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Parchi, foreste e Natura 2000

IT4070005 - SIC-ZPS - Pineta di Casalborsetti, Pineta Staggioni, Duna di Porto Corsini

Superficie: 579 ettari
Province e Comuni interessati: RAVENNA (Ravenna)

Territorio confinante con  IT4070004 SIC-ZPS

Il sito ricade al 70% nel Parco regionale Delta del Po

Formulario

Formulario Natura 2000 del sito IT4070005

Note esplicative al formulario

Enti gestori

Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Delta del Po

Regione Emilia-Romagna

Strumenti di gestione

Misure Specifiche di Conservazione

Misure Specifiche di Conservazione - Quadro conoscitivo

Seleziona dal Riepilogo le Misure regolamentari del settore agricolo previste nel Sito e cartografate (visualizzabili in formato KMZ e scaricabili in formato SHP) 

Descrizione e caratteristiche

Prateria alofila con Limonium. Foto Nicola Merloni, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Adiacente ad altri siti delle zone umide ravennati, l’area continua il sito litoraneo di Punta Marina al di là del Candiano e comprende la naturale successione di ambienti costieri che dalla riva del mare giungono alle dune grigie consolidate dell'entroterra (complesso di dune fossili risalenti alla linea di costa del XVI secolo). Il sito comprende anche la spiaggia, il mare antistante per un tratto di circa 300 metri e la foce del fiume Lamone, rettificata ed alterata, a separare la zona di Casalborsetti a Nord da quella di Marina Romea a Sud. Molti degli ambienti qui presenti rappresentano lembi residuali di habitat ormai non più riscontrabili lungo quasi tutto il litorale adriatico. Dalla battigia si incontrano in sequenza: piccoli tratti di dune attive, ora ridotte a piccoli lembi dalla costruzione di scogliere artificiali e stabilimenti balneari, pinete di Pinus pinaster e Pinus pinea di origine antropica e, verso Casalborsetti, dune relitte consolidate coperte di boscaglia termofila, pratelli aridi di specie colonizzatrici, coltivi e incolti. Dentro e fuori la pineta permangono limitate bassure umide o con acqua stagnante. Quantitativamente prevalenti sono le foreste di conifere mediterranee (pineta di origine artificiale pari al 30% della superficie complessiva), le dune e spiagge sabbiose (20%), le acque costiere marine (24%) e le colture estensive (10%). Non mancano acque interne stagnanti e correnti, paludi, boscaglie e macchie con sclerofille, praterie aride, lembi di bosco a caducifoglie. Il sito ricade interamente nel Parco Regionale Delta del Po, stazione Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna, per 216 ha in zone parco B e C che, in gran parte (207 ha) sono anche Riserva Naturale dello Stato (Pineta di Ravenna, contrada Staggioni e duna di Porto Corsini); per 172 ha in zona preparco. Il vincolo idrogeologico si estende per 322 ha (area S. Vitale). La pressione antropica è in ogni caso elevatissima, sia per la frequentazione balneare, sia per la presenza di manufatti e infrastrutture. Ciò nonostante, pur in un contesto schematicamente semplice e non molto dissimile da quello di Punta Marina e di altri siti costieri, l’area contiene un mosaico di habitat complessi, differenziati, sovrapposti e particolarmente ricchi di elementi di pregio, resi ancor più fragili da un marcato rischio di ulteriore degrado. Diciotto habitat di interesse comunitario, tra i quali quattro prioritari, coprono quasi la metà della superficie del sito.

