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Parchi, foreste e Natura 2000

Luscengola

LuscengolaOrdine: Squamata - Sottordine: Sauria - Famiglia: Scincidae

Chalchides chalchides (Linnaeus, 1758)

Geonemia: Entità W-Mediterranea diffusa in Nord Africa (Algeria orientale, Tunisia, Libia) e in Italia lungo la penisola a sud del Po, in Sicilia e Sardegna.

Caratteri distintivi: Corpo serpentiforme, con arti ridotti muniti di tre dita. Colorazione dorsale di fondo bruna, grigia o verdastra con strie longitudinali, variabili numericamente da due a undici, talora assenti. Parti ventrali biancastre, grigiastre o bianco-giallastre. Occhi muniti di palpebre mobili.
Lunghezza totale massima 48 cm.

Habitat: Pianure erbose, prati, sottobosco di pinete, querceti e orno-ostrieti; aree rurali, coltivi; aree limitrofe a zone umide come alvei di fiumi o sponde di stagni o laghi.

Biologia: Animale agilissimo e molto veloce, è difficilmente avvistabile tra la vegetazione. Utilizza gli arti solo quando procede lentamente o come punti d'appoggio. Trascorre la latenza invernale sotto i sassi, nelle fenditure delle rocce o sotto ceppi di alberi o cespugli. Ovovivipara e vivipara, la femmina mette alla luce da tre a ventitre piccoli nel periodo fra giugno ed agosto. Preda vari invertebrati terrestri, in prevalenza Insetti, Miriapodi, Aracnidi e Lombrichi. E' predata da Serpenti, Uccelli e Mammiferi.

Note tassonomiche: Lo status tassonomico della superspecie C. calcides è stato chiarito da recenti studi a carattere biochimico e morfologico (Caputo & Odierna, 1992; Caputo, 1993), le luscegnole europee costituiscono due specie presenti anche in Italia: C. chacides suddivisa in due sottospecie, C. c. chalcides propria dell'Italia peninsulare, Sicilia e Elba  e C. c. vittatus (Leuckart, 1828) presente in Sardegna e nel Nord Africa; C. striatus (Cuvier, 1828) diffusa dalla Penisola Iberica alla Francia meridionale fino alla Liguria occidentale.

Distribuzione regionale: Specie diffusa lungo la costa adriatica e nel medio-basso Appennino, con una maggiore frequenza nel settore centrorientale della regione. Raggiunge la quota massima di 874 m presentando la maggior frequenza dei rilevamenti nella fascia collinare da 200 a 400 m. è una specie stenoecia che frequenta soprattutto ambienti con vegetazione erbacea (Caputo, 1994) come prati e pascoli, cespuglieti e arbusteti e incolti e radure.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti e G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993

Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio parchi e risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa -2006

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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