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Parchi, foreste e Natura 2000

Vespertilio di Capaccini

Vespertilio di MonticelliOrdine: Chirotteri - Famiglia: Vespertilionidi

 

Myotis capaccinii (Bonaparte, 1837)

Collocazione biogeografica e distribuzione: Questa specie ha una distribuzione Centro-asiatica e Mediterranea (compresa Sardegna e Sicilia). In Italia è segnalato in gran parte delle regioni, sebbene venga ritenuta una specie non comune e fortemente minacciata, di cui è necessario verificare urgentemente lo status. In Emilia-Romagna è segnalato nella sola provincia di Forlì-Cesena presso il sito della Rete Natura 2000 IT4080013 Montetiffi, Alto Uso (FC).

Caratteri distintivi: E’ un Myotis di taglia media, molto simile nell’aspetto all’affine Myotis daubentoni, da cui si distingue per le maggiori dimensioni ed alcuni caratteri, riferiti alla pelosità della tibia e del patagio. La pelliccia si presenta grigia o bruna sul dorso, mentre nell’addome appare chiara e color crema.

Dati biometrici: LTT (43) 47-53 (54) mm; LCo (34) 35-38 (42)mm; AV (37) 39-44 mm; LO 14-16 mm; LT 6,5-7,5mm; AA 230-260 mm; Lcb 12,9-15 mm; FdC-M3 5,4-6 mm; P 6-15 g.

Habitat: Specie legata agli ambienti carsici, sia in estate che in inverno; frequenta principalmente le zone attigue a corsi e specchi d’acqua, dove caccia in corrispondenza della vegetazione oltre che sul pelo dell’acqua, similmente al congenere M. daubentoni. Occasionalmente utilizza anche ipogei artificiali, sia cave e miniere che l’interno di edifici. Le colonie sono sovente formate da centinaia o migliaia di individui, spesso insieme a pipistrelli di diverse specie, quali Rhinolophus euryale, R. ferrumequinum, Myotis blythii, M. daubentonii, M. myotis, ma soprattutto Miniopterus schreibersii. Normalmente resta aggrappato alle pareti o alla volta delle cavità carsiche utilizzando tutti e quattro gli arti; è stato anche osservato rintanato all’interno di fessure, sia solitario che in colonie. E’ segnalato dal livello del mare a circa 800 metri di altitudine. Lascia il rifugio dopo il tramonto, per una caccia che si svolge anche a notevole distanza dal rifugio diurno.

Abitudini: Sorvola tipicamente gli specchi d’acqua dei fiumi di pianura, a pochi centimetri di altezza e comunque a pochi metri da terra, cacciando anche nei pressi della vegetazione ripariale. Il volo è veloce e lineare, assai diversificato. Preda vari tipi di Insetti (principalmente Ditteri acquatici, Neurotteri e Tricotteri) che cattura e consuma in volo. Come per il Vespertilio di Daubenton è stata dimostrata anche la predazione nei confronti di avanotti e larve acquatiche di Ditteri. La specie è sedentaria; in alcuni contesti effettua spostamenti stagionali di breve-medio raggio.

Status: Categoria IUCN: VU:A2c (vulnerabile, minacciata di estinzione). Secondo la Lista Rossa dei Vertebrati Italiani, pubblicata dal WWF Italia, la specie è “in pericolo”, cioè corre un altissimo rischio di estinzione nel prossimo futuro. Oltre che dall'alterazione e dalla distruzione degli habitat, in questo caso di tipo prevalentemente forestale associato a zone umide, e dalla diffusione di sostanze inquinanti, risulta minacciato dall’azione di disturbo diretta nei suoi rifugi abituali (grotte, cave, miniere, edifici e manufatti).

Protezione esistente: Inserito nell’Allegato IV della Dir. 92/43/CEE.

Tratto da " I Pipistrelli delle grotte" - Collana: Sottoterra: rivista di speleologia del Gruppo speleologico bolognese e dell'Unione speleologica bolognese - Anno XLV n. 122 gennaio giugno 2006

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/08/2013
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