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Parchi, foreste e Natura 2000

Raganella italiana

Raganella italiana (autore: G.Tedaldi)Ordine: Anura - Famiglia: Hylidae

Hyla intermedia (Boulenger, 1882) (ex Hyla arborea )

Areale: diffusa in tutta l'Italia continentale e peninsulare, Sardegna esclusa (sostituita qui da Hyla sarda) e in Liguria da Hyla meridionalis; nell'estemo nord-est (provincia di Trieste e nel Tarvisiano) compare invece Hyla arborea.

Caratteri distintivi: Epidermide liscia sul dorso, granulosa sul ventre, muso arrotondato, dita provviste di dischi adesivi alle estremità. Colorazione dorsale verde brillante uniforme, ma variabile, a seconda dello stato fisiologico, dall'olivastro al grigio-bruno; fianchi attraversati da una stria giallastra che, dall'occhio e attraverso il timpano, giunge all'inguine, ove presenta un breve prolungamento verso il dorso. Parti ventrali biancastre, con gola che, nei maschi, appare bruno-giallastra per la presenza di un sacco vocale esterno. Lunghezza massima di circa 6 cm, mediamente inferiore nei maschi rispetto alle femmine. Larva caratterizzata da occhi in posizione laterale, coda appuntita e provvista di creste alte a margine convesso, estese anche sul corpo; colorazione olivastra-giallastra, più chiara sul ventre; lunghezza massima 5 cm.

Habitat: Arboricola, vive su alberi, arbusti, canneti, in prossimità di ambienti umidi, anche temporanei e di limitata estensione, in cui scende nel periodo degli amori; è resistente all'aridità e in grado di vivere anche a notevole distanza dall'acqua.

Biologia: La fregola ha luogo generalmente tra la fine di marzo e maggio: i maschi sono i primi a scendere in acqua ove, con il loro sonoro gracidio, richiamano le femmine all' accoppiamento. Le ovature, masserelle gelatinose grandi quanto una noce, cadono sul fondo o si attaccano alla vegetazione sommersa; la metamorfosi ha luogo in 2-3 mesi. Gli adulti si nutrono soprattutto di Insetti catturati in volo.

Note tassonomiche: endemita italiano monotipico.

Distribuzione regionale: È diffusa in tutto il territorio di pianura e sull'Appennino, ove appare più frequente a quote basse.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti, G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993

Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Amphibia" a cura di B. Lanza, F. Andreone, M.A. Bologna, C. Corti, E. Razzetti (fauna d'Italia, Calderini editore - 2007) e "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

 

 

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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