauna, segnalate 5 specie di interesse comunitario nidificanti o potenzialmente nidificanti (Airone rosso, Tarabusino, Moretta tabaccata: nidificante irregolare, Falco di palude, Averla piccola) in rapporto alle condizioni ambientali (livelli idrici) e al disturbo antropico (taglio vegetazione e frequentazione). Numerose altre specie tipiche delle macchie, anatre e limicoli durante le migrazioni e in inverno. Presenza del Re di quaglie durante le migrazioni. I vertebrati minori annoverano nuclei di Tritone crestato e il rarissimo Pelobate fosco italiano (Pelobates fuscus insubricus), specie prioritaria scoperta solo recentemente e presente nella regione solo in altri due siti. La popolazione di Emys orbicularis del Bardello e dell'adiacente complesso di Valle Mandriole trova qui substrati ideali per la deposizione delle uova e per lo svernamento. E’ abbondante il popolamento di Raganella (Hyla intermedia); sono presenti anche due rettili, Saettone (Zamenis longissimum) e Luscengola (Chalcides chalcides). Per gli insetti sono presenti Lycaena dispar, Lepidottero Ropalocero legato agli ambienti palustri, e Zerinthia polixena. Il sito rappresenta con alcune zone umide limitrofe l'unica stazione italiana del Lepidottero Chamaesphecia palustris, specie legata ad habitat palustri. Tra i Coleotteri si citano Dicranthus majzlani con popolazione relitta legata ai fragmiteti, Carabus clathratus antonellii, Dytiscus mutinensis e Paederus melanurus.

Per saperne di più

Parco Delta del Po

Vegetazione del Bardello

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 07/03/2018
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