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Parchi, foreste e Natura 2000

Testuggine di Hermann

Testuggine di HermannOrdine: Testudines - Famiglia: Testudinidae

Testudo hermanni (Gmelin. 1789)

Areale: Entità mediterranea diffusa lungo tutti i territori costieri dell'Europa mediterranea, nei Balcani fino alla Turchia europea.

Caratteri distintivi: Apice della coda protetto da un astuccio corneo; in genere due scudi sopracaudali. Carapace con macchie giallastre e nere, queste ultime di maggiore estensione; sul piastrone macchie nere disposte in due fasce longitudinali. Maschio con coda più massiccia e più lunga di quella della femmina, estremità posteriore del carapace più convessa con margine libero ripiegato verso la coda e piastrone concavo; femmina con piastrone piatto.

Habitat: Pinete e leccete litoranee, zone rurali, coltivi, parchi e giardini, boscaglie e cespuglieti.

Biologia: Si nutre di varie essenze vegetali ma anche di Insetti, vermi, molluschi, crostacei, escrementi. Il periodo degli accoppiamenti inizia in marzo e, se le condizioni climatiche lo consentono, si ripete un secondo accoppiamento in agosto. Il maschio adulto è territoriale e durante la fregola è particolarmente aggressivo. La femmina depone fino a 12 uova in una buca da lei scavata con gli arti posteriori che viene successivamente umidificata e ricoperta di terra. Lo svernamento avviene in buche profonde 30-50 cm. E' predata da vari Uccelli e Mammiferi.

Note tassonomiche: Specie politipica rappresentata da due sottospecie: T. hermanni boettgeri Mojsisovics, 1889,diffusa nella parte orientale dell'areale, dai Balcani all'Anatolia;  T. hermanni hermanni Gmelin, 1789 forma occidentale presente anche in Italia. L'origine dell'unica popolazione presente attualmente in regione (Bosco della Mesola) è ancora oggi incerta.

Distribuzione regionale: Presente esclusivamente nel Delta del Po nel Bosco della Mesola (Mazzotti & Vallini, 1996) e a Santa Giustina, le popolazioni presenti nel ravennate sono ormai estinte dagli anni settanta. Gli habitat frequentati sono esclusivamente costituiti dagli ambienti forestali costieri termofili quali le pinete e le leccete e mesofili.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti, G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993

Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Amphibia" a cura di B. Lanza, F. Andreone, M.A. Bologna, C. Corti, E. Razzetti (fauna d'Italia, Calderini editore - 2007) e "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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