Vegetazione

Silene colorata in fioritura primaverile. Foto Mauro Pellizzari, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003La carta della vegetazione del Parco del Delta riporta una quindicina di tipologie ambientali. Tra le diverse associazioni, si segnalano in particolare: brometi aridi delle radure sabbiose con Bromus erectus, Galium verum, Euphorbia cyparissias, Salvia pratensis e altre specie erbacee, talora associati a fasce retrodunali più o meno consolidate con Fumana procumbens, Helianthemum apenninum, H. nummularium e Sanguisorba minor; formazioni a Juniperus communis e Hippophae rhamnoides ssp. fluviatilis accompagnate da specie mediterranee e eurosiberiane, insediate su dune arretrate. Questi tipi sono distribuiti soprattutto nella zona di Casalborsetti. Qui macchie e boscaglie rappresentano stadi di degradazione o anticipano formazioni boschive con Roverella e Farnia nei settori più asciutti, oppure pioppeti con Olmo e Frassino ossifillo, bordati da elofite, in corrispondenza di bassure umide. La grande pineta ombreggia macchie dei Prunetalia oppure boscaglie di sclerofille con Leccio, Fillirea, Asparago, Pungitopo, Osiride e Rosa sempreverde, a carattere più schiettamente mediterraneo, mentre nello Scolo della Pineta di Marina Romea alligna vegetazione sommersa di acque salmastre con Zannichellia e Potamogeton. Fronteggiano l’arenile lembi dunali vivi con Agropireti, Eringio marino e poche altre specie dell’Echinophoro spinosae-Elymetum farcti (duna di Porto Corsini) oppure formazioni di annuali a sviluppo primaverile in situazione più rilevata (duna di Casalborsetti), a precedere un lato a monte più strutturato di specie perenni degli Ammophiletalia arundinaceae. Alla foce del Lamone alligna l’ultima comunità in zona su sabbie prossime alla battigia di annuali pioniere alonitrofile, con Cakile maritima e Salsola kali. Particolare interesse floristico suscita la presenza di specie rare e minacciate quali Salicornia veneta, Erianthus ravennae, Trachomitum venetum, Zanichellia palustris subsp. pedicillata, Centaurea spinosa-ciliata subsp. tommasinii. Rispetto al rilievo floristico di Pietro Zangheri (effettuato tra il 1926 e il 1959), è disponibile a confronto quello dell'ARCA di Ravenna (2009), che censisce 518 specie delle quali 27 di valore conservazionistico. Sono sicuramente presenti numerose orchidee, quali le rarissime Aceras antropophorum e Epipactis palustris oltre alle comuni Orchis tridentata e Anacamptis pyramidalis; risulta estinta (erano due le stazioni in tutta la Regione) Spiranthes aestivalis; è da verificare la presenza di Limonium virgatum.

Fauna

Cicindela majalis. Foto Roberto Fabbri, Mostra e Catalogo Biodiversità in Emilia-Romagna 2003Di grande interesse è l’avifauna, con dieci specie nidificatrici importanti, tra le quali sette tra gabbiani e sterne e quattro legate agli incolti ed ai coltivi cerealicoli (Ortolano e Albanella minore) o agli ambienti boscati con radure aperte (Succiacapre, Averla piccola). E’ specie nidificante uniloca per il Parco del Delta il Frosone. Tra i migratori, 19 specie sono legate agli ambienti acquatici (Svassi, vari Caradriformi tra cui la Beccaccia di mare ed il Fratino) oppure ai boschi con radure ed agli ambienti di macchia (vari Silvidi, Torcicollo, Assiolo, Upupa). Per quanto riguarda i mammiferi, recenti segnalazioni riportano la presenza di diversi chirotteri tra i quali il forestale Barbastello, di interesse comunitario. Gli anfibi sono presenti con Raganella (Hyla italica), Rospo smeraldino e Rana verde, specie incluse nell'All. IV Direttiva Habitat e Convenzione di Berna. Circa i rettili, sono presenti sei specie di analoga rilevanza, tra le quali il Saettone (Zamenis longissimum) e la Natrice tassellata. Nei canali e bacini con acque salmastre sono presenti specie ittiche di interesse comunitario quali Nono e Ghiozzetto cenerino (Pomatoschistus canestrini). Gli insetti annoverano lepidotteri quali Lycaena dispar, farfalla legata agli ambienti palustri e vari coleotteri: Paradromius longiceps, specie localizzata legata ai fragmiteti soprattutto in zone litoranee, Paederus melanurus, Scarabaeus semipunctatus specie tipica dei siti retrodunali, Polyphylla fullo legato alle formazioni pinetali, Cicindela majalis predatore legato agli ambienti termofili con suoli soffici e ben drenati.

Per saperne di più

Parco regionale Delta del Po

Le Pinete demaniali dell'Alto Adriatico (CFS, progetto LIFE 190/2004)

Cartografia

Carta di dettaglio

Inquadramento territoriale

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Pubblicato il 02/12/2011 — ultima modifica 12/03/2018
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