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Parchi, foreste e Natura 2000

Geco comune

Geco comune (foto:G.Tedaldi)Ordine: Squamata - Famiglia: gekkonidae

Tarantola mauritanica   (Linnaeus, 1758)

Areale: Entità Mediterranea diffusa lungo tutte le aree costiere e sub-costiere dell’Italia peninsulare ed insulare e nelle isole Canarie. Presenti alcune popolazioni isolate in Pianura Padana nell’area prealpina ed adriatica a nord del Conero originate da introduzioni accidentali per acclimatazione.
 

Caratteri distintivi: colore variabile nell’arco della stessa giornata, assume sfumature più scure durante il giorno e più chiare durante la notte per agevolare la termoregolazione. Ventre brunastro, giallastro o bianco. Il dorso assume colorazioni dal grigio cenerino al marrone-baige. Coda con barre chiare e scure alternate. La sua lunghezza è di circa 10-12 cm in alcuni casi 14 cm. Le parti superiori sono ricoperte di tubercoli, testa massiccia e corpo tozzo. Possiede unghie molto piccole e lamelle sottodigitali disposti in unica serie, caratteristiche.

Habitat: presente in ambienti urbani nella fascia planiziale, nelle campagne antropizzate, in zone rocciose caratterizzate da numerosi anfratti ed in alberi ricchi di cavità.

Biologia: si nutre di falene ed insetti notturni che attende nei pressi di luci artificiali lungo muri e solai dove staziona all’aperto. È una specie diurna attiva tutto l’anno. È facilmente rilevabile, in quanto meno schivo di altri gechi, in costruzioni dove cerca rifugio e cibo. Tra la primavera e l’estate svolge la sua attività produttiva difendendo il loro territorio da eventuali invasori.

Note tassonomiche: specie politipica di cui riconosciute quattro sottospecie presenti in Nord Africa: T. m. mauritanica, T. m. fascicularis (Daudin, 1802), T. m. juliae (Joger, 1984) T. m. pallida (Geniez et al., 1999). In Italia è rappresentata dalla sottospecie nominale.


Distribuzione regionale: è presente prevalentemente nella porzione sud-orientale della regione e in alcune aree urbane interne ove è stata introdotta accidentalmente e successivamente si è acclimatata. Diffusa prevalentemente in pianura, si è adattata in habitat antropici come città, ruderi e muri a secco.

Testi a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Atlante degli anfibi e Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

 

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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