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Parchi, foreste e Natura 2000

Rane verdi

Rana verde (autore: G.Tedaldi)Ordine: Anura - Famiglia: Ranidae

Pelophylax bergeri (Günther, 1986)
Pelophylax klepton hispanicus (Bonaparte, 1839)
Pelophylax klepton esculentus (Linnaeus, 1758)

Areale: Entità S-Europee diffuse dalla Francia alla Svezia meridionale alla Russia fino alla costa nordoccidentale del Mar Nero. In Italia lungo tutta la penisola e in Sicilia. Introdotte in Sardegna.

Caratteri distintivi: Colorazione variabile da verde a bruno; dorso con macchie nere e con stria longitudinale mediana chiara. Parti posteriori giallastre, brune o nere. I maschi presentano due sacchi vocali biancastri che durante il canto si estroflettono. E' presente un tubercolo metatarsale evidente. Lunghezza, dall'apice del muso alla cloaca, di 70 mm circa nei maschi e di 85 mm circa nelle femmine.

Habitat: Presente in tutti gli ambienti umidi, dai laghi di quote elevate (anche superiori ai 1750 m) alle zone costiere. Fuori dall'acqua è possibile incontrarle nel sottobosco di pinete e foreste di latifoglie, in prati e coltivi.

Biologia: Le rane verdi sono animali strettamente legati all'acqua. I maschi durante il periodo primaverile ed estivo, emettono dei sonori gracidii mediante l'estroflessione di sacchi vocali ai lati della gola. Ogni femmina depone a primavera fino a 10.000 uova, sotto forma di ammassi gelatinosi. Si nutrono di vari invertebrati e talvolta anche di piccoli Vertebrati. Le rane verdi possono presentare girini giganti, triploidi, lunghi sino a 163 mm.

Note tassonomiche: La situazione tassonomica delle rane verdi italiane è ancora oggi di difficile definizione, per cui non è ancora possibile tracciare una mappatura certa delle specie derivate dal complesso mosaico delle popolazioni ascrivibili al gruppo delle rane verdi.

Distribuzione regionale: sono le specie più diffuse dalla costa alla pianura interna fino al crinale appenninico. Frequenti soprattutto a quote basse raggiungono però i 1.727 m di altitudine. Sono legate strettamente agli ambienti acquatici, dove colonizzano soprattutto canali e fossati, stagni e maceri.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti, G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993

Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Amphibia" a cura di B. Lanza, F. Andreone, M.A. Bologna, C. Corti, E. Razzetti (fauna d'Italia, Calderini editore - 2007) e "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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