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Parchi, foreste e Natura 2000

Geotritone italiano

Geotritone italiano (autore: G.Tedaldi)Ordine: Caudata - Famiglia: Plethodontidae

Speleomantes italicus (Dunn, 1923)

Areale: S. italicus è un'entità endemica centronord appenninica diffusa dall'Emilia (provincia di Reggio Emilia) alla Toscana (province di Lucca, Firenze, Pistoia), Marche, Umbria fino all'Abruzzo (provincia di Pescara).

Caratteri distintivi: come gli altri geotritoni è provvisto di mano e piede palmati e di un sottilissimo solco naso-labiale che dalla narice si dirige verticalmente verso l'orlo del labbro superiore; colorazione e disegno molto variabili, lunghezza massima 13 cm.

Habitat: Grotte, doline, cavità del suolo, miniere, caverne, ghiaioni, rupi ed emergenze rocciose, alvei di torrenti fra le pietre e i muschi; in periodi particolarmente umidi anche nei prati e nel sottobosco.

Biologia: La biologia dei Geotritoni non è molto conosciuta; di certo si sa che essi conducono vita attiva e si riproducono anche nel sottosuolo. Le uniche osservazioni esistenti sulla riproduzione sono state ottenute in cattività (Durand, 1970) e hanno dimostrato che questi animali depongono uova da cui sgusciano piccolissimi metamorfosati. I Geotritoni si nutrono di vari tipi di invertebrati, che di solito vengono catturati dardeggiando su di loro la lingua, a somiglianza di quanto fanno i camaleonti.

Note tassonomiche: I Geotritoni rappresentano un complesso problema tassonomico. Dubois (1984) ha proposto di cambiare il nome generico da Hydromantes Gistel 1848, a Speleomantes, invalidando il primo perché sinonimo di Triturus Refinesque 1815; inoltre indagini di tipo elettroforetico e genetico hanno portato alla distinzione di tre specie continentali: S. strinatii(Lanza, 1955) e S. italicus (Dunn, 1923), e S. ambrosii presente esclusivamente nelle provincie di La Spezia e Massa Carrara. Esse possono essere distinte sicuramente tra loro in base a caratteri genetici.

Distribuzione regionale:  diffuso dalla provincia di Reggio-Emilia sino a quella di Forlì-Cesena, da 216 m a 1370.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti, G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993


Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Amphibia" a cura di B. Lanza, F. Andreone, M.A. Bologna, C. Corti, E. Razzetti (fauna d'Italia, Calderini editore - 2007) e "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

 

 

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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