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Parchi, foreste e Natura 2000

Ululone appenninico

Ululone appenninico (autore: G.Tedaldi)Ordine: Anura - Famiglia: Bombinatoridae

Bombina pachypus (Bonaparte, 1838)

Areale: Endemita appenninico diffuso nell'Italia peninsulare a sud del Po, dalla Liguria orientale fino alla Calabria meridionale.

Caratteri distintivi: Dorso di colore grigio brunastro con verruche spinose; ventre giallo macchiato di grigio-bluastro, nero-azzurro o nero. Pupilla cuoriforme o triangolare. Lunghezza massima 6 cm. Il maschio, durante il periodo riproduttivo, è provvisto di escrescenze cornee nerastre sulla faccia inferiore dell'avambraccio e sulle dita degli arti anteriori e posteriori.

Habitat: Torrenti, ruscelli, piccole pozze e laghetti in zone calanchive, pozze temporanee, vasche ed abbeveratoi.

Biologia: Prevalentemente diurno, si riproduce tra aprile e maggio; l'accoppiamento è lombare. La femmina emette da 40 a 100 uova per ovodeposizione, attaccandole a piante o rami sommersi. Nei periodi di vita attiva è gregario e conduce prevalentemente vita acquatica. Si nutre di vari invertebrati che cattura anche sott'acqua. Se disturbato produce una sostanza fortemente irritante per le mucose, a funzione difensiva; assume inoltre, un comportamento che consiste nell'inarcamento del corpo, talvolta anche a ventre rivolto verso l'alto, che mette in evidenza la vivace colorazione ventrale; tale reazione, detta Unkenreflex, ha probabilmente significato di avvertimento della tossicità dell'animale.

Note tassonomiche: Specie monotipica distinta da B. variegata (Linnaeus, 1758) mediante studi elettroforetici (Nascetti et al., 1982; Lanza & Corti, 1993).

Distribuzione regionale: Specie a distribuzione appenninica con maggiore frequenza nel settore orientale dei territorio regionale. Presente in tutte le fasce altitudinali da 76 fino a 1200 m, con frequenze più elevate nelle fasce da 400 a 600 m. Alcune segnalazioni storiche citano la presenza dell'Ululone anche a quote più basse: Imola 47 m (Maucci, 1971), S. Faustino (Rubiera, Reggio-Emilia) 48 m (Picaglia, 1899), ciò induce a pensare che un tempo fosse diffuso anche in pianura. Predilige gli ambienti umidi e fra questi i corsi d'acqua; è stata rilevata anche in ambienti forestali e in aree urbane.

Tratto da "Gli Anfibi e i Rettili dell'Emilia-Romagna" di S. Mazzotti, G. Stagni, Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara - Regione Emilia-Romagna, IBACN - 1993

Revisione e aggiornamento nel 2009 a cura del Servizio Parchi e Risorse forestali in collaborazione con G. Tedaldi, in riferimento a "Amphibia" a cura di B. Lanza, F. Andreone, M.A. Bologna, C. Corti, E. Razzetti (fauna d'Italia, Calderini editore - 2007) e "Atlante degli Anfibi e dei Rettili d'Italia" a cura di R. Sindaco, G. Doria, E. Razzetti, F. Bernini. Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa - 2006

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Pubblicato il 12/12/2011 — ultima modifica 02/11/2012
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