domenica 22.04.2018
caricamento meteo
Sections

Parchi, foreste e Natura 2000

Misure generali di conservazione

Gli strumenti per evitare il disturbo e il degrado per habitat e specie nei siti Natura 2000

Rametti carnosi e glaucescenti di Artemisia cretacea, endemismo tosco emiliano-romagnolo delle argille calanchive. Foto Stefano Bassi, archivio personaleLa Direttiva 92/43/CEE "Habitat" individua nelle Misure di conservazione lo strumento con cui si vanno a limitare e vietare le attività, le opere e gli interventi particolarmente critici per la conservazione della biodiversità, affinché possano essere evitati un significativo disturbo alle specie e il degrado degli habitat per cui i Siti Natura 2000 sono stati designati.

La normativa regionale prevede "Misure Generali di Conservazione", da applicare su tutti i Siti della regione e "Misure Specifiche di Conservazione" che si applicano ai singoli Siti. Le Misure Generali, le Misure Specifiche e i Piani di Gestione vengono approvati dalla Regione.

La Regione ha aggiornato le Misure Generali di Conservazione nel 2018. Tutte le precedenti Misure generali non sono più vigenti. Le prime erano state approvate nel 2008, in recepimento del Decreto Ministeriale del 17 ottobre 2007, e aggiornate attraverso la Deliberazione n. 1419 del 7 ottobre 2013 (B.U.R. n. 303 del 17.10.13) in applicazione anche ai SIC e non solo alle ZPS (come avveniva precedentemente). 

Con le Misure Generali di Conservazione del 2018 la Regione ha completato la fase di regolamentazione comune delle attività antropiche all’interno dei Siti Natura 2000, in quanto non solo ha recepito i "Criteri minimi uniformi" nazionali delle ZPS e dei SIC, ma ha anche inserito ulteriori regole finalizzate ad una maggiore tutela della biodiversità in queste aree.

Nello specifico è vigente il Piano regionale per il controllo della nutria (Myocastor coypus), approvato inizialmente con la DGR n.1538/2015, poi con la Deliberazione G.R. n. 551 del 2016, modificata ed integrata infine con la Deliberazione G.R. n. 111 del 2018.

Con l'adozione di Misure Specifiche di Conservazione e Piani di Gestione, si è provveduto a dotare ciascun Sito della Rete Natura 2000 di misure regolamentari operative per la tutela effettiva a livello locale di habitat e specie d'interesse comunitario.

L’Emilia-Romagna aggiorna le proprie liste di piante e animali protetti

Con le Misure Generali di Conservazione regionali, e in particolare con l'Allegato B, si stabilisce il divieto di raccolta o cattura di alcune specie di flora e fauna inserite negli Allegati II-IV della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” come specie di interesse conservazionistico comunitario, nonché altre specie inserite nelle Liste rosse IUCN in quanto classificate vulnerabili o minacciate di estinzione. Di fatto, con tale provvedimento si tutelano le specie animali e vegetali autoctone più rare presenti all’interno dei siti Natura 2000. A queste, si aggiungono tutte le specie che altri provvedimenti già proteggono da tempo sull’intero territorio regionale, quali:

  • le specie vegetali tutelate dalla Legge regionale di Protezione della Flora spontanea (L.R. n. 2/77)
  • le specie animali che rientrano nelle Disposizioni per la tutela della Fauna Minore, categoria delle particolarmente protette (L.R. n. 15/06), nel Regolamento della Pesca (L.R. n. 11/12) oppure nella Fauna selvatica omeoterma protetta dalla Caccia (Legge n. 157/92, artt. 2, 18).

Complessivamente, fanno dunque parte delle specie protette 246 taxon floristici e 293 faunistici. Per ognuno di essi viene indicato il provvedimento normativo comunitario, nazionale o regionale che ne sancisce la tutela.

  • Flora protetta ER: a 228 piante vascolari (tra licopodi, felci, conifere e angiosperme) si affiancano 18 tra muschi, funghi e licheni, in modo da abbracciare l’intero antico regno vegetale fino ai gruppi minori e meno noti.
  • Fauna protetta ER: accanto a 56 mammiferi, 103 uccelli e a tutti gli anfibi e i rettili (33), l’elenco annovera 68 invertebrati (coleotteri, farfalle, libellule, cavallette, decapodi e molluschi).

 

Aggruppamenti erbacei su formazioni calanchive: habitat 6220 e 6210. Foto Stefano Bassi, Cheilanthes - Viaggio botanico in val Sintria, di Sandro Bassi, 2004

Le azioni promosse

Nell'Allegato 4 alla Deliberazione n. 1419/2013 venivano individuate alcune azioni concrete che devono essere promosse e realizzate nei Siti per prevenire il degrado degli habitat naturali, degli habitat di specie ed il disturbo alle specie tutelate, allo scopo di favorire il loro mantenimento in un soddisfacente stato di conservazione.

Uno degli strumenti di finanziamento ed incentivazione di attività sostenibili è il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, in quanto alcune misure del PSR sono collegate al miglioramento della Rete Natura 2000.

Oltre ad azioni relative al monitoraggio dello stato di conservazione della biodiversità, si ritiene che vengano finanziate attività di recupero ambientale e di manutenzione del territorio e che la presenza di un SIC o di una ZPS venga considerata come un fattore preferenziale per il finanziamento di attività compatibili con la tutela della biodiversità.

Queste indicazioni gestionali sono state in parte già avviate con il PSR 2007-2013 e per alcune misure il finanziamento delle attività è strettamente vincolato ad una gestione sostenibile delle risorse naturali; a tal proposito si riportano, come esempio, le indicazioni tecniche valide per le Misure forestali 226 (Riduzione del rischio di incendio boschivo) e 227 (Investimenti forestali non produttivi). Analoghe prescrizioni sono state approvate anche per il bando della Misura 122 (Accrescimento del valore economico delle foreste).

Azioni sul documento
Pubblicato il 28/05/2012 — ultima modifica 03/04/2018
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it